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Rabat Agdal, una stazione per la modernità

GCF in festa in Marocco per l’Alta Velocità

sfondo gcf

Un investimento di 2 miliardi di Euro, finanziato per il 50% dalla Francia, per una linea a doppio binario sulla quale il super-treno Al Boraq (dal nome del destriero mitico della tradizione islamica) ha già segnato il record continentale di 357 km/ora.

La stazione di Rabat Agdal è stata concepita fin dalle prime fasi progettuali come il fulcro, anche simbolico, dell’intero progetto di modernizzazione del Paese: un piano di circa 6,5 miliardi di Euro totalmente incardinato sull’Alta Velocità.

Non a caso è stata scelta dal Sovrano per la cerimonia inaugurale non solo della stazione stessa ma dell’intero piano di sviluppo ferroviario. Come ha rimarcato a Giornalisti e Media Mohamed Rabie Khlie, Direttore Generale dell’Office National des Chemins de Fer (ONCF) – Gestore Nazionale delle Ferrovie Marocchine – “Ciò che è stato inaugurato a Rabat da Sua Maestà è una visione complessiva dell’intera rete, un progetto generale che comprende, oltre alla tratta Tangeri-Kenitra, un terzo binario da Kenitra a Casablanca e il raddoppio completo Casablanca-Marrakech.

Oltre, naturalmente, alle quattro stazioni di nuova generazione che sosterranno – a Tangeri città, Kenitra, Rabat Agdal e Casa-Voyageurs – non solo la messa in servizio dei treni Alta Velocità ma l’attuazione di un nuovo concetto di viaggio su tutte le rotte Tangeri-Casablanca, Casablanca-Fez e Casablanca-Marrakech”.

Le soluzioni per la stazione di Rabat Agdal

La stazione di Rabat Agdal è certamente il tassello che meglio esprime la volontà del Sovrano Mohammed VI di conciliare modernità e tradizione; 8.696.000 di Euro hanno permesso di ampliare di 23.000 m2 il vecchio complesso Art Déco che risale ai tempi del protettorato francese, con un progetto ispirato all’architettura dell’aeroporto: con vasti spazi e sale d’imbarco, partenze e arrivi differenziati, food, ristoranti e vetrine, un parcheggio da 800 posti.

Un centro vitale, multifunzionale e di servizi, modernissimo e perfettamente integrato nel tessuto urbanistico cittadino di Rabat – la “ville lumière, capitale della cultura marocchina” – e agilmente connesso all’infrastruttura ferroviaria – sei banchine con dieci binari per 400 m di arrivi e partenze – grazie alle soluzioni tecnologiche adottate da GCF nella realizzazione dell’armamento e, in particolar modo, della trazione elettrica con l’impiego di portali innovativi e delle performanti mensole Omnia.

Innovazione e organizzazione, leggerezza delle soluzioni adottate e flessibilità dei processi produttivi: queste le “parole chiave” che hanno guidato l’intervento di GCF, la sigla del successo costruttivo.