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Il ripristino durevole e sostenibile delle strutture in calcestruzzo

Il ripristino di una struttura è un'operazione che richiede conoscenze specifiche in tutte le sue fasi: dalle indagini preliminari, atte a valutare lo stato dell'opera, alla realizzazione dell'intervento che deve essere eseguito da Personale qualificato e competente attraverso tecniche e materiali idonei

A prescindere dalla provenienza del degrado, questo si trasforma in una diffusa corrosione delle armature e nella conseguente espulsione del copriferro, che lascia le strutture ancor più in balia degli agenti aggressivi.

Dopo aver effettuato un’attenta analisi delle cause e dell’entità del degrado, mediante prelievi in sito e prove di laboratorio, un ciclo d’intervento tipico per il ripristino di strutture di questo genere può essere riassunto come segue.

La preparazione del supporto

Questa lavorazione, di cui a volte si sottovaluta l’importanza, è fondamentale per il risanamento, in quanto è in grado di eliminare lo spessore di materiale inquinato, non coerente e in fase di distacco. Nel caso in oggetto, la metodologia utilizzata è l’idroscarifica, che può essere manuale o robotizzata.

La protezione dei ferri d’armatura

Mapefer 1K è un prodotto che risponde ai principi generali definiti nella EN 1504-9 e ai requisiti minimi richiesti dalla EN 1504-7 per i prodotti contro la corrosione delle armature definiti rivestimenti attivi. Il materiale utilizzato deve garantire, per essere certificato, perfetta adesione sia all’acciaio delle barre che al calcestruzzo secondo la Norma EN 15184, oltre alla resistenza, testata in camere per la corrosione accelerata, secondo la Norma EN 15183.

In alternativa, nei casi in cui la corrosione sia dovuta alla forte presenza di cloruri, un’efficace e durevole soluzione per la protezione dei ferri d’armatura è il sistema catodico galvanico basato sull’utilizzo di anodi sacrificali di zinco puro, che non richiedono l’apporto di energia esterna, annegati nella malta da ripristino. Gli anodi, composti da un’anima di zinco multistrato ad elevata superficie e da una speciale pasta conduttiva che li mantiene attivi nel tempo, dopo il collegamento con le armature generano una differenza di potenziale che blocca il processo corrosivo e ne impedisce la sua formazione anche quando l’ambiente circostante è particolarmente aggressivo.

L’integrazione di una nuova armatura

Eventuale posizionamento di nuove barre di contrasto ancorate al supporto mediante ganci metallici fissati al supporto con fissaggio chimico strutturale a base di resina vinilestere senza stirene, certificato ETA opzione rebar (fissaggi di barre ad aderenza migliorata per riprese di getto), ETA opzione 1 (fissaggi di barre in zona tesa e zona compressa), ETA C1 (fissaggi di barre anche in area sismica) tipo Mapefix VE SF, o in alternativa con fissaggio chimico strutturale a base di resina epossidica senza solvente, certificato ETA opzione rebar, ETA opzione 1, ETA C1, ETA core drill, tipo Mapefix EP. Questa operazione si rende necessaria quando gli spessori da ripristinare risultino molto elevati oltre al caso in cui debba essere implementata l’armatura originale ai fini strutturali.

Il ripristino dello spessore di calcestruzzo

Le superfici idroscarificate devono essere nuovamente lavate con acqua in pressione, in modo da ottenere un supporto saturo ma asciutto in superficie (condizione s.s.a.), dopodiché è possibile effettuare il ripristino degli spessori mediante una malta strutturale premiscelata.

Mapegrout Easy Flow è una malta a ritiro compensato realizzata con cementi resistenti ai solfati, che soddisfa tutte le caratteristiche precedentemente descritte oltre a rispondere ai principi definiti nella EN 1504-9 e ai requisiti minimi richiesti dalla EN 1504 parte 3 per le malte strutturali di classe R4. L’applicazione della malta viene effettuata attraverso macchine intonacatrici dotate di premiscelatore e rifinita con le consuete metodologie, a spugna o frattazzo di plastica.

La protezione finale

Trattamento di tutte le superfici esterne mediante l’utilizzo di una rasatura cementizia elastica in grado di incrementare la durabilità della struttura anche in presenza di agenti aggressivi. Mapelastic Guard risponde ai principi definiti nella Norma EN 1504-9 e ai requisiti minimi richiesti dalla Norma EN 1504-2 per quanto riguarda i “Rivestimenti”. L’applicazione di Mapelastic Guard è effettuata a spruzzo mediante pompa intonacatrice dotata di ugello per rasature. Grazie alle prove eseguite presso laboratori certificati, si può

affermare che Mapelastic Guard è molto resistente alle aggressioni chimiche e protegge efficacemente il calcestruzzo sia dalla penetrazione della CO2 (carbonatazione) sia dei cloruri.

Conclusioni

In conclusione, è chiaro come un corretto approccio al lavoro di recupero, può portare a risultati insperati fino a poco tempo fa.

Un’attenta e precisa diagnosi delle cause di degrado, una progettazione eseguita con cura e una riparazione realizzata seguendo le indicazioni dettate dalla Norma e con gli strumenti che la chimica ci mette a disposizione permettono di realizzare un lavoro di ripristino che abbia un’elevata durabilità nel tempo e con essa risulti sostenibile.

Dati tecnici
  • Direttore Generale Italia: Ing. Sergio Bandieri della Toto SpA Costruzioni Generali
  • Direttore Tecnico: Ing. Nicola Ieva della Toto SpA Costruzioni Generali
  • Direttore di Cantiere: Ing. Alessandro Toscan della Toto SpA Costruzioni Generali
  • Capocantiere: Geom. Antonio Persia della Toto SpA Costruzioni Generali
  • Progettista: Ing. Guido Furlanetto della InfraEngineering Srl