Una nuova iniziativa industriale del Gruppo Webuild atterra nel Mezzogiorno, frutto dell’innovazione tecnologica e dell’eccellenza italiana nel settore delle infrastrutture.
Nel comune di Bovino (FG), che deve la sua fama al fatto che vi si accampò Annibale nel 217 a.C. prima della battaglia di Canne, al confine tra Campania e Puglia, il Gruppo ha inaugurato uno degli stabilimenti automatizzati più grandi al mondo per la produzione dei conci destinati al rivestimento delle gallerie.
I conci prefabbricati, che saranno utilizzati sulla linea AV Napoli-Bari (si veda articolo su S&A n°168, pag.54) saranno poi assemblati con la chiave di volta a formare un anello continuo che garantisce stabilità strutturale alle gallerie. Grazie ai processi di produzione altamente automatizzati, questi elementi offrono una soluzione efficace per accrescere velocità ed efficienza dei lavori, assicurando un elevato livello di sicurezza per i lavoratori. Il nuovo impianto di Bovino, battezzato Roboplant 2, rappresenta una evoluzione di Roboplant 1, la prima fabbrica automatizzata per la produzione dei conci inaugurata da Webuild in Sicilia, a Belpasso (CT), solo un anno fa, e che ha già prodotto circa 25.000 conci per i cantieri ferroviari del Gruppo nell’isola. A Belpasso, è operativa anche Etnaplant, una seconda fabbrica che supporta Roboplant 1, a gestione sia manuale che automatizzata e, tra il 2025 e il 2026, diventerà operativo Roboplant 3 a Dittaino (EN).

Queste tre fabbriche siciliane forniranno conci alle gallerie della direttrice ad alta capacità Palermo-Catania-Messina. Nel complesso, si prevede che i quattro stabilimenti contribuiranno in totale alla creazione di circa 450 posti di lavoro, prevalentemente locali, tra assunzioni già realizzate e previste, di cui circa 140 persone nello stabilimento di Bovino, consolidando l’impegno di Webuild per modernizzare le infrastrutture del Sud Italia. Con 19 progetti in corso che prevedono la costruzione di oltre 300 chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità ed alta capacità, il Gruppo impiega già oggi 7.500 persone, tra diretti e di terzi, con una filiera di 4.300 società partner da inizio lavori. Opere già in corso di realizzazione come l’alta velocità e capacità tra Napoli-Bari, il lotto 1 A per la tratta compresa tra Battipaglia e Romagnano della nuova linea AV Salerno-Reggio Calabria, 7 tratte della direttrice ferroviaria Palermo-Catania-Messina ed il terzo megalotto della S.S Jonica in Calabria. L’impianto di Bovino, con una superfice totale complessiva pari a 21.000 m2 coperti, rappresenta un balzo in avanti nella tecnologia per la produzione di conci prefabbricati. Applica un elevato livello di automazione e utilizza robotica e Intelligenza Artificiale per raggiungere i massimi target di sicurezza e produttività green. Ogni 7 minuti verranno prodotti due conci, portando la capacità produttiva complessiva dell’impianto a 48 anelli al giorno. Questo permetterà di fornire oltre 1 milione di metri cubi di conci per le sei TBM previste per lo scavo dei tunnel Hirpinia e Orsara sulla linea Napoli-Bari.
Lo stabilimento di Bovino è organizzato su due linee gemelle automatizzate e indipendenti tra loro, costituite da diverse unità impiantistiche con differenti stazioni di lavoro che permetteranno agli operatori di realizzare le varie attività del processo produttivo, dalla produzione del concio allo stoccaggio fino al suo trasporto minimizzando l’impatto ambientale legato al trasporto dei conci e velocizzando la fornitura ai cantieri dei prefabbricati con un previsto aumento della produttività complessiva del 30%.

Un impianto 4.0 in cui la gestione della tracciabilità viene coniugata alla gestione della produzione e dello stoccaggio con una tracciabilità di tutte le fasi del processo. La robotica e l’automazione sono utilizzate per tutte le operazioni logoranti durante la produzione, maturazione, movimentazione e primo stoccaggio dei conci e l’intera filiera viene inoltre tracciata in tempo reale in ottica 4.0., tramite uno specifico software in grado di monitorare ogni singola fase del processo: dall’evoluzione dei parametri di resistenza del calcestruzzo, al posizionamento in stock dei manufatti, fino al loro posizionamento definitivo in galleria. Lo stabilimento è stato inoltre realizzato secondo criteri di progettazione sostenibile per ottimizzare l’efficienza energetica della struttura, grazie all’impiego di energie rinnovabili, di pannelli fotovoltaici e al riutilizzo delle acque piovane, consentendo una riduzione delle emissioni di circa 140 t di CO2 all’anno. L’impronta innovativa e sostenibile dell’impianto si sviluppa quindi su 6 pilastri:
- linea di produzione robotizzata, che permette di evitare le operazioni più logoranti e pericolose per i lavoratori;
- completa automazione nelle operazioni di disarmo, rotazione, trasporto e pre-stoccaggio dei conci, per una maggiore efficienza e sicurezza;
- automazione della pulizia dei casseri, e quindi più facile manutenzione delle attrezzature e migliore performance di sostenibilità;
- implementazione di sensori e sistemi digitali per ridurre i consumi e garantire la tracciabilità delle materie prime e dei prodotti finiti;
- sicurezza con rilevamento laser della presenza personale in zone di pericolo e fermo automatico dell’impianto;
- efficientamento energetico finalizzato ad ottimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche per limitare gli sprechi di energia e ottenere un risparmio sia economico sia di emissioni nocive. Parte della copertura del capannone è stata dotata di pannelli solari.

L’investimento conferma quindi l’impegno di Webuild sui temi della sostenibilità e dell’innovazione, in collaborazione e a beneficio di una filiera italiana d’eccellenza. Con queste fabbriche, inoltre, Webuild consolida ulteriormente la sua leadership su scala globale nello scavo in sotterraneo. Il Gruppo vanta ad oggi un parco TBM tra i più grandi al mondo, con circa 60 talpe tra quelle in funzione, in montaggio, ordinate e da ordinare per i progetti in corso.
Di queste, circa 40 TBM sono previste per i progetti in corso in Italia, di cui 30 al Sud. In parallelo, al Sud Webuild prosegue anche le attività di formazione e impiego con il suo programma “Cantiere Lavoro Italia” che prevede l’assunzione di 10 mila persone in Italia entro il 2026, di cui l’80% nel Sud.
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