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La galleria Laives

Il 21 Dicembre 2013 è stato ufficialmente aperto al traffico il nuovo tunnel Laives che, con i suoi 2.858 m di lunghezza, rappresenta ad oggi la più lunga galleria in provincia di Bolzano. I lavori sono iniziati nell’Agosto 2008 e sono costati 56,8 milioni di Euro, inclusa la parte impiantistica

La galleria Laives fa parte del terzo lotto  del progetto della variante S.S. 12 Bronzolo-Bolzano per la realizzazione di una circonvallazione tra gli abitati di Bronzolo e Bolzano.

Immagini

  • L’inaugurazione della galleria Laives
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    L’inaugurazione della galleria Laives
  • La sezione tipo della galleria Laives
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    La sezione tipo della galleria Laives
  • L’interno della galleria Laives
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    L’interno della galleria Laives
  • Il camerone per la sosta di emergenza
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    Il camerone per la sosta di emergenza
  • Il cunicolo di ventilazione sopra la zona di transito
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    Il cunicolo di ventilazione sopra la zona di transito
  • La prova del fuoco in galleria
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    La prova del fuoco in galleria
  • La realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo
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    La realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo
  • La pavimentazione della galleria Laives
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    La pavimentazione della galleria Laives
  • Una vista notturna dei ponti presso lo svincolo Sud
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    Una vista notturna dei ponti presso lo svincolo Sud
  • La fase del trasporto della RBM 550VF
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    La fase del trasporto della RBM 550VF
  • La testa alesante
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    La testa alesante
  • Il carroponte in azione
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    Il carroponte in azione
  • Le operazioni di messa in sicurezza
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    Le operazioni di messa in sicurezza
  • Il cantiere di Laives
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    Il cantiere di Laives

Fino a 28.000 autoveicoli transitavano giornalmente sulla S.S. 12 tra Bolzano e Laives, comportando grossi disagi per i residenti.

Il Concorso di progettazione, indetto nel 1995, ha visto vincitore il progetto dello Studio di Ingegneria EUT di Bressanone e dello Studio di Consulenza ingegneristica ILF di Innsbruck, progetto che è stato suddiviso in più lotti funzionali.

L’intera circonvallazione si sviluppa per quasi il 70% in sotterraneo, per una lunghezza complessiva di circa 9 km, e rappresenta una delle opere di maggior rilievo degli ultimi anni in Alto Adige. Oltre alla galleria Laives, fanno parte dell’intero progetto altri due tunnel a canna unica e a traffico bidirezionale: San Giacomo (2.444 m) e Bronzolo (672 m, in artificiale), nonché importanti opere d’arte quali ponti, sottopassi e svincoli.

Lo scavo della galleria

Lo scavo della galleria Laives, iniziato nell’Aprile 2009 da Nord e nel Maggio 2010 anche da Sud, è avvenuto con metodo tradizionale nell’ammasso roccioso costituito da porfido quarzifero atesino, ad eccezione del pozzo di ventilazione, scavato con il metodo del raise-boring.

L’ultimo diaframma è stato abbattuto il 17 Novembre 2011. La criticità dei lavori di scavo è stata rappresentata dall’attraversamento dell’incisione valliva della Vallarsa ove la copertura raggiungeva il minimo di 70 m, di cui quasi 55 m, costituiti dal materiale sciolto di riempimento della valle con venute d’acque legate alla permeazione nelle fratture dell’ammasso roccioso.

La zona è stata attraversata realizzando un consolidamento in avanzamento con ombrello di infilaggi tubolari metallici valvolati con campi da 12 m, di cui 5 m di scavo e 7 m di sovrapposizione, ed eseguendo sfondi di abbattimento da 1 m con volate controllate. Questo sistema ha consentito non solo di sostenere lo scavo, ma anche di poter consolidare la zona all’intorno mediante iniezioni.

Grazie a questo sistema di consolidamento e di impermeabilizzazione è stato possibile rinunciare ad un rivestimento definitivo a tenuta stagna.

Le caratteristiche e gli impianti di sicurezza

In ottemperanza alle nuove “Norme funzionali e geometriche per la progettazione e costruzione di strade”, emanate dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2006, il progetto è stato aggiornato con misure di sicurezza.

La galleria Laives è classificata, infatti, secondo le predette Norme in classe A (TGM tra 4.500 e 12.000 e 1,0 km < L < 3,0 km) definendo gli impianti e provvedimenti necessari.

La carreggiata è costituita da una corsia per senso di marcia di 3,75 m con a margine marciapiedi di servizio all’interno dei quali sono state alloggiate le canalizzazioni impiantistiche. L’altezza della sagoma utile è pari a 5,00 m in carreggiata.

Sono stati realizzati quattro cameroni per la sosta di emergenza di larghezza 3,50 m posti a 600 m l’uno dall’altro, due vie di fuga pedonali ed una galleria di emergenza parallela carrabile di 832 m collegata alla canna principale tramite tre by-pass. Le vie di fuga sono disposte a 600 m l’una dall’altra e sono chiuse all’estremità da porte pedonali e carrabili REI120; in caso di incendio saranno mantenute in sovrappressione rispetto alla galleria da appositi ventilatori.

La galleria è dotata di  un’illuminazione di rinforzo e permanente realizzata con corpi illuminanti a LED, impianto antincendio, nicchie per la chiamata di emergenza con armadi SOS e nicchie antincendio ogni 150 m, un sistema di gestione del traffico, un impianto radio, un impianto di videocontrollo con registrazione nonché sistemi di segnalazione. L’approvvigionamento elettrico è garantito in caso di mancanza di energia elettrica da un gruppo elettrogeno di 1,4 MW che assicura il funzionamento dell’impiantistica di emergenza per la durata di un’ora in caso di black-out, oltre ad un gruppo UPS.

Il sistema di ventilazione in galleria

Sopra la zona di transito, separato da una soletta in calcestruzzo dello spessore di 25 cm, è stato realizzato un cunicolo di aspirazione con sezione di 13,5 m² che, mediante botole di 5 m² di apertura poste a 84 m una dall’altra, permette di aspirare i fumi, sia in caso di normale esercizio che in caso di incendio.

All’interno della caverna di ventilazione, sono installati due grossi ventilatori assiali da 500 kW l’uno e diametro di 2,25 m, che consentono di aspirare i fumi e spingerli verso l’esterno attraverso un cunicolo di 225 m e un pozzo di ventilazione di 291 m. Ai rispettivi imbocchi sono poi installati due ventilatori a getto che assistono la ventilazione in una o nell’altra direzione.

Prima dell’apertura al traffico, il Committente (Provincia Autonoma di Bolzano) ha voluto testare la rispondenza dei criteri adottati in fase di progettazione con una prova reale che mettesse in evidenza il funzionamento e l’efficacia del sistema e, il 13 Dicembre 2013, è stata condotta una prova del fuoco, secondo le Linee Guida austriache (RVS 09.02.31). Alla presenza di Tecnici, rappresentanti di Enti e Forze di intervento è stato ricreato un incendio ed è stata valutata la reazione e la prestazione del sistema che ha risposto pienamente alle aspettative.

La pavimentazione in galleria

La peculiarità di questa galleria è stata la scelta della pavimentazione stradale in calcestruzzo.

La pavimentazione della galleria Laives è costituita da un doppio strato di calcestruzzo: lo strato superiore di 6 cm costituito da aggregati duri e tenaci, necessari ad ottenere la tessitura superficiale mediante esposizione degli aggregati e lo strato inferiore di 14 cm. I giunti trasversali (a distanza di 5 m) e longitudinali, armati con barre di acciaio, sono stati realizzati mediante taglio e quindi sigillati per garantire la durabilità del calcestruzzo, che viene protetto da infiltrazioni di acqua e assicura il comfort di marcia per l’utenza, riducendo il rumore di rotolamento indotto dal passaggio degli pneumatici sulle discontinuità dei tagli.

Nel complesso 5.000 sono stati i metri cubi di calcestruzzo impiegati, e che le due casseforme scorrevoli hanno steso con una produzione media giornaliera di 320 m. I vantaggi auspicabili dalla costruzione in calcestruzzo della pavimentazione stradale sono significativi. Poiché al contrario del conglomerato bituminoso che brucia intorno ai 500 ºC ed emette gas tossici, il calcestruzzo è incombustibile e, in caso di incendio, non emette sostanze tossiche, sono evidenti i vantaggi derivanti dall’adozione del calcestruzzo come materiale per la pavimentazione di una galleria.

Partendo dalla constatazione che all’aumentare della lunghezza delle gallerie aumenta la gravità dei danni prodotti da un incendio, in diversi Paesi europei si tende a realizzare con il calcestruzzo la pavimentazione di gallerie che superano una determinata lunghezza (1.000 m secondo la Normativa austriaca). Inoltre, il calcestruzzo ha il vantaggio di non cambiare forma alle alte temperature e di non perdere le caratteristiche meccaniche consentendo il transito sulla pavimentazione dei mezzi di soccorso.

La pavimentazione chiara, avendo un elevato indice di riflessione, consente di ridurre l’illuminazione artificiale in galleria con conseguenti minor costi d’installazione e di consumo energetico. Il risparmio energetico per l’illuminazione è di circa il 25%. Infine, la pavimentazione in calcestruzzo ha una maggiore vita utile.

Le altre opere del lotto

Fanno parte del lotto due viadotti presso lo svincolo Sud: il viadotto S.S. 12 costituito da una trave continua di 218 m e sostenuto da dieci pile e il viadotto rampa 100, anch’esso una trave continua di 82 m sorretta da quattro pile.

La geometria di entrambi i ponti, caratterizzata da una sezione bombata che prosegue anche all’estradosso nella scelta dei parapetti, deriva da uno studio di abbellimento architettonico dell’intera variante per un migliore inserimento dell’opera nel contesto.

La Laives Tunnel Scarl[1]

L’Azienda Edilmac dei F.lli Maccabelli Srl viene fondata nel 1966 dai fratelli Cesare, Emilio, Carlo e Mario e, dopo un esordio come Società di costruzioni, si è specializzata nella realizzazione di scavi per cementerie, nella gestione di grandi cave, nell’esecuzione di gallerie e di pozzi.

Dal 1976, per ovviare ai molti problemi di sicurezza del proprio Personale e per migliorare la qualità dei opere realizzate, si è dotata di attrezzature e tecnologia “Raise Borer” con le quali è possibile eseguire pozzi meccanicamente della profondità di centinaia di metri e fino al diametro di 6 m; successivamente ha acquistato o realizzato attrezzature per l’allargo di pozzi progettati con diametri superiori. Attraverso metodologie di lavoro all’avanguardia e la disponibilità di attrezzature “Raise Boring” in aggiunta alla strumentazione classica, Edilmac risponde a qualsiasi esigenza per l’esecuzione meccanica di pozzi prevista per la realizzazione di centrali idroelettriche, gasdotti, metanodotti, acquedotti, areazione di gallerie e miniere e ascensori.

Grazie a questi macchinari, la Edilmac ha partecipato alla realizzazione di importanti opere nel continente europeo ed in tutto il mondo; fra i tanti pozzi di grande diametro eseguiti vi sono quelli per l’areazione del Tunnel della Manica, della galleria di circonvallazione di Locarno e delle tre più lunghe gallerie ferroviarie per l’Alta Velocità sul tratto Bologna-Firenze. dal 1982, l’Azienda è presente in Africa, successivamente in Asia ed in America Latina.

Operando nella Società consortile Laives Tunnel Scarl (composta, oltre che da Edilmac, anche da Oberosler, Wipptaler, Rottensteiner, Gasser, Klapfer, P.A.C., Fondazioni Speciali), ha partecipato ai lavori appaltati dalla Provincia di Bolzano per la costruzione della nuova galleria stradale della variante alla S.S. 12 presso Laives (BZ).

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