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Il passante ferroviario di Palermo

L’asse portante per la mobilità sia all’interno dell’area metropolitana del Capoluogo siciliano sia come collegamento con l’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Punta Raisi

Il passante ferroviario di Palermo

Nel Novembre del 1992 venne messo in esercizio un secondo tratto da Palermo Notarbartolo a Tommaso Natale, con la stazione intermedia di San Lorenzo Colli, e nell’Agosto 1994, vennero attivate le due nuove fermate di Francia e Cardillo-Zen.

Il 22 Giugno 2001 fu elettrificata la tratta da Palermo Notarbartolo a Tommaso Natale e contemporaneamente attivata la stazione di Palazzo Reale-Orleans. Nello stesso anno, il servizio venne esteso fino alla nuova stazione di Punta Raisi presso l’aeroporto Falcone-Borsellino percorrendo la nuova tratta a doppio binario da Carini a Punta Raisi, passando per Piraineto, stazione di diramazione verso la linea per Trapani.

L’ultimo intervento, i cui lavori furono avviati nel 2008, prevede la realizzazione del doppio binario elettrificato da Carini a Palermo, nonché l’ammodernamento degli impianti tecnologici di linea e di stazione, la soppressione di ben 22 passaggi a livello e la realizzazione di dieci nuove fermate: Roccella, Maredolce, Guadagna, Papireto, Lolli, Lazio, De Gasperi, La Malfa, Sferracavallo e Capaci, oltre al rifacimento totale delle fermate esistenti.

I nuovi lavori vennero affidati al Contraente Generale Nodo di Palermo formato dalle Imprese SIS ScpA, Geodata SpA e Sintagma Srl.

Il tratto iniziale del passante

Il cosiddetto “passante ferroviario” di Palermo costituisce un asse portante per la mobilità del Capoluogo siciliano, sia all’interno dell’area metropolitana palermitana sia come collegamento con l’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Punta Raisi.

La complessità dei lavori per il passante ferroviario, che vede cantieri per una estensione di oltre 20 km all’interno di un territorio fortemente antropizzato, viene amplificata dall’esigenza di raddoppiare la linea, interrandola per eliminare le interferenze al piano di campagna, ma cercando al contempo di utilizzare il medesimo sedime dell’originaria linea di superficie e di mantenere quanto più possibile la circolazione dei treni.