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Passi avanti per la Pedemontana Veneta

La Regione contrarrà un mutuo per finanziare la SPV, sulla quale intanto - tra non poche difficoltà -proseguono i lavori

Il 31 Maggio è stato quindi firmato lo schema di accordo, il cosiddetto atto aggiuntivo. “Da questo momento tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto – ha spiegato Luca Zaia. Per noi questo significa che adesso vogliamo vedere correre quei cantieri. È verosimile una chiusura del cantiere in tre anni, oltre all’ipotesi di conclusione di una prima tratta nel 2018.

Il presupposto è che saranno vincolati ad un cronoprogramma molto stretto, se serve dovranno essere fatti anche doppi turni di lavoro. Ma è una infrastruttura che può tranquillamente assorbire tra i 40 e i 50 milioni di lavori al mese”. L’opera è entrata negli annali della Regione Veneto nel 1990 con un progetto poi concluso nel 2002, andato in gara nel 2006 e aggiudicato nel 2009 dopo una sentenza del Tribunale.

Particolarmente complesso l’iter che ha portato alla firma dell’atto aggiuntivo, poiché l’ipotesi di flusso di traffico (33.000 i veicoli stimati quando è stata indetta la gara per l’opera) è stata ritoccata a 27.000 veicoli con contestuali abbassamenti dei pedaggi e riduzione delle esenzioni e quindi riduzione delle entrata per la Concessionaria Sis. L’accordo firmato prevede che, al 39° anno di concessione, le entrate per Sis (pedaggi più canone) si riducano dai 18,8 miliardi di Euro previsti inizialmente a 12,1 miliardi.