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La S.S. 63 “del Valico del Cerreto” tra tradizione e innovazione nel cuore dell’Appennino Emiliano

La complessità geologica e geomeccanica delle opere in sotterraneo e l’interazione del centro abitato con alcuni movimenti franosi tipici degli appennini ha sollecitato un processo dialettico costante tra progettazione costruttiva e monitoraggio sul campo, che ha consentito la buona riuscita dell’opera nel suo complesso

Le scelte progettuali, le tecnologie, i materiali e le tecniche realizzative

Nel progetto esecutivo di dettaglio sono state introdotte molteplici soluzioni migliorative in termini di esecuzione degli scavi delle gallerie naturali. In generale, sono state mantenute le classi di comportamento delle sezioni tipo e le tratte omogenee della loro applicazione lungo il tracciato, ma all’interno della singola sezione sono state apportate modifiche dei materiali sia per il rinforzo al fronte sia per il rivestimento di prima fase.

Di quest’ultimo è stata modificata anche la rigidezza complessiva che a sua volta, ha permesso una gestione più agevole delle lunghezze dei campi di avanzamento soprattutto per galleria Mulino del Vaglio, la cui tratta in naturale è stata scavata per lunghi tratti con la presenza del solo rivestimento preliminare senza far seguire a ridosso il getto del rivestimento definitivo, realizzato per intero dopo il breakthrough.

In sintesi, le scelte progettuali adottate in fase costruttiva si sono tradotte in un aggiornamento degli interventi di consolidamento al fronte e al contorno, nonché in un irrigidimento del rivestimento di prima fase, per le sezioni tipo di scavo e consolidamento di PE.

Attraverso le modifiche introdotte nel progetto delle sezioni tipo di scavo e consolidamento e pre-rivestimento si è cercato di rendere il nucleo di terreno al fronte un elemento  strutturale, collaborante alla statica della galleria, dalle caratteristiche e comportamento prevedibile e controllabile raggiungendo obiettivi fondamentali in un’opera in sotterraneo:

  • a breve termine una maggiore velocità di realizzazione e quindi di esecuzione dei cicli di scavo, che ha prodotto un minor disturbo all’ammasso e quindi condizioni deformative meno gravose;
  • a lungo termine minori convergenze sul rivestimento di prima fase hanno avuto come conseguenza il prodursi di minori pressioni sul rivestimento definitivo testimoniato dalle stazioni dimonitoraggio e quindi il rispetto dei livelli di sicurezza assunti in fase progettuale da cui deriva una maggiore durabilità dell’opera nel suo complesso.

Attraverso condizioni tensionali e deformative controllate durante lo scavo maggiore si è ottenuta stabilità del cavo e, quindi, un aumento del livello di sicurezza delle Maestranze.