Dinamica, focalizzata sull’innovazione e animata dalla volontà di offrire ai propri clienti soluzioni sempre più performanti, affidabili e sostenibili. CAMS è oggi fra i leader in Italia nel settore della frantumazione di inerti e vanta decine di brevetti registrati, sette linee di prodotto, 22 modelli e oltre 800 impianti installati in Italia e nel mondo. E non si ferma, grazie a una strategia di mercato che punta non solo al consolidamento ma anche all’espansione del business in un settore in forte evoluzione e chiamato ad affrontare sfide legate alla sostenibilità e all’efficienza dei processi per continuare nel solco della propria mission: rendere il riciclo efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

Per conoscere più da vicino CAMS, abbiamo intervistato il Presidente e Amministratore delegato, ing. Marco Trentini, il Direttore commerciale, ing. Andrea Trentini, fratello di Marco, e il Direttore tecnico ing. Marco Venturi.
Ing. Marco Trentini, cosa fa di CAMS un’azienda leader nel suo settore? E quali sono i tratti che la distinguono dalle altre aziende operanti nel riciclo del fresato stradale?
CAMS si è sempre distinta sul mercato per aver messo il cliente al centro di ogni scelta. In questi 25 anni, ogni volta che ci è stato chiesto di trattare materiali ritenuti “impossibili”, abbiamo accettato la sfida, sviluppando soluzioni che prima non esistevano.
Questo approccio, unito a un forte rapporto umano con i nostri clienti, è una delle chiavi del nostro successo. Un esempio significativo è il lavoro sul fresato d’asfalto, materiale prezioso per il suo contenuto di bitume. Fin dal 2002, i nostri tecnici hanno cercato un sistema per riutilizzarlo al 100%, mantenendone intatta la curva granulometrica senza polveri o filler, che causano problemi agli impianti e maggiore usura ai filtri. L’obiettivo era disgregare il materiale in modo delicato, preservando il rivestimento bituminoso del pietrisco. La soluzione è arrivata con l’introduzione di un nuovo sistema di frantumazione: la triturazione. Il nostro sistema permette infatti di ridurre l’umidità assorbita dal materiale e di ottenere un recupero completo del bitume, in un’ottica di economia circolare.

Le macchine CAMS sono progettate fin dall’inizio per il riciclo e sono quindi più efficienti. I nostri trituratori lavorano a bassa velocità, con denti appositi in grado di trattare anche pezzature molto grandi. Questo consente una lavorazione più efficace, con minore usura, consumi energetici e carburante ridotti, meno filler e una qualità del materiale superiore. La triturazione lenta comporta inoltre emissioni sonore molto basse e una drastica riduzione delle polveri. Un ulteriore vantaggio è la propulsione elettrica: già dal 2002, le nostre macchine nascono full electric, dotate di gruppo elettrogeno per dimezzare i consumi e azzerare le emissioni legate a rumore e combustione di gasolio. Questo ci ha permesso di anticipare il mercato e di mantenere una posizione di leadership tecnologica e ambientale.

A luglio avete acquisito Malavasi G, azienda specializzata nella produzione di macchinari per il settore stradale. Come nasce l’operazione e quali gli obiettivi?
L’obiettivo principale dell’acquisizione è stato ampliare la nostra offerta nel campo delle pavimentazioni stradali, con particolare attenzione alle soluzioni sostenibili. Ma c’è anche una componente personale che ha reso questa operazione ancora più significativa: il consiglio di amministrazione di CAMS è composto da me, Franco Ferraresi e Marco Venturi, e sia io sia Franco abbiamo iniziato la nostra carriera proprio con macchine di questo tipo, quelle della storica Bitelli. Quando abbiamo saputo che Giorgio Malavasi stava valutando la cessione dell’azienda, non abbiamo esitato: per noi è stato un vero ritorno alle origini. Abbiamo sempre nutrito grande stima per la tecnologia Malavasi, e Giorgio è un vero punto di riferimento nel settore. Aver avuto l’opportunità di collaborare con lui ci ha permesso di “chiudere il cerchio”. Ora intendiamo valorizzare al massimo questo know-how, facendo leva sulla nostra rete distributiva italiana, solida e capillare, per incrementare vendite e produzione della storica Malavasi G.
Al di là di questa operazione, cosa è stato fatto nell’ultimo anno per consolidare il business aziendale? Nell’ultimo anno ci siamo concentrati sull’ottimizzazione del processo produttivo, senza mai rinunciare alla personalizzazione che contraddistingue da sempre le nostre macchine su misura, un elemento che ci rende riconoscibili e apprezzati sul mercato. In particolare, stiamo lavorando alla standardizzazione dei modelli, soprattutto per quanto riguarda le macchine mobili, con l’obiettivo di semplificare la produzione. Al tempo stesso, stiamo razionalizzando la catena di fornitura per rendere l’approvvigionamento dei materiali più efficiente e contenere i costi, continuando a garantire la qualità e la puntualità che i nostri clienti si aspettano.

L’azienda, fondata nel 2001, nell’ultimo anno ha realizzato un fatturato di 20 milioni di euro
