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Le sfide di durabilità nella realizzazione di ponti

Le nuove frontiere del calcestruzzo: il “self-healing”, autocicatrizzazione per cristallizzazione, e il progetto ReSHEALience nel programma Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione

“Entro dieci anni, le Imprese statunitensi dovrebbero pagare un supplemento di 430 miliardi di Dollari di costi di trasporto, i redditi delle famiglie diminuirebbero di oltre 7.000 miliardi e le esportazioni statunitensi diminuiranno di 28”.

Il rapporto ASCE prevedeva che senza investimenti in infrastrutture sarebbero stati persi 870.000 posti di lavoro e la crescita economica sarebbe stata soffocata per un ammontare di 3,1 trilioni di Dollari entro il 2020.

Per evitare ciò, secondo il rapporto, sarebbe stato necessario un investimento di circa 1,7 miliardi entro il 2020. È stato stimato il divario tra ciò che viene speso e ciò che si dovrebbe spendere a 94 miliardi all’anno”.

Un’indagine condotta nel 2007 nell’ambito del progetto CONREP-NET [1] ha mostrato, inoltre, che il 50% delle strutture in calcestruzzo riparate è destinato a danneggiarsi ancora, il 25% delle quali nei primi cinque anni, il 75% entro dieci anni e il 95% entro 25 anni.

Questo è solo un esempio dell’urgente bisogno di un profondo ripensamento dei concetti e dei processi di progettazione per strutture nuove e riparate in ambienti aggressivi in relazione al rapporto costi-efficacia.

Il vantaggio di realizzare un’opera progettando un calcestruzzo durabile, come facilmente intuibile, è notevole. Dal punto di vista economico, infatti, l’impego di un calcestruzzo con prestazioni di durabilità determina un aumento del costo del materiale del 10-20%, ma nel complesso l’incremento del costo dell’opera si aggira attorno all’1%.

Al contrario, i costi per la manutenzione e il recupero di un’opera realizzata con un calcestruzzo non durevole possono raggiungere fino a 125 volte il costo originale della stessa, quando il degrado abbia raggiunto uno stato di avanzamento tale da rendere inservibile l’opera per le destinazioni d’uso previste.