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Il fresato: materiale ecosostenibile per miscele bituminose – prima parte

Il corretto trattamento e la rigenerazione con attivanti chimici funzionali sono i fondamenti della regola d’arte

I benefici del riutilizzo del fresato

I benefici che si hanno attraverso il riutilizzo/riciclaggio del CB di recupero sono molteplici e universalmente riconosciuti. Quello più importante è sicuramente quello ambientale, con il risparmio di materie prime non rinnovabili. Ciò influenza il Carbon Footprint e la LCA (Life Cycle Assessment) inerenti la produzione di Conglomerati Bituminosi. Infatti, il riutilizzo condiziona positivamente gli indici correlati a:

  • l’impiego di materie prime non rinnovabili visto che il fresato prende il posto di aggregati e bitume vergini che derivano da lavorazioni ad elevato impatto ambientale;
  • la riduzione della gestione dei materiali derivanti dalla demolizione delle pavimentazioni esistenti e/o del loro stoccaggio in discarica;
  • le emissioni dirette visto che la possibilità di utilizzare tecnologie innovative a minori temperature consente di abbassare le emissioni dei bruciatori anche del 50%;
  • i trasporti visto che la possibilità di eseguire lavorazioni direttamente in situ consente di ridurre o addirittura eliminare gli impatti dovuti al trasporto verso il cantiere.

Il fresato nel mondo

Gli Stati Uniti sono spesso stati precursori in campo tecnico, compreso in quello ingegneristico civile-trasportistico: il riutilizzo/riciclaggio del fresato fu sperimentato per la prima volta agli inizi del secolo scorso, ma divenne popolare nel corso degli anni Settanta. Fattore scatenante fu l’aumento dei costi dovuti all’embargo del petrolio imposto dai Paesi Arabi. Attualmente ed indicativamente, negli USA sono prodotti ogni anno circa 68 milioni di t di fresato ed il 95% è riutilizzato nella produzione degli HMA. Il recupero/riciclaggio del fresato è ormai pratica ampiamente applicata anche in Europa e si deve sottolineare che è stato sicuramente agevolato dall’avvento delle tecnologie a tiepido e a freddo. Tuttavia, malgrado le numerose esperienze internazionali e la bibliografia a disposizione, in Italia non ha avuto lo stesso riscontro.