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Galleria Col di Caralte: risanamento del rivestimento

Il ripristino del rivestimento in calcestruzzo e dell'impermeabilizzazione delle gallerie naturali sono interventi di manutenzione straordinaria abbastanza diffusi, che però richiedono scelte adeguate per quel che attiene a procedure e materiali

La S.S. 51, che inizia a San Vendemiano, in provincia di Treviso, e termina a Dobbiaco in provincia di Bolzano, è una viabilità di rilievo, in quanto collega il Cadore e le più importanti località delle Dolomiti ampezzane (tra cui Cortina), con la pianura veneta.

Immagini

  • Parte del tracciato della S.S. 51, con l’ubicazione della galleria Col di Caralte
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    Parte del tracciato della S.S. 51, con l’ubicazione della galleria Col di Caralte
  • La scarifica dello strato ammalorato di calcestruzzo con una Grotti GSF 200 e una speciale fresa Simex MP 1000
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    La scarifica dello strato ammalorato di calcestruzzo con una Grotti GSF 200 e una speciale fresa Simex MP 1000
  • Il dettaglio dello strato di 3 cm di materiale asportato
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    Il dettaglio dello strato di 3 cm di materiale asportato
  • Un dettaglio del connettore B
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    Un dettaglio del connettore B
  • La guaina impermeabilizzante proiettata a secco le venute d’acqua
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    La guaina impermeabilizzante proiettata a secco le venute d’acqua
  • La testa fresante segue il profilo della calotta
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    La testa fresante segue il profilo della calotta
  • La preparazione della malta MasterEmaco S498FR premiscelata fibrorinforzata con fibre inorganiche, prodotta dalla BASF
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    La preparazione della malta MasterEmaco S498FR premiscelata fibrorinforzata con fibre inorganiche, prodotta dalla BASF
  • Le fibre inorganiche flessibili additivate alla malta BASF trattate a confronto
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    Le fibre inorganiche flessibili additivate alla malta BASF trattate a confronto
  • La malta MasterEmaco premiscelata e fibrorinforzata viene proiettata lungo i piedritti
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    La malta MasterEmaco premiscelata e fibrorinforzata viene proiettata lungo i piedritti
  • Le superfici
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    Le superfici
  • La lisciatura a frattazzo
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    La lisciatura a frattazzo
  • La lisciatura a frattazzo realizzata da una squadra di addetti specializzati
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    La lisciatura a frattazzo realizzata da una squadra di addetti specializzati

Questa strada storica, lunga 134,4 km, negli anni è stata oggetto di diversi ampliamenti e potenziamenti, volti a migliorare la sicurezza e a sopportare i sempre crescenti volumi di traffico dovuti ai flussi turistici.

Tra le opere più significative che la caratterizzano c’è senz’altro la galleria naturale Col di Caralte, che si trova in prossimità di Pieve di Cadore.

Le caratteristiche della strada di Alemagna

Lunga 1.338 m, la galleria ha un piano viabile di 7,20 m ed è dotata di passaggi pedonali larghi 1,30 m. Insieme al ponte Cadore, quest’opera ad una canna fa parte di un’importante variante che consente di evitare l’attraversamento del centro abitato di Perarolo di Cadore e, soprattutto, del tratto noto come la Cavallera, caratterizzato da diversi tornanti che creano notevoli rallentamenti alla circolazione.

Dopo quasi 30 anni di esercizio (l’opera è stata infatti completata nel 1985), nella galleria si era manifestato un ammaloramento diffuso del calcestruzzo del rivestimento, con presenza di fessure e nidi di ghiaia conseguenti alle numerose ed ingenti infiltrazioni di acqua. Il Compartimento ANAS di Venezia, gestore della infrastruttura, ha dunque pianificato un intervento manutentivo straordinario, caratterizzato da diverse fasi.

La manutenzione straordinaria della galleria

La prima è stata quella del rilievo, anche mediante georadar, di tutte le fessure (visibili e non) e della loro marcatura con vernici di diverso colore, così che gli addetti fossero in grado di operare esattamente secondo quanto indicato dal progetto.

La colorazione corrispondeva infatti ai giunti e alle fessurazioni di due diverse tipologie che dovevano essere trattate in modo adeguato alle loro rispettive larghezze.

Terminato il rilievo sono state dunque chiuse le fessure mediante l’iniezione di resina poliuretanica, operazione cui è poi seguita la rimozione dello strato ammalorato di calcestruzzo per circa 3 cm, mediante scarifica realizzata meccanicamente.

Successivamente si è quindi proceduto all’applicazione sulla volta di una membrana proiettata a secco, così da impermeabilizzarla, e quindi al ripristino dello strato di calcestruzzo precedentemente scarificato mediante l’applicazione di una speciale malta additivata e fibroriforzata.

L’intervento nella galleria Col di Caralte è stato assegnato ad un’ATI composta da Cadore Asfalti Srl di Perarolo di Cadore e Esposito Mario di Trento.

L’iniezione delle resine

All’iniezione delle resine è stata demandata l’importante funzione di chiudere le fessurazioni, così da intercettare le venute d’acqua e sigillare i giunti. Per questo primo intervento è stata utilizzata una resina poliuretanica monocomponente idroreattiva ed espandente della linea MasterBuilder prodotta dalla BASF.

Il materiale (MasterRoc MP 355 1K DW), privo di solventi e in grado di reagire con l’acqua formando una schiuma porosa con capacità di espansione pari a 20-25 volte il proprio volume, è stato iniettato in prossimità delle fessurazioni, eseguendo fori di 10-15 mm di diametro, con una maglia composta da un foro realizzato a 45° ogni 25 cm.

L’iniezione è avvenuta attraverso packer troncoconici in poliammide e, in alcune aree più critiche, anche in acciaio; entrambi i modelli erano comunque certificati per sostenere una pressione di iniezione di 250 bar e garantire quindi una perfetta tenuta. In alcuni punti si è provveduto anche al riempimento di vere e proprie cavità formatesi a tergo del rivestimento, sia per effetto dello scavo, sia per l’azione dell’acqua nel tempo. In totale sono stati eseguiti più di 30.000 fori ed iniezioni che hanno efficacemente intercettato e fermato.

L’importanza della scarifica

Un aspetto cruciale dell’intervento è stato, ed è, quello relativo ai tempi di chiusura parziale dell’opera necessari per consentire le varie lavorazioni, con la conseguente deviazione sui lunghi e tortuosi percorsi alternativi cui si è accennato.

La rapidità di esecuzione della scarifica dello strato ammalorato si è dunque profilata subito come uno dei fattori di notevole importanza per il rispetto dei tempi assegnati, ma anche una lavorazione determinante per conseguire la corretta preparazione del supporto per la successiva applicazione della malta da ripristino. La soluzione è stata offerta da Grotti Srl, Società specializzata nel noleggio e nella realizzazione di macchine speciali, che ha provveduto alla scarifica dello strato ammalorato di calcestruzzo con una GSF 200 (mezzo specifico per questa particolare applicazione) e una speciale fresa Simex MP 1000.

La GSF 200 è una macchina realizzata da Grotti Srl sulla base di un escavatore cingolato, ma presenta interessanti e particolari caratteristiche quali un braccio telescopico in grado di seguire il profilo della galleria dalla calotta e lungo i piedritti, un circuito idraulico con pressione a 25 bar e portata di 260 l/m appositamente studiato per garantire il massimo rendimento delle attrezzature Simex e un radiocomando che permette di controllare tutti i movimenti della macchina, consentendo così all’operatore di lavorare a distanza e in piena sicurezza. Anche la fresa Simex MP 1000 è un’attrezzatura mirata a questo genere di interventi ed ha già dato prova di grandi prestazioni in applicazioni simili, come nella scarifica delle rive in calcestruzzo di canali destinati all’irrigazione e alla navigazione interna. Grotti Srl, incaricata da Cadore Asfalti, ha garantito i tempi e la qualità richiesti dal Committente con un’adeguata precisione, ottenuta grazie all’estensione del braccio fino in calotta (ad un’altezza di 6,60 m) e al fatto che questo potesse appunto essere ritratto per seguire il profilo lungo i piedritti. La profondità e uniformità della scarifica sono invece state assicurate dalla fresa Simex MP 1000 che, grazie a distanziatori e ad un tamburo dotato di 134 denti, ha permesso di ottenere una superficie perfettamente adeguata alla successiva posa della malta fibrorinforzata.

L’impermeabilizzazione della volta

Prima di iniziare la fase vera e propria di posa del nuovo rivestimento, sono stati fissati nella volta (a partire dalle linee tracciate in proiezione sui marciapiedi) dei connettori ad L (50×120 mm) inghisati con resina metacrilato, secondo una maglia decrescente dalla calotta verso i piedritti, in modo che, dopo l’applicazione della membrana impermeabilizzante a spruzzo, esistesse comunque una luce di 1 cm fra rivestimento e connettore.