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Plastiqù™: l’additivo green per conglomerati bituminosi

Ecorevive immette sul mercato un polimero 100% riciclato

È ormai assodata tra gli addetti ai lavori l’esigenza di realizzare conglomerati bituminosi (strati di usura) che siano il più possibile adatti e performanti a un traffico veicolare sempre più gravoso e in grado di mettere a dura prova le sovrastrutture stradali che spesso hanno raggiunto il loro “fine vita utile” (binder e base).

Ecco perché il mercato si è spinto alla ricerca di nuovi prodotti atti a garantire resistenza e durabilità con soluzioni tecnicamente valide e che abbiano un impatto minimo sull’ambiente circostante come ad esempio l’utilizzo dell’ormai più tradizionale “bitume modificato” oppure quello dei più innovativi polimeri per l’additivazione del conglomerato bituminoso stesso.

Riciclo
1. Lo scarto pulper di cartiera prima della sua lavorazione

Si aggiunga a questa esigenza il fatto che la Commissione Europea abbia sancito che, entro il 2030, ogni materia plastica dovrà essere riciclabile.

Due necessità ora coniugate grazie all’intraprendenza e competenza di un imprenditore che ha creato una nuova idea di riciclo: utilizzare esclusivamente tutte quelle materie plastiche che oggi non vengono riciclate e che finiscono altrimenti negli inceneritori, o peggio, in discarica.

Ecorevive Srl (www.ecorevive.it) ha messo a punto un impianto innovativo che permette di riciclare proprio tutte queste tipologie di rifiuti trasformandole in materia prima seconda (End of Waste) certificata conformemente alla Normativa 10667.

In particolare, Ecorevive ha trovato nello scarto di cartiera (Figura 1 sopra) una materia plastica ottimale in termini di costanza della qualità e reperibilità.

Il riciclo della carta avviene mediante spappolamento delle fibre di cellulosa mentre tutto ciò che non si scompone è proprio la frazione plastica.

La particolarità di questo materiale è la tipologia del polimero che lo compone. Si tratta principalmente di polietilene lineare a bassa densità costituito da lunghe catene molecolari che conferiscono al prodotto riciclato, Ecorevive PlastiQù™, un alto grado di fluidità, una particolare flessibilità e resistenza all’allungamento ma soprattutto una bassa temperatura di fusione.

  • PlastiQù
    2 eco
    2. Il densificato plastico PlastiQù™ ottenuto dal riciclo dello scarto pulper di cartiera
  • Conglomerati
    3 eco
    3. I risultati delle analisi delle quattro miscele con differenti leganti: particolare delle lastre della prova di wheel tracking

In Ecorevive abbiamo verificato che lo scarto pulper fosse un rifiuto presente in gran quantità nelle cartiere del nostro Paese con caratteristiche molto valide se opportunamente riciclato; d’altra parte, il settore dei conglomerati bituminosi era alla ricerca di un prodotto performante, a basso impatto ambientale ma poco costoso.

Ci sono subito sembrati fatti l’uno per l’altro: cercavamo di mettere in pratica un vero esempio di economia circolare e lo abbiamo fatto!

Un’intuizione vincente: il polimero funziona come additivo

Avvalendosi della collaborazione del prestigioso laboratorio di analisi Poliedro Srl – ormai in corso da anni – e dopo le prime evidenze di incremento prestazionale apportate dall’aggiunta del polimero PlastiQù™, nell’estate del 2019 Ecorevive ha commissionato una nuova e particolareggiata prova sperimentale di verifica e confronto prestazionale tra quattro tipologie di conglomerato bituminoso per strati di usura (fuso A – ANAS SpA) confezionati a caldo con la medesima composizione ma con diverse tipologie di leganti.

Nello specifico, le quattro miscele analizzate erano: bitume di base 50/70, bitume modificato HD, bitume di base 50/70 + PlastiQù (8% e 12%).

  • Polimeri
    4A eco
    I risultati delle analisi delle quattro miscele con differenti leganti: il modulo di rigidezza a 40 °C
  • Ormaiamento
    4B eco
    4B. I risultati delle analisi delle quattro miscele con differenti leganti: la resistenza all’ormaiamento
  • Miscela
    4C eco
    4C. I risultati delle analisi delle quattro miscele con differenti leganti: la resistenza alla fatica

Le prove condotte sui provini realizzati sono state le seguenti:

  • resistenza a trazione indiretta media e coefficiente di trazione indiretta medio (UNI EN 12697-23);
  • modulo di rigidezza (UNI EN12697-26);
  • resistenza all’ormaiamento (wheel tracking, UNI EN 12697-22);
  • resistenza a fatica (UNI EN 12697-24).

Come è possibile osservare nelle Figure 4A, 4B e 4C (sopra), i dati delle analisi evidenziano l’aumento della resistenza meccanica (compressione e trazione), conferito dal plastomero già a concentrazioni dell’8% in peso rispetto al bitume, ma anche in maniera netta l’apporto di resistenza alla fatica e all’ormaiamento (e quindi la durata della pavimentazione) che praticamente allinea i risultati delle miscele contenenti il PlastiQù™ a quelli ottenuti con la miscela contenente bitume modificato HD.

L’innalzamento del modulo di rigidezza non è correlato con la fragilità bensì ne evidenzia una maggior tenacia comprovata dalla spiccata resistenza all’ormaiamento. In Figura 3 (sopra) è evidente la differenza tra un conglomerato bituminoso additivato con PlastiQù™ e uno confezionato con bitume tal quale: l’ormaia è quasi cinque volte più profonda.

Una recente collaborazione con una nota Azienda dell’Emilia-Romagna ha consentito di testare in campo il polimero PlastiQù ™ in quattro differenti miscele per tappeti di usura, così come testato dal laboratorio Poliedro, ma con la differenza che tutte le miscele contenevano fresato (RAP 0/8, Reclaimed Asphalt Pavement) al 25% in peso.

Tramogge
5. Le tramogge di un impianto di produzione di conglomerati utilizzate per dosare PlastiQù™

I risultati delle analisi sui provini carotati e lasciati a riposo hanno evidenziato che il PlastiQù™, grazie alla flessibilità conferita al tappeto di usura e anche in presenza di fresato, consente l’assorbimento dell’energia di deformazione, proprietà questa che è tipica di un buon plastomero.

Il polimero di Ecorevive inoltre non pregiudica la compattabilità del conglomerato poiché non induce un’eccessiva viscosità e non aumenta la percentuale di vuoti residui.

A seguito di diverse collaborazioni con Aziende produttrici di conglomerati è comprovato anche che l’utilizzo di PlastiQù™ non necessita di nessun componente chimico coadiuvante, nessun aumento di temperatura e/o di tempistiche di miscelazione e può essere dosato direttamente nel mescolatore con l’ausilio di normali tramogge pneumatiche.

Il polimero PlastiQù™ può essere stoccato per lunghi periodi di tempo senza pregiudicarne la lavorabilità e le caratteristiche tecniche. 

Conclusioni

Dall’esperienza maturata si può dunque affermare che i conglomerati bituminosi additivati con PlastiQù™ rappresentano una valida soluzione per la realizzazione di strade con un’elevata resistenza strutturale, rigidità e resistenza alle ormaie, difficilmente ottenibili con un conglomerato tradizionale e come alternativa di gran lunga più economica rispetto all’utilizzo del bitume modificato.

Data la bassa incidenza di costi sul conglomerato, sono in corso collaborazioni per valutare l’utilizzo di PlastiQù™ non solo per i tappeti di usura, ma anche negli strati sottostanti per realizzare pavimentazioni di qualità più elevate.

Ecorevive
6. L’impianto di produzione di conglomerati utilizzati per produrre pavimentazioni additivate con PlastiQù™

Ulteriori vantaggi per gli utilizzatori di PlastiQù™ sono quelli ambientali: i polimeri di Ecorevive sono infatti certificati “Remade in Italy” riciclato 100% A+, quindi validi all’ottenimento di vantaggi per gli acquisti verdi (CAM/GPP).

Ecorevive sta inoltre collaborando con Università di Parma nel progetto “CERCON Circular economy in road construction”.

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