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Al lavoro dentro il Langjökull

In Islanda due teste fresanti TF 100 hanno reso possibile lo scavo del più lungo tunnel pedonale mai realizzato in un ghiacciaio

Due piccole teste fresanti offrono la soluzione per lo scavo

Viste le obiettive difficoltà di operare in quota e in una zona remota Into the glacier, la Società promotrice del progetto ha affidato la realizzazione del tunnel a un’Impresa che solitamente opera nell’ampia area ai piedi del ghiacciaio.

L’organizzazione e la pianificazione del lavoro si è presentata complessa da molti punti di vista, specie perché l’area individuata per lo scavo della galleria non sarebbe sempre stata accessibile per via delle mutevoli condizioni meteorologiche.

Per rispettare i tempi assegnati, che prevedevano l’apertura al pubblico entro il 1° Giugno 2015, prima dell’inizio dei lavori è stata progettata e costruita localmente una macchina che, grazie alla sua particolare configurazione, avrebbe dovuto contrarre i tempi di scavo.

Nel corso del 2014, il sistema prescelto aveva però già mostrato i limiti delle soluzioni meccaniche ed idrauliche adottate e non era chiaramente in grado di offrire una produzione adeguata, riuscendo ad avanzare di soli 2 m al giorno. L’Impresa ha dunque cercato di individuare un nuovo sistema di scavo che garantisse migliore affidabilità e, soprattutto, produzioni più elevate che permettessero di rispettare i tempi assegnati per la conclusione dei lavori.

La soluzione è stata indicata dal Concessionario Simex per l’Islanda Vèlfang che, dopo aver valutato le dimensioni della galleria, ha proposto la testa fresante Simex TF 100, giudicandola più adatta al tipo di applicazione (http://www.simex.it/it-it/prodotti/categorie/teste-fresanti-tf?utm_source=Strade%20%26%20Autostrade&utm_medium=Articolo%20TF%20Islanda).

Si trattava, in sostanza, di optare per un sistema di scavo ad attacco puntuale utilizzando una macchina motrice e un’attrezzatura di dimensioni adeguate a quelle del piccolo tunnel, con altezza di circa 3 m e larghezza compresa, a seconda del punto, fra 2 e 5 m (e quindi con un fronte di scavo mediamente compreso tra i 6 e i 15 m2). L’attrezzatura scelta doveva inoltre permettere di scavare nicchie e cameroni di maggiori dimensioni, senza compromettere i tempi previsti dal programma dei lavori.

Dopo avere impiegato il TF 100 in via sperimentale su un tratto rettilineo dell’imbocco, è emerso che le produzioni potevano essere subito raddoppiate, e addirittura triplicate una volta che gli operatori avessero messo a punto la tecnica migliore per utilizzare macchina ed attrezzatura. Il metodo ha quindi mostrato di essere la soluzione più efficace e rapida per garantire le produzioni richieste ed è stato immediatamente adottato.

Terminato lo scavo del corridoio di accesso, e giunti al punto in cui si sarebbe dovuto iniziare lo scavo del camerone da cui si dipartivano i due rami del tracciato di forma circolare irregolare, sono stati creati due fronti di scavo che si sarebbero incontrati a circa metà del percorso.