Da quasi 35 anni, Simex è all’avanguardia nella progettazione e produzione di attrezzature per la manutenzione stradale e la posa dei sottoservizi. Dalle prime frese per pale compatte, nate nel 1991, ai più moderni brevetti, Simex è il partner tecnologico di migliaia di imprese potendo contare su una delle più ampie gamme di fresatrici stradali al mondo, un ventaglio di soluzioni capace di soddisfare qualsiasi esigenza applicativa. Per approfondire la conoscenza con l’azienda emiliana e per guardare cosa c’è nel suo futuro, abbiamo intervistato Mirco Risi, Founder e CEO, il CTO Francesco Paolini e il Sales Director Giampiero Biglia. Le prime domande sono per il fondatore di Simex.

Founder & CEO
Come vede l’attuale situazione di mercato del vostro settore, quali le dinamiche e come Simex si è mossa nell’ultimo anno per consolidare il proprio business sia sul mercato italiano sia su quello estero? Quali i segmenti che vi hanno dato più soddisfazioni?
Il mercato delle attrezzature per macchine movimento terra sta attraversando una fase di trasformazione profonda, guidata da dinamiche macroeconomiche globali, instabilità logistiche e da una sempre più marcata attenzione alla sostenibilità ambientale nei cantieri. In questo contesto sfidante, Simex ha scelto un approccio pragmatico ma fortemente orientato all’innovazione e alla flessibilità operativa.
Nel corso dell’ultimo anno abbiamo intensificato gli investimenti per consolidare la nostra presenza internazionale, in particolare in aree con interessanti prospettive di sviluppo come il Nord America e il Middle East. Il rafforzamento della rete commerciale e il supporto tecnico pre e post-vendita sono stati elementi chiave per garantire affidabilità e continuità ai nostri partner.
I segmenti che ci hanno dato maggiori soddisfazioni sono stati quelli della manutenzione stradale e dei sottoservizi, settori dove la nostra esperienza pluridecennale si concretizza in una gamma estremamente solida ed efficace di fresatrici della linea PL, e di escavatrici a ruota delle serie RW e T. Sono attrezzature che rispondono perfettamente alle esigenze di interventi mirati e minimamente invasivi, sempre più richiesti nei contesti urbani.
Parallelamente, abbiamo spinto con convinzione sul fronte dell’innovazione sostenibile. In particolare, nell’ambito del recupero in sito dei materiali, Simex ha compiuto passi avanti significativi: l’ampliamento delle gamme per la demolizione secondaria e vagliatura, insieme allo sviluppo della rigenerazione del conglomerato bituminoso con la nostra ART 1000, rappresentano esempi concreti del nostro impegno nel combinare prestazioni e rispetto ambientale.
Uno spunto importante è arrivato alla fine dell’anno scorso con l’entrata in vigore dei CAM Strade: un quadro in cui però non ci sono solo luci ma anche qualche criticità.
Per Simex che cosa rappresenta questa novità normativa? E come pensate possa avvantaggiarvi?
L’introduzione dei CAM Strade rappresenta una svolta rilevante per il nostro settore, perché segna il passaggio da una logica di sola efficienza operativa a una più ampia responsabilità ambientale, soprattutto negli appalti pubblici. È un cambiamento culturale prima ancora che normativo, che spinge l’intera filiera verso pratiche più sostenibili e consapevoli.
Per Simex questa novità è senza dubbio una sfida ma la consideriamo soprattutto un’opportunità. Da tempo investiamo in soluzioni che sposano i principi dell’economia circolare: le nostre benne vagliatrici e frantumatrici, così come la tecnologia ART 1000 per la rigenerazione a freddo del conglomerato bituminoso, rispondono pienamente alla logica del recupero in sito e della riduzione degli sprechi.
Proprio perché avevamo intuito la direzione verso cui si stava muovendo il mercato, abbiamo lavorato con largo anticipo per adeguare le nostre attrezzature ai nuovi requisiti tecnici e ambientali. Questo ci consente oggi di trovarci in una posizione competitiva solida, pronti a supportare le imprese che devono affrontare questa transizione.
Naturalmente non mancano le criticità, soprattutto legate all’interpretazione dei criteri e alla loro applicazione uniforme sul territorio. È importante che ci sia un confronto aperto e costruttivo tra imprese, progettisti e istituzioni, affinché questa evoluzione non si traduca in un ostacolo, ma in una reale opportunità per innovare il settore.

Quali sono, secondo lei, le carte vincenti di Simex rispetto alla concorrenza? Cosa fa la differenza? E, all’estero, il made in Italy nel vostro comparto è un valore?
La forza di Simex risiede prima di tutto nella nostra capacità di ascoltare il cliente e tradurre esigenze specifiche in soluzioni ingegneristiche concrete. A differenza di molte realtà che puntano sulla standardizzazione, noi partiamo spesso da problematiche reali di cantiere per sviluppare attrezzature personalizzate, con un approccio progettuale flessibile ma altamente strutturato.
Un elemento distintivo è il nostro elevato grado di verticalizzazione produttiva, che ci consente di mantenere il pieno controllo sulla qualità, sui tempi e sulle performance.
Negli ultimi anni abbiamo investito con continuità nel rafforzamento della nostra struttura interna:
• un nuovo polo logistico di oltre 10mila m2, pensato per aumentare la capacità di stock e ridurre sensibilmente i tempi di consegna;
• un nuovo impianto di verniciatura semi-automatico, operativo dalla metà del 2022, che ci ha permesso di ottimizzare il flusso produttivo e migliorare ulteriormente qualità e finiture;
• l’introduzione di stazioni robotizzate per saldatura e alesatura, in grado di garantire standard elevatissimi su componenti strategici come tamburi e ruote di taglio;
• infine, una vasta area demo attrezzata, dove testiamo quotidianamente le nostre soluzioni simulando contesti applicativi reali: uno spazio che favorisce sviluppo continuo e validazione immediata delle innovazioni.
Per quanto riguarda il mercato estero, il “Made in Italy” rappresenta ancora oggi un elemento di grande valore, soprattutto nei mercati maturi, dove qualità, affidabilità e innovazione fanno realmente la differenza. Simex ha sempre creduto in questo patrimonio e lo tutela investendo costantemente in ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di portare sul mercato non solo prodotti ben progettati, ma anche pensati per durare e lavorare meglio.
Qual è il significato di “innovazione” per Simex?
Per noi l’innovazione non è solo tecnologia: è capacità di rispondere in modo concreto ai problemi dei clienti, migliorando l’efficienza operativa e ambientale dei cantieri. Innovare significa anche semplificare, rendere le attrezzature più intuitive, più performanti e più durature.
Lavoriamo in stretta collaborazione con utilizzatori finali, università e centri di ricerca per sviluppare prodotti che siano realmente utili, e non solo “nuovi”. È un’innovazione “sul campo”, che nasce dall’esperienza e si traduce in vantaggi misurabili.

Un’azienda come la vostra, come resta all’avanguardia anche nella propria organizzazione, nella gestione e ottimizzazione delle risorse e dei flussi di lavoro? Come vengono implementate le strategie ESG?
Siamo convinti che l’innovazione debba partire dall’interno. Negli ultimi anni abbiamo profondamente riorganizzato la nostra produzione, implementando sistemi digitali per la gestione dei flussi e il controllo qualità.
In ambito ESG, abbiamo intrapreso un percorso strutturato: abbiamo installato impianti fotovoltaici, migliorato l’efficienza energetica degli stabilimenti e stiamo lavorando sulla tracciabilità dei materiali. Sul fronte sociale, puntiamo a un ambiente di lavoro inclusivo, offrendo percorsi di formazione e crescita ai nostri dipendenti. La sostenibilità per noi è un valore strategico, non solo un obbligo normativo.
Quali opportunità di espansione del business vede per Simex nei prossimi anni? Ci sono nicchie di mercato che potrebbe valere la pena esplorare? E in generale quali sono gli obiettivi che vi siete dati per i prossimi 3, 5 anni?
Le nicchie più promettenti riguardano le tecnologie per la lavorazione in sito dei materiali, che permettono di ridurre i trasporti, ottimizzare tempi e costi e aumentare la sostenibilità operativa. Gli obiettivi per i prossimi 3-5 anni sono chiari: consolidare la presenza nei mercati chiave, investire nell’automazione e nella digitalizzazione dei processi produttivi e continuare a innovare, con particolare attenzione alla sostenibilità.
Un altro fronte strategico è la formazione. Da un lato, cresce la difficoltà nel reperire risorse umane qualificate da formare e valorizzare; dall’altro, mancano formatori esperti, figure capaci di trasmettere passione e competenze ai giovani. Alcune aziende e associazioni di categoria si stanno già attivando per colmare questo vuoto, combinando lezioni teoriche a esperienze pratiche, facendo testare direttamente le attrezzature ai partecipanti e mostrando il potenziale tecnologico del settore, troppo spesso sottovalutato.
Anche Simex sta investendo fortemente in questa direzione, proponendosi come un vero e proprio hub formativo. Mettiamo a disposizione strutture, competenze e spazi per attività didattiche in aula e dimostrazioni pratiche nella nostra area demo.
A San Giovanni in Persiceto ospitiamo corsi di formazione in presenza, offrendo ai partecipanti la possibilità di testare sul campo le performance delle nostre attrezzature e quelle derivanti dalla sinergia con le macchine operatrici dei principali marchi. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per la formazione nel settore delle attrezzature e delle macchine movimento terra, contribuendo attivamente alla crescita di nuove competenze professionali.
Ing. Paolini, quali sono le direttrici del vostro impegno in ricerca e sviluppo? A cosa sono tesi i vostri sforzi?

Chief Technology Officer
Sono responsabile della Divisione Tecnica di Simex, il cuore dell’innovazione e del miglioramento continuo. Un’area strategica, strutturata per gestire sia lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie sia la manutenzione e l’evoluzione della gamma esistente. In costante dialogo con i reparti interni chiave come Produzione, Service, Qualità e Sales, la Divisione Tecnica si articola in tre sezioni principali: Ricerca & Sviluppo, Engineering e il Dipartimento di Testing e Validazione Prodotto.
Le nostre direttrici di sviluppo rispondono a priorità molto chiare:
• efficienza e sostenibilità dei processi di cantiere, con particolare attenzione al recupero in sito dei materiali, alla riduzione delle emissioni e alla semplificazione delle operazioni;
• flessibilità e modularità, perché oggi le attrezzature devono adattarsi a macchine motrici e cantieri sempre più diversi. Progettiamo soluzioni scalabili e riconfigurabili per garantire prestazioni ottimali in ogni contesto operativo;
• comfort/produttività: poniamo una grande attenzione alla collaborazione e a svolgere attività congiunte con i produttori delle macchine operatrici, col fine di ottimizzare e massimizzare le performance delle nostre attrezzature, cercando sempre di migliorare e semplificare la vita dell’operatore;
• innovazione tecnologica applicata, intesa come sviluppo di nuove geometrie, materiali e componenti, ma anche come integrazione di sistemi di monitoraggio e raccolta dati per un uso più consapevole, automatizzato e tracciabile delle attrezzature.
Il nostro obiettivo è mettere in campo un’innovazione funzionale, concreta, che porti benefici misurabili a chi lavora in cantiere ogni giorno. Non facciamo “innovazione per innovare” ma per dare una risposta tecnica e sostenibile a esigenze reali.
A Bauma avete presentato la seconda generazione della tecnologia ART 1000. Dove siete intervenuti per migliorare una soluzione che fin dall’inizio avuto un grande consenso?
La nuova versione della nostra ART 1000 rappresenta un passo significativo nell’evoluzione di una tecnologia già ampiamente apprezzata per efficacia e sostenibilità. Si tratta di una soluzione brevettata da Simex per la rigenerazione a freddo e in sito dell’asfalto ammalorato, oggi sviluppata nella release GEN II, in linea con i criteri ambientali e operativi minimi richiesti nei cantieri stradali.
Quello che rende ART 1000 una tecnologia unica è la capacità di intervenire senza asportare il fresato né aggiungere conglomerato vergine, utilizzando esclusivamente il materiale già presente in sito. L’intervento avviene in profondità limitata, senza interrompere il traffico e consente un’immediata riapertura della sede stradale, riducendo drasticamente costi, emissioni e disagi alla circolazione.Con la seconda generazione abbiamo concentrato i nostri sforzi sul fronte della connettività e del controllo operativo:
• è stata potenziata l’elettronica di bordo, ora dotata di una nuova interfaccia video user-friendly, che consente all’operatore di monitorare in tempo reale tutti i parametri di esercizio – come distanza percorsa, area trattata e quantità di additivo impiegata – con salvataggio automatico nella memoria del sistema;
• abbiamo integrato un modulo per funzioni di telematica avanzata, con GPS, Bluetooth, WiFi e connettività dati 4G, per permettere il monitoraggio remoto continuo delle prestazioni dell’attrezzatura e relativo salvataggio dati su portale cloud, diagnostica predittiva, migliorando l’affidabilità e facilitando la manutenzione.
L’obiettivo è fornire un sistema intelligente, tracciabile e sempre più integrato nelle logiche digitali del cantiere moderno. Con ART 1000 GEN II vogliamo non solo offrire una soluzione tecnica efficace ma contribuire alla transizione ecologica del settore stradale in modo concreto e operativo.
ART 1000, con i suoi pacchetti GEN II, è diventata una attrezzattura certificabile “industria 5.0”, valevole per il mercato italiano.

In che modo Simex gestisce e integra il feedback dei propri clienti nel processo di miglioramento dei prodotti/servizi e nello sviluppo di nuove soluzioni?
Il confronto diretto con chi utilizza ogni giorno le nostre attrezzature è una delle leve fondamentali del nostro processo di innovazione. Il feedback del cliente è per noi una risorsa progettuale che integriamo in modo ricorrente in tutte le fasi di sviluppo.
Abbiamo costruito un processo strutturato e collaborativo che si articola in due livelli consolidati e un terzo su cui stiamo investendo per il futuro:
1. canale diretto con il service e l’area commerciale: tutte le segnalazioni tecniche, i reclami, le richieste di miglioramento e le osservazioni d’uso vengono raccolte, analizzate e – dove possibile – integrate nei successivi cicli progettuali. Questo assiduo scambio ci consente di implementare il concetto di miglioramento continuo dei nostri prodotti in base alle reali esigenze del cantiere;
2. validazione prodotto: prima del rilascio di un prodotto per la produzione di serie – quindi la vendita al cliente – i nostri processi interni prevedono che il progetto passi/superi alcune milestone (livelli) di approvazione, sia per quanto riguarda i primi prototipi funzionali, che successivamente per le unità di pre-serie. Solo se vengono positivamente superate tutte le prove/test a cui è sottoposto un prodotto in ciascuna di queste fasi, viene reso disponibile per l’introduzione sul mercato. Disponiamo di una vasta area demo interna e collaboriamo con operatori e clienti selezionati per effettuare test in condizioni operative reali. Questo ci permette di validare nuove soluzioni o varianti direttamente in cantiere, con un ritorno immediato in termini di prestazioni e funzionalità;
3. monitoraggio digitale post-vendita: rappresenta per noi una direttrice strategica in via di sviluppo. Alcune attrezzature, come ART 1000, sono già predisposte per la raccolta dati e il monitoraggio remoto. L’obiettivo è estendere queste funzionalità anche ad altre gamme selezionate, così da costruire nel tempo una base dati utile a ottimizzare prestazioni, affidabilità e supporto tecnico.

Simex vanta una gamma molto articolata di soluzioni per la fresatura specifiche per varie applicazioni. A livello di strategie commerciali ci sono differenze nell’approcciare i differenti settori del mercato? E cosa chiedono oggi in particolare le imprese attive nel settore stradale?

Sales & Marketing Director
La varietà della nostra gamma ci impone di adottare strategie commerciali differenziate a seconda del settore applicativo e della tipologia di cliente. Non si tratta solo di proporre un prodotto ma di offrire una soluzione tecnica e operativa che tenga conto delle condizioni di lavoro, delle macchine disponibili, delle normative locali e, naturalmente, degli obiettivi del cliente.
Nel comparto stradale, ad esempio, le imprese chiedono sempre più versatilità, affidabilità e supporto tecnico qualificato. La richiesta è chiara: attrezzature in grado di operare con precisione anche in spazi ristretti, capaci di ridurre al minimo i tempi di fermo macchina e, al contempo, allineate ai criteri ambientali richiesti oggi nei lavori pubblici.
È per questo che le nostre fresatrici della linea PL restano un riferimento per il mercato. Ma vediamo anche un crescente interesse verso le attrezzature per escavatore: teste fresanti, benne vagliatrici e frantumatrici, oltre a compattatori vibranti per materiali di risulta o per fondazioni stradali.
Dal punto di vista geografico, stiamo implementando strategie mirate:
• in Nord America, dove la nostra sede statunitense ci permette un presidio diretto e una logistica efficiente, puntiamo su un’offerta completa e su un servizio post-vendita di alto livello;
• in Europa, stiamo rafforzando la presenza attraverso distributori strategici e attività congiunte di formazione e dimostrazione sul campo;
• in Medio Oriente, vediamo un forte potenziale in ambito infrastrutturale, che stiamo intercettando con soluzioni ad alta produttività e affidabilità;
• e infine, ci stiamo espandendo anche verso il Far East, dove si stanno aprendo spazi interessanti per le attrezzature più compatte e multifunzione.
La nostra strategia commerciale non è uniforme ma adattiva: si fonda su un dialogo continuo tra mercato, area tecnica e rete vendita.
Quali sono, a livello commerciale, gli obiettivi di crescita in Italia e come intendete raggiungerli?
Il mercato italiano è per Simex un terreno consolidato e maturo, dove oggi non parliamo tanto di “espansione” quanto di rafforzamento della rete distributiva e valorizzazione dell’offerta in segmenti strategici. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato vogliamo continuare a garantire presenza e supporto capillare sul territorio, lavorando a stretto contatto con i dealer più strutturati; dall’altro puntiamo a migliorare la conoscenza tecnica delle nostre attrezzature da escavatore, che rappresentano una soluzione ideale in ambiti sempre più centrali come la demolizione secondaria e il riciclaggio in sito dei materiali. In particolare, stiamo investendo nella promozione delle nostre benne vagliatrici e frantumatrici, che consentono di ridurre tempi, costi e impatto ambientale in cantiere.
Un altro punto di forza che stiamo spingendo è rappresentato dalle nostre teste fresanti delle linee TF, TFC e TFV: attrezzature pensate per la frantumazione controllata e lo scavo in aree sensibili, dove è richiesta precisione, basso impatto e un’elevata affidabilità.
La possibilità di modulare la scelta tra le varie linee, a seconda delle esigenze operative, ci consente di offrire soluzioni su misura.
Infine, l’Italia è anche un mercato di riferimento per le nostre fresatrici della linea MP, pensate per profilatura e applicazioni in tunneling. In particolare, trovano un impiego crescente nella manutenzione delle gallerie stradali e ferroviarie, un settore in cui la richiesta di tecnologie specializzate e sicure è in costante aumento.

Nel 2021 avete inaugurato la vostra sede americana, due anni dopo avete portato oltreoceano tutta la vostra gamma. Quali sono le strategie e gli obiettivi di Simex per gli Usa e per l’estero in generale?
L’apertura della filiale americana a Corpus Christi (Texas) è stata una tappa fondamentale nel nostro processo di internazionalizzazione. Ci ha permesso di costituire un team locale specializzato, con disponibilità diretta di attrezzature e ricambi a stock, e un servizio post-vendita dedicato in grado di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato nordamericano.
La nostra strategia si basa sull’espansione della rete dealer, con particolare attenzione a operatori già attivi nel settore stradale ma anche in ambiti specifici come l’Oil & Gas, dove le nostre benne vagliatrici trovano largo impiego per il riempimento e la gestione degli scavi nei sistemi di canalizzazione interrati.
L’obiettivo a medio termine è quello di coprire in modo più capillare il territorio con partner qualificati, rafforzando nel contempo la specializzazione per settore applicativo, così da offrire un servizio tecnico e commerciale sempre più mirato.

Simex 35 anni di evoluzione tra ricerca, innovazione e futuro
Da quasi 35 anni (li compirà a febbraio 2026), Simex è all’avanguardia nella progettazione e produzione di attrezzature per la manutenzione stradale e la posa dei sottoservizi. Dalle prime frese per pale compatte del ’91 ai più moderni brevetti, Simex è il partner tecnologico di migliaia di imprese, grazie alla più ampia gamma di fresatrici stradali al mondo, capace di soddisfare qualsiasi esigenza applicativa.
Simex nasce nel 1991 a San Giovanni in Persiceto (BO), nel cuore produttivo dell’Emilia, grazie alla passione, alle competenze e all’impegno che da sempre contraddistinguono questo territorio. Da allora l’azienda non hai smesso di realizzare nuove attrezzature finalizzate a molteplici contesti applicativi. Decine di brevetti spendibili nell’ambito stradale, nelle infrastrutture e nei sottoservizi, così come nelle demolizioni, nell’edilizia e nelle coltivazioni in cava. Dalle prime linee di montaggio, che hanno permesso di internalizzare la maggior parte dei processi aziendali, fino alla nuova sede del 2003, Simex continua il suo percorso di crescita, affermandosi sempre più sui mercati internazionali. L’aumento delle gamme di prodotto segue di pari passo l’ampliamento degli spazi produttivi, per incrementare qualità, produzione e capacità di ricerca e sviluppo.
In oltre 30 anni è diventata il partner tecnologico di riferimento per migliaia di operatori nel settore del movimento terra in tutto il mondo. Grazie a costanti investimenti e una visione globale orgogliosamente ancorata alle proprie radici, oggi lo stabilimento produttivo di San Giovanni in Persiceto raggiunge i 54mila m², di cui 21mila di aree coperte. Simex può così contare su un reparto produttivo all’avanguardia, in grado raggiungere una produzione mensile di 600 unità nei picchi di domanda.
Ampio spazio è dedicato alla fase di collaudo delle attrezzature per garantire i più alti standard qualitativi, dove ogni area è dedicata a una specifica tipologia di prodotto.
A fine 2019 è stata inaugurata una nuova area logistica coperta di 7.500 m² per aumentare le capacità di stock e conseguentemente ridurre i tempi di consegna. Il nuovo magazzino è solo l’ultima di una serie di implementazioni strutturali su cui Simex a oggi può contare:
• aree di stoccaggio verticali automatizzate;
• un nuovo reparto verniciatura interno semi-automatico, inaugurato a metà 2022, che ha permesso di ottimizzare i tempi, aumentando produttività e qualità;
• stazioni di alesatura e saldatura robotizzata che permettono di migliorare la qualità dei componenti, quali tamburi e ruote di taglio, e garantendo elevati standard di sicurezza;
• una vasta area demo per permettere test e continui sviluppi di prodotto, simulando i diversi contesti applicativi;
• sale riunioni, uffici e spazi aziendali ripensati per creare ambienti di lavoro dinamici e interconnessi, anche a distanza.

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