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Gli investimenti nel settore dei trasporti in Italia e nell’UE

L’obiettivo di questo studio è quello di valutare lo stato del settore dei trasporti e gli investimenti ad esso dedicati negli anni post-crisi economica

Conclusioni e policy recommendations

L’obiettivo di aumentare il livello di accessibilità e di dotazione infrastrutturale in Italia, significativamente più basso rispetto a quello degli altri Paesi europei, passando esclusivamente attraverso l’aumento degli investimenti, appare finanziariamente irrealizzabile (la misura richiederebbe investimenti stimati nell’ordine di 140 miliardi di Euro circa).

Rispetto a questo scenario appare quindi necessario:

  • mobilitare risorse private;
  • attrarre capitali internazionali;
  • sfruttare al meglio le risorse europee disponibili;
  • dedicare maggiore attenzione alla definizione delle priorità d’investimento;
  • stimolare la ricerca e l’implementazione d’interventi sfruttando, le opportunità legate all’utilizzo della tecnologia.

Oltre a ciò, per permettere al nostro Paese di riallinearsi con gli standard di sviluppo Europei ed internazionali, sono state identificate una serie di alternative decisionali attraverso un’analisi multicriteria “Analitic Hierarchy Process“:

  • una visione nazionale in un quadro di flussi di merci, servizi, idee e persone che sia di scala europea se non addirittura mondiale. La coerenza con la programmazione comunitaria, (per non perdere opportunità di finanziamento UE);
  • la costanza nel tempo delle scelte fatte, evitando l’entrata e l’uscita dalla lista delle opere strategiche nazionali in funzione dei cicli politici;
  • la seria valutazione delle alternative possibili, tenendo conto che, da un lato, oggi la tecnologia offre opportunità di miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture esistenti, dall’altro, la velocità di realizzazione delle opere è essenziale per poter attrarre gli investitori privati.