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PNRR: missioni, funzioni, riforme, risorse

Il piano da 248 miliardi approvato da Governo e Parlamento deve ora passare al vaglio di Parlamento e Commissione Europea: entro 90 giorni conosceremo le osservazioni sulle nostre proposte

sfondo merendi priorità

248 miliardi di Euro è l’importo del complesso dei progetti presentati nel Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), che va oltre il Next Generation EU, con un orizzonte temporale al 2026; le risorse ammontano a 235,6 miliardi: 191,50 PNRR, 31,00 dal Fondo complementare e 13,50 del programma React-EU.

I 191,5 miliardi del RRF si dividono in 68,9 in sovvenzioni e 122,6 in prestiti (si veda “Strade & Autostrade” n° 148 Luglio/Agosto 2021 a pag. 208 con https://www.stradeeautostrade.it/finanza-e-progetti/dal-mims-stanziamenti-per-infrastrutture-mobilita-digitalizzazione-e-logistica-sostenibili/).

Le mission e le priorità trasversali

Le mission comprendono una serie di componenti funzionali per realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia di Governo, articolate in linee di intervento che comprendono una serie di progetti, investimenti e riforme collegate.

Missione 1 – “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”

Ha come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel sistema produttivo. Tra i punti-chiave c’è il Piano Transizione 4.0.

Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica”

E’ dedicata alla transizione verde ed ecologica della società e dell’economia italiana coerentemente con il Green Deal europeo, con interventi per l’agricoltura sostenibile e l’economia circolare, programmi di investimento e ricerca per le fonti rinnovabili, lo sviluppo della filiera dell’idrogeno e la mobilità sostenibile.

La struttura del PNRR: missioni, funzioni, riforme, risorse
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Vi sono azioni volte al risparmio di energia tramite l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato e iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, la riforestazione, l’utilizzo efficiente dell’acqua e il miglioramento della qualità delle acque interne e marine.

Missione 3 – “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”

Si pone l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno.

Promuove la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano maggiori rischi e prevede investimenti per un sistema portuale competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale per sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee e valorizzare il ruolo dei porti dell’Italia meridionale.

Missione 4 – “Istruzione e ricerca”

Pone al centro i giovani e affronta uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro.

Punta a garantire le competenze e le capacità necessarie con interventi sui percorsi scolastici e universitari degli studenti. Sostiene il diritto allo studio. Prevede anche un sostanziale rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.

Missione 5 – “Inclusione e coesione”

Si focalizza sulle politiche attive del lavoro, con un focus sul potenziamento dei Centri per l’impiego e del Servizio Civile universale, sull’aggiornamento delle competenze e sul sostegno all’imprenditoria femminile, infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore, che spazia dagli interventi per la disabilità all’housing sociale, interventi speciali per la coesione territoriale che comprende gli investimenti nelle aree interne, quelli per le Zone Economiche Speciali (ZES) e sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Digitalizzazione
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Missione 6 – “Salute”

Sostiene il rafforzamento della rete territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con il rafforzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e lo sviluppo della telemedicina.

A queste sei macro-missioni, il Recovery Plan nazionale associa parallelamente tre priorità trasversali – donne, giovani e Sud – che devono essere contenute in tutti gli obiettivi del PNRR e che saranno misurate negli impatti macroeconomici, occupazionali e di indicatori BES.

Le riforme previste

La parola chiave dei Recovery Plan di tutti i Paesi europei è “riforme”. Si tratta di riforme che non vanno solo indicate in modo vago né dovrebbero essere sintetizzate in poche parole, ma che occorre spiegare nel dettaglio, dal momento che la Commissione Europea le considera parte integrante del Piano.

Quelle previste nel Piano di Draghi sono suddivise tra riforme orizzontali, abilitanti e settoriali. Le riforme orizzontali (o di contesto) riguardano innanzitutto Pubblica Amministrazione e Giustizia.

La struttura del PNRR: missioni, funzioni, riforme, risorse
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A queste si aggiungono le riforme abilitanti, destinate a garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti, tra cui si annoverano le misure di semplificazione e di razionalizzazione della Legislazione e quelle per la promozione della concorrenza.

Infine, sono previste specifiche riforme settoriali, misure consistenti in innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali.

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