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Calcestruzzi con mantenimento della lavorabilità progettato

Lo sviluppo di nuovi polimeri a base acrilica consente di controllare la lavorabilità del calcestruzzo nel tempo senza influenzare negativamente la crescita delle resistenze meccaniche

L’evoluzione tecnologica dell’industria chimica, e in particolare quella degli additivi chimici per conglomerati cementizi, ha permesso ai Produttori calcestruzzo di raggiungere traguardi fino a pochi anni fa impensabili. L’utilizzo di additivi liquidi, immessi durante la fase di miscelazione dei componenti del calcestruzzo, è una soluzione di ormai consolidata applicazione con cui ottenere ottimi risultati. Naturalmente, per raggiungere il mantenimento “progettato”, si devono prendere in considerazione diverse tipologie di additivi, ognuno dei quali ha un preciso scopo all’interno della miscela:

  • i tradizionali additivi superfluidificanti sono in grado ridurre il rapporto acqua cemento mantenendo la classe di consistenza progettata;
  • gli additivi aeranti producono minuscole bolle d’aria in grado di ridurre l’attrito tra la fase solida e la fase fluida nel calcestruzzo migliorando le proprietà reologiche della miscela;
  • i ritardanti di presa sono una famiglia di prodotti decisamente indispensabili per raggiungere lo scopo prefissato, per mitigare e contenere l’effetto delle alte temperature. Il loro utilizzo prolunga il mantenimento della lavorabilità garantendo che le operazioni di posa e finitura del calcestruzzo siano eseguite nei tempi previsti.

Gli additivi ritardanti di presa, per loro stessa natura, rallentano la fase di idratazione del cemento. Tale ritardo se da un lato favorisce una prolungata lavorabilità del calcestruzzo, dall’altro può influenzare lo sviluppo delle resistenze meccaniche nelle fasi iniziali della maturazione dei getti per poi avere un aumento progressivo nel tempo delle proprietà meccaniche progettate. Le più recenti ricerche nel campo dei polimeri hanno anche consentito di sviluppare dei polimeri acrilici speciali in grado di sostituire nella maggior parte dei casi gli stessi additivi ritardanti senza alcuna influenza nello sviluppo delle resistenza meccaniche.

La particolare struttura molecolare dei nuovi polimeri permette agli stessi di diffondersi nel sistema cementizio grazie a un particolare meccanismo di idrolisi alcalina. Il polimero, pertanto, esercita la sua azione fluidificante nel tempo, lasciando il calcestruzzo in uno stato di mantenimento reologico così come è stato progettato. Il meccanismo citato è meno sensibile alla temperatura ambientale, rispetto ai polimeri che possiamo chiamare tradizionali, e non induce indesiderati ritardi di presa. Una volta esaurita l’azione “ritardante” del polimero, il processo di indurimento della pasta cementizia ha inizio con il progressivo sviluppo delle resistenze meccaniche. Questi nuovi polimeri vengono regolarmente utilizzati nella formulazione della nuova gamma di additivi superfluidificanti Dynamon XTend W garantendo, ai diversi livelli prestazionali, un eccezionale mantenimento della classe di consistenza progettata. Questi ultimi polimeri innovativi possono essere anche utilizzati in forma concentrata, negli speciali additivi estensori di lavorabilità Dynamon EW e Dynamon SW. L’utilizzo di questi additivi, associati a un tradizionale superfluidificante ad alta efficacia, consente, pertanto:

  • di controllare la lavorabilità del calcestruzzo prolungando o riducendo i tempi richiesti per il mantenimento della classe di consistenza previsto dalle specifiche;
  • gestire il mantenimento della lavorabilità del calcestruzzo agendo solo sul dosaggio dell’additivo estensore di lavorabilità senza modificare la quantità di superfluidificante.

Il loro moderato effetto fluidificante consente di utilizzare tuttavia sia Dynamon EW che Dynamon SW anche come additivo unico per le realizzazioni di calcestruzzi a bassa consistenza.

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