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Studiato su misura per le Aziende

Alla sede di Alfonsine (RA), Marini ha mostrato in anteprima alla nostra Redazione il Master Tower, innovativo impianto di produzione del conglomerato bituminoso a doppio tamburo

sfondo marini ok

Negli ultimi anni Marini ha lavorato molto sulla diversificazione dell’offerta, sulla base del principio che ogni prodotto abbia il suo Cliente. Dall’edizione 2016 del BAUMA a quella del 2019 si registra così un aumento delle macchine presentate sia per la gamma Xpress (da 1 a 6), per la gamma di impianti containerizzati Be Tower (ad oggi composta da sette modelli) che per la famiglia Top Tower.

Nella sede di Alfonsine ci è stato presentato in anteprima il nuovo impianto Master Tower, un prodotto completamente nuovo. La configurazione presentata è quella classica a torre con sviluppo verticale, ma si tratta di una macchina estremamente flessibile, come prova il fatto che il primo esemplare venduto in Italia nel 2018, e in consegna all’inizio di quest’anno, sia stato scelto in sostituzione di una macchina esistente. 

  • Master Tower
    1 marini
    Il nuovo Master Tower
  • Marini
    2 marini
    Grazie alla soluzione innovativa del bruciatore unico, il Master Tower consente di impiegare alte percentuali di riciclato con emissioni contenute
  • tamburo
    3 marini
    Il doppio tamburo
  • cantiere
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    Il team che ci ha accompagnato nella visita al cantiere sperimentale del Master Tower. Da sinistra: Marzio Ferrini, Responsabile Marketing di Marini, Paolo Monduzzi, Responsabile Operativo di Bomag Alfonsine, Daniele Rambelli, Responsabile Operativo di Marini, Gian Paola Pezzi, Responsabile Comunicazione di Marini, Andrea Pirazzini, Responsabile Ricerca & Sviluppo di Marini, e Delia Forte, Addetta Comunicazione di Marini

Il fresato d’asfalto

La presentazione del Master Tower da parte di Marzio Ferrini si è aperta con una riflessione su questo tema, ancor più centrale dopo l’entrata in vigore del D.M. Ambiente 28 Marzo 2018, n° 69, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per il conglomerato bituminoso proveniente da fresatura a freddo o demolizione delle pavimentazioni stradali, stabilendo i criteri per trattamento, qualificazione e conferimento all’impianto.

Il primo messaggio che viene trasmesso dal criterio “end of waste” è che il fresato d’asfalto rientra fra i pochissimi materiali riciclabili al 100%. Il conglomerato bituminoso si può dunque recuperare, e le possibilità di impiego sono molteplici: pavimentazioni a freddo, caldo o tiepido, consolidamento del sottofondo e opere di ingegneria civile come il riempimento di fondazioni.