Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Studiato su misura per le Aziende

Alla sede di Alfonsine (RA), Marini ha mostrato in anteprima alla nostra Redazione il Master Tower, innovativo impianto di produzione del conglomerato bituminoso a doppio tamburo

sfondo marini ok

Come sottolineato da Ferrini nel corso della sua presentazione, non si consegna più soltanto il prodotto, ma un pacchetto di esperienza di cui la macchina costituisce solo una parte.

Allo scopo di far rendere l’impianto al massimo delle sue prestazioni, il team di lavoro ha eseguito una campionatura del materiale, riqualificato il bitume all’interno, rideterminato il fuso e condotto prove di laboratorio per capire come il riscaldamento di alte percentuali di fresato impattasse sulle caratteristiche prestazionali del conglomerato.

In questo ambito è risultata fondamentale la collaborazione tra Marini e le singole Aziende del territorio, che si erano poste il problema di come ottenere una miscela prestazionale impiegando molto fresato, e sono risultate fondamentali con la loro esperienza.

Queste potenzialità sono state confermate dall’esperienza con una pavimentazione stradale in cui i tre strati sono stati realizzati da un impianto del Gruppo Fayat in Francia, a Nord di Bordeaux, con impiego del 100% di fresato, ottenendo un risultato soddisfacente sul piano prestazionale.

L’influenza della temperatura e della scelta tecnologica sulle emissioni

La presenza di impianti nel territorio è spesso causa di disagio da un punto di vista olfattivo per i residenti in aree limitrofe, oltre che di inquinamento. In generale, l’impatto viene controllato attraverso i limiti di emissioni in atmosfera prescritti dalla Legge: l’Italia ha i suoi, che purtroppo non sono armonizzati da un Ente locale a un altro.

Alcuni parametri sono molto influenzati sia dalla scelta tecnologica che dalla temperatura: i loro valori tendono a crescere di pari passo con l’impiego di granulato d’asfalto nella produzione della miscela, e con l’aumento della temperatura a cui viene riscaldato il bitume.

Allo scopo di conciliare con tali limiti le possibilità di impiego del riciclato, è stata quindi condotta da Marini un’indagine volta a comprendere come le emissioni varino in funzione della temperatura del conglomerato, soprattutto quello contenente fresato: oltre i 240 °C circa, quest’ultimo perde una certa quantità di peso, corrispondente a una quota parte di un idrocarburo, che dopo aver subito un processo di invecchiamento oltre questa temperatura viene ulteriormente danneggiato.