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Migliorare l’interoperabilità del trasporto ferroviario di merci

L’Agenzia Ferroviaria Europea (AFE) ha pubblicato un rapporto sulle facilitazioni per il trasporto combinato

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Se l’uso degli stessi simboli in tutta l’UE è sicuramente un fattore positivo, il fatto che il metodo di calcolo possa variare è un ostacolo al miglioramento del trasporto combinato internazionale. La soluzione proposta, nel caso in cui non fosse possibile l’armonizzazione dei calcoli, è l’aggiunta del sistema di calcolo sotto il simbolo utilizzato sui vagoni.

Sul lungo termine, comunque, solo l’armonizzazione completa delle metodologie di calcolo sarà la soluzione ideale. È inoltre necessaria maggior trasparenza sui cosiddetti “fattori di correzione” che tengono conto delle caratteristiche dei vagoni per favorirne il reciproco riconoscimento fra Stati e, di conseguenza, l’autorizzazione a circolare in tutta Europa.

Stesso discorso può essere fatto per i container o i semirimorchi. Per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie adatte al trasporto combinato, esse sono codificate secondo uno schema europeo ma attualmente non esiste una cartina ufficiale disponibile.

Le varie linee ferroviarie sono codificate in base alla loro portata massima di carico. Sfortunatamente, non tutte le linee ferroviarie europee adatte al trasporto merci sono già codificate; è quindi imperativo terminare questa classificazione per rendere più efficace il trasporto combinato.

Generalmente, il sistema funziona in questo modo: se un’unita di trasporto combinato (ad esempio vagone ferroviario più container o camion) vuole utilizzare una linea ferroviaria codificata, deve verificare che il suo codice sia compatibile con quello dell’infrastruttura; se la risposta è positiva, nessun problema e l’autorizzazione a circolare è data.

Se, invece, i due codici non risultano compatibili (o se la linea ferroviaria non è ancora stata codificata), ogni Stato deve effettuare i calcoli necessari per verificare se l’unità possa o non possa circolare.

Allo stato attuale, questi calcoli non sono ancora armonizzati in tutta Europa e si può quindi arrivare al paradosso di un’unità bloccata alla frontiera fra due Stati. Le percentuali di linee ferroviarie codificate variano notevolmente da Paese a Paese: si passa dal 95% della Germania allo 0% di Belgio e Polonia.

Un altro aspetto da migliorare, secondo l’AFE, è quello dell’informazione; a livello europeo esiste, dal 2015, un registro delle infrastrutture per il trasporto combinato (RINF) che si limita però ad essere un semplice elenco delle linee ferroviarie codificate e i cui dati sono proprietà degli Stati membri, incaricati anche di caricarli sul database, aggiornandoli ogni tre mesi secondo i propri criteri.