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Prevenzione incendi in gallerie metropolitane

L’evoluzione degli standard di sicurezza nella progettazione dei sistemi di trasporto pubblico ha portato negli anni a una progressiva richiesta da parte delle Autorità di affrontare le tematiche relative alla prevenzione incendi attraverso il cosiddetto “approccio prestazionale”

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In particolare, il dimensionamento del sistema di ventilazione di emergenza di linea e la scelta delle strategie di utilizzo dello stesso, si focalizza principalmente su due scenari d’incendio: treno con incendio a bordo fermo in galleria e treno con incendio a bordo fermo in stazione.

Tali scenari sono in genere studiati per tutte le tratte/sezioni tipologiche di linea e nelle sezioni “speciali” aste di manovra terminali, zone di ricovero rotabili, by-pass e cameroni di scambio.

Lo scenario di treno incendiato in galleria è caratterizzato da una probabilità di accadimento inferiore rispetto al caso di treno incendiato in stazione poiché i sistemi di rilevazione e allarme incendio di bordo e di linea permettono di norma di identificare la presenza di un incendio nelle sue fasi iniziali, quando questo non ha ancora compromesso la mobilità del veicolo.

Inoltre, le procedure di esercizio e/o gli automatismi dei sistemi di regolazione della circolazione privilegiano sempre l’arresto dei treni con emergenze a bordo in stazione, dove è decisamente più facile gestire l’evacuazione per ovvi motivi legati sia alla migliore capacità di deflusso delle vie d’esodo di stazione rispetto a quelle di galleria, sia alla presenza di apprestamenti per la movimentazione autonoma di passeggeri con disabilità motorie, sia alla maggior familiarità degli utenti con gli ambienti di stazione rispetto a quelli di galleria.

Lo scenario di treno incendiato in galleria va comunque considerato poiché, a fronte di una minore probabilità di accadimento rispetto all’incendio di treno in stazione, esso è in genere più critico in termini di conseguenze possibili (magnitudo).

In ogni scenario la strategia di ventilazione deve essere in grado di mantenere i parametri critici per la vita umana al di sotto delle soglie critiche. Tali parametri e soglie sono in genere definiti nelle regole tecniche nazionali e possono essere differenziati per il compartimento dove ha luogo l’incendio e per i percorsi di sfollamento.

In ambito internazionale, in genere i riferimenti sono presi dall’ NFPA 130, mentre in ambito Italiano occorre riferirsi al D.M. 21 Ottobre 2015 che, da tale punto di vista, risulta sostanzialmente allineato alla Normativa americana e, quindi, all’avanguardia rispetto al panorama europeo e mondiale.

In particolari i parametri da considerare sono visibilità, temperatura, irraggiamento e concentrazione dei gas di combustione (tipicamente monossido di carbonio e anidride carbonica).

Le tipologie di schemi di ventilazione che consentono di raggiungere gli obiettivi appena descritti sono sostanzialmente tre: ventilazione longitudinale, ventilazione trasversale e ventilazione semi-trasversale.