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La galleria della Bevera sulla linea Arcisate-Stabio

Il raddoppio, la velocizzazione della linea e la prosecuzione del tracciato in territorio svizzero garantiranno il potenziamento del servizio di trasporto tra il Canton Ticino e la Lombardia

salini sfondo

La galleria della Bevera

Nel dettaglio, la progettazione della galleria naturale Bevera è stata condotta seguendo il metodo ADECO-RS.

Dal punto di vista geologico-tecnico, lo scavo dell’opera interessa depositi lacustri e palustri limoso-sabbiosi e argillosi dell’Allogruppo di Besnate, sedimenti della Serie di Casanova Lanza a granulometria ghiaioso sabbiosa e limosa in contatto tabulare con i depositi del Ceppo della Bevera, costituiti da conglomerati a variabile grado di cementazione.

Al fine della determinazione delle sezioni tipo si è proceduto ad una suddivisione in tre macroporzioni: la prima, caratterizzata da medio-basse coperture (massimo 15 m) in cui lo scavo interessa principalmente i depositi lacustri e palustri e nella quale un “ombrello” di infilaggi d’acciaio in avanzamento, quando la copertura scende al di sotto dei 10 m, permette di procedere in un ammasso preconsolidato tramite colonne di jet-grouting del diametro di 1.200 eseguite da p.c.; la seconda, caratterizzata da coperture fino a circa 50 m, in cui lo scavo interessa principalmente la serie di Casanova Lanza costituita da terreni a granulometria ghiaioso-sabbiosa e limosa che prevede un preconsolidamento in avanzamento tramite colonne di jet-grouting troncoconiche e suborizzontali al fronte; la terza, caratterizzata da coperture fino a circa 55 m, in cui si attraversano

i depositi ghiaioso-sabbiosi più o meno cementati del Ceppo della Bevera e nella quale, in base al grado di cementazione, in aggiunta alle colonne di jet-grouting tronco-coniche e suborizzontali al fronte si prevede un “ombrello” di infilaggi d’acciaio in avanzamento oppure l’adozione del solo “ombrello” al contorno del cavo ed un consolidamento del fronte mediante elementi strutturali in VTR.

Al momento della messa in stampa del presente articolo, risultano essere stati scavati con metodo tradizionale (escavatore e all’occorrenza martellone) circa 100 m imbocco Sud e 130 m imbocco Nord.

Durante l’attività di scavo, la presenza di venute d’acqua all’imbocco Sud a livello dell’arco rovescio ha reso necessario procedere ad un’impermeabilizzazione “full round” non prevista in fase di progettazione.

Data la risposta del cavo (convergenze ed estrusione del fronte minime), sono in corso di studio una serie di ottimizzazioni relativamente a consolidamenti e lunghezze dei campi, finalizzate alla riduzione dei tempi di esecuzione, che permetteranno di terminare le attività di scavo a fine 2013.