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Riciclaggio a caldo del fresato di asphalt rubber

Da più parti viene chiesto se, una volta terminato il suo ciclo di vita utile, l’asphalt rubber possa o meno essere riutilizzato nella produzione dei conglomerati bituminosi a caldo. Per dare una risposta a questa domanda, è stata condotta una ricerca sperimentale ponendo a confronto miscele confezionate senza fresato, con fresato normale e con fresato di asphalt rubber

sfondo bocci

Non avendo subito successive lavorazioni, il fresato di asphalt rubber è stato utilizzato come frazione unica. I due tipi di fresato sono stati caratterizzati in termini granulometrici e di contenuto di bitume.

L’analisi granulometrica è stata eseguita sugli aggregati estratti dal fresato. Il legante utilizzato per gli impasti è un bitume 50/70 normale, con penetrazione a 25 °C di 62 dmm e un punto di rammollimento di 52 °C. 

L’additivo rigenerante

Il conglomerato bituminoso di recupero contiene sempre un bitume invecchiato (indurito) che, al momento della miscelazione del fresato con gli aggregati vergini molto caldi, fonde e (in gran parte) si combina con il bitume nuovo aumentando notevolmente la viscosità del mastice bituminoso.

Per evitare l’eccessiva rigidezza del conglomerato bituminoso prodotto con una elevata percentuale di fresato si utilizzano additivi di varia natura che tendono a “diluire” e quindi a ridurre la viscosità del legante invecchiato contenuto nel fresato. In questa ricerca, le miscele con il fresato sono state indagate con e senza additivo rigenerante.

Come additivo è stato impiegato un olio (tall oil) derivato dalla lavorazione del legno di pino nell’industria della carta. Sulla base di precedenti esperienze con lo stesso prodotto è stato adottato un dosaggio pari al 6% riferito al peso del bitume contenuto nel fresato.