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Qualità del mix per conglomerati da competizione

Per combinare gli standard elevati dei circuiti sportivi con l’impiego di RAP e una produzione giornaliera ottimale, CarBa Srl si è dotata di un impianto Marini Top Tower 2000P con mescolatore da 2.500 kg

C’è un nuovo impianto Marini Top Tower 2000P al lavoro nel cuore della Pianura Padana: si trova a Soncino (CR), presso la sede di CarBa Srl, impresa di lavori infrastrutturali votata all’innovazione tecnologica. Quello da poco installato è il primo impianto di produzione di conglomerati bituminosi per l’azienda. Mauro Carminati, CEO di CarBa, racconta le varie ragioni per cui ha deciso di non prendere in esame alternative diverse rispetto al marchio Marini.

1. CarBa Srl, Impresa di lavori infrastrutturali di alto profilo, ha scelto Marini per il suo primo impianto

CarBa Srl: lavori infrastrutturali di alto profilo e attenzione alla tecnologia

CarBa Srl è stata fondata nel 2005 da un Mauro Carminati ancora giovanissimo ma già formato nel settore, insieme al padre Matteo e a Lorenzo Bassi. L’impresa ha mostrato fin dall’inizio una spiccata vocazione ai lavori stradali e all’investimento sulle tecnologie di ultima generazione. Per la produzione del ferro e del calcestruzzo, si è sempre avvalsa della sinergia con Megabeton, azienda all’epoca di proprietà di Bassi e successivamente passata sotto il diretto controllo della consorella.

2. Mauro Carminati, CEO di CarBa Srl

Meno di vent’anni dopo, quella di CarBa e Megabeton è una realtà da 100 dipendenti, dotata delle più importanti certificazioni aziendali e di un livello di expertise che le consente di essere competitiva in settori anche molto eterogenei: lavori stradali, riqualificazioni urbane in contesti vincolati, opere per aziende agricole e allevamenti del territorio, in cui ferro, calcestruzzo ed elementi prefabbricati sono prodotti internamente attraverso Megabeton. La gestione minuziosa del processo, frutto anche dell’esperienza accumulata con i lavori per l’Expo milanese del 2015, consente attualmente a CarBa di proporre un pacchetto di lavorazioni “chiavi in mano” dall’elevato profilo qualitativo e specialistico. Lo testimonia la presenza ormai continua in un settore delle pavimentazioni stradali in cui gli standard richiesti per il mix design sono estremamente severi: quello dei circuiti da competizione o test.

Tra le realizzazioni più significative figurano il Vittoria Park di Brembate (BG), parco ciclistico per prove e divertimento dell’omonimo brand di pneumatici per biciclette (di cui CarBa ha curato tutte le movimentazioni terra e le pavimentazioni on e off road), il Franciacorta Porsche Experience, il Cremona Circuit, l’ampliamento della pista per test di Iveco SpA a Torino, il nuovo proving ground Piaggio nella storica sede di Pontedera (PI), il campo prova per pneumatici di mezzi pesanti di Prometeon Tyre Group a Cremona e quello di Pirelli a Vizzola Ticino (VA).

3. L’impianto Marini Top Tower 2000P di CarBa Srl a Soncino (CR)

Le ragioni della scelta: qualità, RAP, alto profilo ingegneristico e ambientale Già dalle realizzazioni appena elencate, per le quali i tempi di trasporto e il mantenimento in temperatura del materiale sono aspetti ancor più cruciali, si evince l’importanza che rivestiva per CarBa la scelta del primo impianto per la produzione di conglomerati bituminosi. «La mia è un’azienda giovane, che in futuro continuerà a evolversi», spiega Carminati. «Una volta deciso di portare all’interno la produzione del conglomerato bituminoso anziché continuare a rivolgerci a fornitori, ho puntato su un marchio che mi garantisse un livello tecnologico e ingegneristico di prim’ordine, anche guardando ai prossimi venti o trent’anni».

Questo passo è stato oggetto di una valutazione altrettanto attenta sotto il profilo ambientale ed economico, come spiega lo stesso titolare: «Viste le quantità di asfalto che acquistavamo sul territorio (circa 50mila tonnellate all’anno), già il solo fatto di eliminare il trasporto del camion ha un impatto importante sulla riduzione delle emissioni in atmosfera e dell’inquinamento, e ci consente un risparmio quantificabile in circa 600mila euro annuali».

Dotarsi di un impianto di proprietà significa quindi per CarBa utilizzare esclusivamente i propri materiali di cava e gestire i volumi produttivi di asfalto in completa autonomia, in base alle esigenze. «Conoscevo già il prodotto Marini e la sua reputazione», racconta Carminati. «Me ne hanno parlato bene in molti nel settore e, quando i pareri entusiastici arrivano anche da chi progetta circuiti, non servono altre conferme. Alla fine del luglio 2023, quando ho preso la decisione di acquistare l’impianto, mi sono rivolto all’agente di zona, per poi proseguire il dialogo direttamente con Marini e in particolare col Product Manager Roberto Berardi».

4. L’impianto Marini Top Tower 2000P di CarBa Srl a Soncino (CR)

Il CEO di CarBa parla dell’italianità del prodotto come di un fattore decisivo nella scelta, e non per semplice patriottismo: «Tecnologia, produzione, assistenza, ricambistica: è tutto qui in Italia, la sede è ad Alfonsine (RA). E questo per noi rappresenta un enorme punto a favore».

Ma c’è un altro aspetto che ha pesato nella decisione: «Un personale ingegneristico e tecnico commerciale davvero di alto livello, dallo stesso Berardi ad Antonio Mazzini al resto dello staff». In materia di circolarità, riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di CO2, CarBa ha già avviato da tempo un percorso virtuoso con tutto il suo flusso produttivo: da questo punto di vista, l’impianto discontinuo Top Tower 2000P rappresenta una chiusura naturale del cerchio, in cui considerazioni gestionali ed economiche si conciliano con l’obiettivo di impiegare una percentuale di riciclato tra il 40% e il 50%, ottenendo mix bituminosi performanti. Di fronte a tali esigenze, la scelta della tecnologia opzionale EvoDryer, la migliore sul mercato per l’introduzione del RAP nell’anello di riciclaggio, è stata un passaggio naturale: «Mi è stata presentata dai tecnici Marini insieme all’alternativa del tamburo normale – prosegue Carminati – ma, soprattutto dopo aver assistito a una presentazione dedicata a EvoDryer al Bauma, non ho avuto dubbi.

5. L’obiettivo dell’azienda è quello di produrre mix di qualità con percentuali di RAP fino al 40-50%

Questa tecnologia permette un processo di essiccazione ottimale e una corretta gestione del bitume presente nel fresato stesso, che per una produzione come la nostra è molto importante». Coerente con la formula “chiavi in mano” che rappresenta un tratto distintivo della sua stessa azienda, Mauro Carminati ha deciso di affidare l’intero processo dell’installazione a Marini: «Noi ci siamo occupati solo della preparazione del sito e delle fondazioni. Abbiamo scelto di collocare il Top Tower nell’area libera sul lato nord dell’impianto di calcestruzzo, dietro la bocca di carico di quest’ultimo. Tutto il lavoro successivo è stato gestito da Marini: una scelta di cui non mi pento, e che rifarei, perché ogni operazione si è svolta con la massima serietà e puntualità». Una volta ottenute dall’azienda le autorizzazioni a livello comunale e provinciale, il montaggio è iniziato nel febbraio 2024 ed è stato completato nell’arco di quattro mesi.

«Il 3 marzo sono arrivate le autorizzazioni ambientali per il collaudo». La logistica dell’impianto è stata curata con attenzione: gli stock dei materiali, separati dalle trincee in calcestruzzo prefabbricato di produzione Megabeton, sono posizionati di fronte ai predosatori per limitare al minimo indispensabile i movimenti della pala. Il sistema Marini Cybertronic interagisce col workflow del gestionale già in uso nell’azienda, che è molto ricettiva in tema di digitalizzazione e Industria 4.0. Conclusa una prima fase di test, il Top Tower di CarBa è già in piena operatività per garantire gli approvvigionamenti a un nuovo cantiere del Cremona Circuit e a una serie di lavori appaltati nella provincia cremonese.

6. Dopo il contatto iniziale con l’agente di zona Rames, Mauro Carminati ha interagito direttamente coi tecnici commerciali Marini

Parola ai tecnici Marini: focus sull’impianto e sulle esigenze del cliente

Roberto Berardi, Product manager di Marini, racconta il percorso compiuto con CarBa e il suo titolare per il primo impianto d’asfalto dell’azienda. «Mauro Carminati ha maturato la decisione di acquistarne uno subito dopo un lavoro particolarmente oneroso, per i costi sia del trasporto sia del materiale. Conosceva già il nostro agente di zona, Leonardo Occhipinti di Rames, che poi l’ha messo in contatto diretto con noi per la prosecuzione del dialogo. La sua intenzione iniziale era quella di valutare l’ipotesi dell’impianto mobile ma, dopo qualche verifica, l’ha accantonata per via dell’incognita rappresentata dalle autorizzazioni: incontrare problemi o ritardi nell’installazione dell’impianto in alcune aree di cantiere avrebbe comportato il rischio di perdere i rispettivi lavori».

Vista la quantità di materiale steso annualmente da CarBa, l’interesse per l’autoproduzione è però rimasto vivo. Berardi ha quindi illustrato a Carminati le potenzialità degli impianti fissi Marini e il grado di efficienza garantito da alcuni kit software in materia di risparmio energetico. «Dal punto di vista della produzione oraria – continua Berardi – ci siamo attestati sul valore, ideale per CarBa, delle 160 t/ora, individuando quindi nel Top Tower 2000P il modello più adatto alle esigenze del cliente.

Per gestire meglio le alte percentuali di fresato, assicurando un tempo di mescolazione più lungo che consentisse di rendere qualitativamente più omogeneo il materiale riciclato assieme a quello nuovo, abbiamo installato un mescolatore maggiorato da 2.500 kg, al posto di quello standard da 2.000 kg, in modo da poter allungare il tempo di ciclo standard (corrispondente a 80 cicli/ora) senza perdere in produzione oraria. Il resto della configurazione e degli allestimenti è di prim’ordine, anche perché il cliente ha chiarito sin dall’inizio di volere un impianto di dimensioni non eccessive ma con la massima dotazione possibile: riscaldamento elettrico, coibentazioni maggiorate, tre predosatori del fresato (espressamente richiesti per gestire al meglio la qualità del prodotto finito) e una pesa a ponte da 26 m collocata sotto al silo, che consente un controllo veloce e preciso, sia del materiale caricato sia di quello che rimane stoccato all’interno dei sili di deposito ».

7. CarBa Srl ha scelto Marini per i contenuti tecnologici, la sostenibilità e la presenza sul territorio

La presenza dell’EvoDryer racchiude diversi vantaggi, aumentando la quantità di fresato, riducendo le emissioni in atmosfera e gli odori ma anche le esigenze di manutenzione e pulizia. «In questo caso poi – sottolinea Berardi – è equipaggiato con un kit per modificarne la velocità di rotazione e gestire la temperatura dei fumi, ottimizzando così l’efficienza dello scambio termico, col risultato di ridurre ulteriormente consumi ed emissioni».

Nella dotazione del Top Tower di CarBa è presente anche un kit per gestire dinamicamente a livello di software le formule: «È un brevetto recente del nostro software Cybertronic che consente di ottimizzare o modificare in tempo reale la quantità di fresato, come se si disponesse di un laboratorio dinamico dentro al software, per gestire bene la quantità di fresato aggiustando tutte le altre componenti: in particolare la quantità di additivo rigenerante che potrebbe essere necessaria per assicurare la qualità idonea del prodotto finito».

Le cisterne attualmente al servizio dell’impianto sono due (bitume normale e modificato) ma CarBa ha già costruito le fondazioni e richiesto i permessi per aggiungerne altrettante in un secondo momento, quando la squadra di lavoro avrà acquisito maggiore esperienza nell’operatività.

Berardi sottolinea come l’opportunità formativa regolarmente offerta dalla Marini Academy, spesso più sfruttata dalle imprese straniere che da quelle italiane, sia stata invece colta e apprezzata da Mauro Carminati, che ha inviato due tecnici CarBa ad Alfonsine per una settimana: «Spesso si ragiona in termini di giorni lavorativi “persi” dai dipendenti ma i benefici sulla futura efficienza produttiva li ripagano ampiamente. E per un’impresa che stende certe quantità di materiale, anche il ritorno dell’investimento complessivo sull’impianto sarà ancora più veloce».

8. Montato in soli quattro mesi, l’impianto sta già producendo i mix di alta qualità per il Cremona Circuit

Per l’assistenza, uno dei fattori decisivi nella scelta, Mauro Carminati farà riferimento direttamente a Marini e alla sua officina mobile. «Un cliente come CarBa – conclude Roberto Berardi – presenta una caratteristica ideale per noi tecnici: il fatto di essere all’inizio del suo percorso nella produzione di asfalto, quindi non frenato da vecchie abitudini di lavoro o da una resistenza al cambiamento da parte degli operatori. In questo caso, poi, siamo in presenza di un’azienda molto legata alla volontà del suo titolare: è lui che plasma l’operatore e non viceversa. E se lui si convince di seguire una certa linea, questa viene portata avanti con decisione».

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