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Il raddoppio del traforo stradale del San Gottardo

La seconda canna sarà realizzata 70 m a Est del tunnel esistente e dovrebbe essere percorribile dal 2027

sfondo gottardo

La geologia e lo smarino

Le condizioni geologiche della montagna sono note dalla realizzazione della prima canna, pertanto sono improbabili sorprese durante l’avanzamento del secondo traforo. Gran parte dello scavo potrà svolgersi su un terreno tecnicamente favorevole.

Su ambo i versanti esistono zone di disturbo tecnicamente rilevanti: una a Nord, lunga circa 270 m e distante circa 4 km dal portale di Göschenen, e una a Sud di quasi 300 m, a circa 4,9 km dal portale di Airolo, in corrispondenza delle quali non sarà possibile procedere con la TBM. In queste sezioni si dovrà ricorrere all’uso dell’esplosivo, per poi avanzare con la fresa.

L’accesso avverrà in entrambi i casi tramite un cunicolo separato. La realizzazione della seconda canna della galleria autostradale produrrà circa 6.500.000 t di sterro, equamente suddivise fra i due portali.

L’obiettivo è riutilizzare quanto più possibile lo smarino in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale. L’accurata documentazione della situazione geologica consente di formulare previsioni affidabili sull’effettivo reimpiego.

Gli sterri che mal si adattano al recupero, oppure scartati in fase di trattamento, dovranno essere stoccati in deposito, per un totale di circa 4.900.000 t di materiale non contaminato. Questo sarà utilizzato per la rinaturazione delle aree ripariali del lago di Uri e per la costruzione della galleria di Airolo.

I fanghi e i materiali di risulta leggermente contaminati, dell’ordine di circa 350.000 t, invece, non sono reimpiegabili per attività di rinaturazione e di rimodellamento del territorio. Essendo tuttavia chimicamente e biologicamente stabili (inerti), potranno essere depositati in via definitiva in siti specifici nei Cantoni Uri e Ticino senza conseguenze per l’ambiente.

Il materiale scavato sarà trasportato principalmente su nastri nelle vicinanze del portale e verso i siti di deposito anche tramite ferrovia. Per il trasferimento fra Airolo e Göschenen si sfrutterà il vecchio tratto di montagna delle FFS con la galleria in quota, ormai molto meno utilizzato dopo l’apertura del traforo di base del San Gottardo (si veda “S&A” n° 118 Luglio/Agosto 2016 e https://www.stradeeautostrade.it/ferrovie-e-metropolitane/san-gottardo-il-piu-lungo-tunnel-ferroviario-del-mondo/).

L’impianto di trattamento dei materiali, utilizzato per entrambe le direzioni di scavo, si trova a Stalvedro, a Sud di Airolo, dove lo smarino adatto al recupero sarà trasportato via treno, dopo essere stato separato dal resto direttamente davanti ai due imbocchi del traforo. In seguito verrà trasferito da Stalvedro ai sili degli impianti di betonaggio.

Il trasporto richiederà quotidianamente da cinque a dieci treni impegnati di giorno fra le stazioni di carico di Göschenen, Airolo e Stalvedro nonché verso i depositi. Le capacità delle tratte sono state accuratamente verificate con le FFS e non si prevedono limitazioni per il trasporto regolare di persone e merci. Parimenti, il piano logistico prescelto è tale da escludere restrizioni alla viabilità sulle strade cantonali e nazionali.