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Il raddoppio del traforo stradale del San Gottardo

La seconda canna sarà realizzata 70 m a Est del tunnel esistente e dovrebbe essere percorribile dal 2027

sfondo gottardo

La costruzione

Il nuovo tunnel sarà scavato tramite TBM, con diametro dello scudo fresante di 11,8 m: avrà quindi una sezione circolare. Lo spazio al di sotto della carreggiata sarà sfruttato con due canali tecnici e accoglierà tutte le linee per energia e comunicazioni nonché la condotta di alimentazione degli idranti. L’altezza utile fino alla soletta intermedia sarà di 4,8 m.

La carreggiata avrà una larghezza di 7,6 m, corsia di emergenza compresa, e un dislivello trasversale minimo del 2,5%. Le banchine saranno di larghezza pari a 1,5 m su ambo i lati.

Una parte del canale tecnico sarà configurata in modo tale da accogliere una linea da 380 kV dell’Azienda fornitrice di energia elettrica svizzera Swissgrid, in vista di una futura dismissione della linea dell’alta tensione Mettlen Plattischachen Airolo che sormonta il passo del San Gottardo e del suo contestuale trasferimento nel sottosuolo.

La parte superiore della canna, separata dalla carreggiata tramite una soletta intermedia, ospiterà invece i due condotti di ventilazione, uno per l’afflusso e uno per il deflusso dell’aria. Questi saranno diretti verso cinque centrali di ventilazione sotterranee – due presso i portali di Göschenen e Airolo e tre lungo il percorso della galleria – e collegati ai pozzi di ventilazione esistenti della prima canna.

In caso di necessità, la ventilazione antincendio attiverà l’apertura selettiva di bocchette nella soletta intermedia del vano di circolazione, per consentire l’aspirazione localizzata dei fumi e l’evacuazione degli utenti dalla galleria.

Nella nuova opera si separeranno le acque d’infiltrazione pulite, provenienti dalla montagna, da quelle di carreggiata apportate dai veicoli. Le prime confluiranno in una condotta e saranno convogliate verso i fiumi Ticino e Reuss all’altezza dei portali; le seconde, contaminate, defluiranno nelle canaline di scolo in direzione dei portali agli impianti di trattamento delle acque reflue stradali (SABA) e da lì, nel rispetto dell’ambiente, verso le acque di superficie.

In corrispondenza dei portali saranno altresì realizzate due vasche di accumulo per le acque contaminate in caso di evento critico (incendio, avarie…), per poterle sottoporre a trattamento adeguato.