Il progetto di ricerca denominato “VaGAre” acronimo di “Valorizzazione Green di AREe fragili ad elevato potenziale culturale, storico e naturalistico” è stato oggetto di precedenti notiziari (si veda Strade & Autostrade n° 148, pag.240 e n° 155, pag.225), nei quali sono stati dapprima illustrati i principi del progetto e successivamente descritte le attività di ricerca svolte nella prima annualità.
Il progetto di ricerca è stato implementato attraverso un’attività improntata alla stretta collaborazione ed interazione tra i due Organismi di Ricerca (OdR) coinvolti, e più nel dettaglio alcuni membri del gruppo di ricerca di Infrastrutture Viarie del Dipartimento di Ingegneria Civile Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche dell’Università degli Studi Roma Tre coordinati dal prof. Andrea Benedetto e alcuni membri del Centro Interdipartimentale di Ricerca Fo.Cu.S. (Formazione, Cultura, Storia), della Sapienza Università di Roma, coordinati dalla prof.ssa Claudia Mattogno.
Tale collaborazione è stata fortemente ricercata nel tentativo di valorizzare l’approccio multidisciplinare che, in effetti, ha consentito di raggiungere risultati assai significativi, come anche dimostrato dalla qualità e dal numero dei prodotti di ricerca collocati in sedi editoriali e convegnistiche assai prestigiose. Il gruppo di ricerca costituito dai due raggruppamenti ha operato in una prima fase di analisi attraverso lo studio delle dinamiche che governano i fenomeni socio economici di trasporto e trasferimento da e verso le aree fragili attraverso la lettura, l’interpretazione e la restituzione dei dati territoriali con un particolare focus sulla mobilità in frequenza e permanenza reale delle persone nei territori, mediante l’integrazione di informazioni tradizionali e informazioni derivanti da fonti oggettive innovative.
Successivamente si è ritenuto necessario individuare dei casi di studio esemplificativi delle diverse declinazioni di fragilità, con particolare attenzione ai centri urbani minori del territorio della Regione Lazio, che risulta sostanzialmente il finanziatore di questo progetto nell’ambito del bando “Progetti di gruppi di ricerca 2020” con fondi POR FESR LAZIO 2014-2020.
Tutto ciò con l’idea che il progetto possa contribuire a ristabilire un equilibrio tra città e contesti marginali, per elaborare delle strategie, nonché per indirizzare e supportare le scelte regionali di governo del territorio e l’interazione tra imprese locali e abitanti realizzando una metodologia di valutazione/classificazione supportata anche da metodologie GIS.
Il progetto VaGAre ha infatti implementato gli strumenti di supporto alla pianificazione attraverso un sistema di digitalizzazione e informatizzazione a disposizione degli attori locali guidato dalla interazione con una cartografia digitale su supporto tecnologico webGIS, sviluppato appositamente dal gruppo, consentendo la simultanea verifica da parte degli operatori territoriali delle informazioni e condizioni. Durante il progetto sono state sviluppate diverse attività che hanno visto il gruppo di ricerca coinvolto e impegnato in eventi di disseminazione e diffusione sul territorio con enti e associazioni, oltre a sopralluoghi conoscitivi e riunioni plenarie con tutti i membri delle OdR al fine di discutere gli stati di avanzamento del progetto. Il progetto ha colto per intero l’obiettivo principale e ciascuno degli obiettivi specifici così come furono declinati nella proposta progettuale.

C’è da sottolineare che per taluni di essi si è dovuto riconsiderare alcuni aspetti e rimodulare alcune attività alla luce della intercorsa pandemia da Covid.
Ciononostante va sottolineato che l’intera valenza di ciascun obiettivo è stata colta e, in alcuni casi, anche producendo un maggior valore aggiunto rispetto a quanto inizialmente previsto. Si rammenta che l’obiettivo generale era quello di definire un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione delle potenzialità di differenti contesti regionali per intervenire sulle fragilità riscontrate, proponendo una visione condivisa in grado di far emergere le energie latenti e inesplorate dei sistemi ambientali e socioeconomici locali anche attraverso il potenziamento delle reti (ambientali, materiali, immateriali, social). Inoltre il progetto si poneva 7 obiettivi specifici di carattere più operativo, i quali sono anch’essi stati raggiunti con piena soddisfazione. Al fine di raggiungere e consolidare gli obiettivi previsti, le attività di ricerca sono state sviluppate in linea con i seguenti punti:
- studio del territorio attraverso le componenti strutturanti il sistema geografico-territoriale per la ricostruzione dello stato di fatto;
- mappatura delle geolocalizzazioni di terminali telefonici per la lettura del fenomeno di spostamento verso le zone marginali;
- analisi delle immagini da sensore satellitare legate alla presenza antropica;
- analisi di dati e prodotti derivati da immagini satellitari ottiche, multispettrali e SAR di ultima generazione; • creazione di una piattaforma webGIS, utile alla catalogazione e visualizzazione di diversi layer informativi di diversi sistemi informativi (insediativo, ambientale, infrastrutture). In ogni modo la definizione di un modello basato su nuovi indicatori semplici e integrati in grado di rappresentare i principali e più evoluti fenomeni economici e sociali nelle varie realtà territoriali esaminate ha portato a definire le linee del modello di sviluppo citato, le più rilevanti strategie di intervento e persino alcune proposte progettuali configurate a un livello compatibile con la fattibilità tecnico-economica prevista tradizionalmente in questi casi.
Nell’ambito del contesto regionale della Regione Lazio e all’interno delle aree che rientrano nelle due macro categorie relative alle aree aggredite (sottoposte a uno sviluppo urbano rapido e incontrollato, spesso incoerente con le caratteristiche ambientali e morfologiche) e aree abbandonate (caratterizzate da un’insufficienza infrastrutturale e da una mancanza di azioni volte alla crescita urbana), sono stati identificati diversi casi di studio, emblematici di situazioni specifiche eppur ricorrenti, su cui la ricerca pone la sua attenzione e rispetto ai quali qui di seguito vengono presentate gli esiti delle prime risultanze. I casi di studio esaminati, in linea con la classificazione effettuata nel progetto, riguardano:
- aree sottoposte ad elevata pressione antropica, in quanto prossime ad aree metropolitane (come ad esempio il comune di Zagarolo o la bassa pianura pontina) o perché investite da flussi turistici (come i centri della fascia costiera), dove i caratteri di pregio del paesaggio ha subito alterazioni irreversibili;
- aree a bassa densità e elevata dispersione insediativa, quali tipicamente gli ambiti della dorsale appenninica, come ad esempio l’area del Cicolano e la valle del Salto; piccoli centri storici esposti a rischi naturali, idrogeologici o sismici (come Amatrice e i piccoli comuni della Laga, i calanchi del viterbese);
- aree a elevata valenza storico naturalistica e in adiacenza a corpi idrici fluviali ma scarsamente integrate con la rete infrastrutturale, come ad esempio l’alta valle dell’Aniene;
- aree con tratte ferroviarie dismesse o sottoutilizzate, potenzialmente riutilizzabili sia per implementare forme alternative alla mobilità su gomma sia per riqualificare zone interne ad alto valore paesaggistico, come per esempio le tratte Rieti-Sulmona o Orte-Civitavecchia.
- area costiera di interfaccia terra-mare connessa strettamente al sistema infrastrutturale. Tali aree sono particolarmente complesse in quanto in continua evoluzione e difficilmente monitorabili con soluzioni e metodologie standard.

A tale scopo per il progetto VaGAre è stato valutato l’utilizzo di sensori satellitari utilizzando risoluzioni spaziali e temporali differenti, per il monitoraggio sia a larga scala, sia a scala locale.
Il progetto ha consentito di realizzare importanti passi avanti sul fronte dell’innovazione e in termini di avanzamento della ricerca in modo particolare con riferimento ai seguenti aspetti:
- ha dimostrato l’utilità e l’efficacia dell’utilizzo di dati provenienti da osservazione remota della terra per scopi di natura pianificatoria, urbanistica e di economia del territorio, e ha realizzato e tarato su scala prototipale una piattaforma integrata che ha consentito in via sperimentale di assistere e definire specifiche progettualità coerenti con le dinamiche anche di rapida evoluzione demografica e di modello di sviluppo (AdS Aerospazio);
- ha elaborato e verificato su scala territoriale nell’ambito della Regione Lazio una classificazione delle aree fragili, in relazione al più ampio concetto di fragilità introdotto e definito dal progetto stesso (AdS Agrifood); 3. ha delineato, facendo leva su un innovativo paradigma di indicatori semplici e complessi, un nuovo modello per la valorizzazione green, sperimentato a scala di fattibilità per alcuni casi di studio, relativamente alle aree fragili ad alto potenziale ambientale e culturale (AdS Beni culturali e tecnologie della cultura);
- ha formulato nuove modalità per la messa in sicurezza del territorio e per l’aumento della sua resilienza attraverso modelli di restauro e riconversione di strutture e infrastrutture dismesse (AdS Sicurezza). In particolare, nell’ambito del WP8 dedicato alla diffusione delle attività di ricerca del progetto, al fine di rendere operativa su scala regionale la metodologia sviluppata, diverse sono state le iniziative intraprese:
- creazione di un sito web del progetto, https://progettovagare.it/;
- definizione dei canali di comunicazione, diffusione e trasferimento tramite le piattaforme web e i social network: pagina Facebook https://www.facebook.com/progettovagare; profilo Instagram https://www.instagram.com/progettovagare; canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCByoaNqrXiO0GGPNlVz2yg;
- pagine web dedicate al progetto VaGAre nei siti degli OdR coinvolti:
sul sito Dipartimento di Ingegneria Roma Tre https://ingegneriacivileinformaticatecnologieaeronautiche. uniroma3.it/ricerca/progetti-di-ricerca/progetti-di-ricercanazionali/ valorizzazione-green-di-aree-fragili-ad-elevatopotenziale- culturale-storico-e-naturalistico/;
sul sito Fo.Cu.S. Sapienza https://web.uniroma1.it/focus/ricerche-nazionali-elocali/ ricerche-nazionali-e-locali;
- partecipazione a diversi eventi di diffusione tra cui si citano le partecipazioni a:
Notte Europea dei Ricercatori, intervista presso RomaTre Radio;
intervista presso Radio Sapienza; partecipazione a Focus Group tematici – Focus group Associazioni, partecipazione a “Biennale dello spazio pubblico”, Esposizione nella Gallery online “Urban Promo”;
- presentazione delle attività di ricerca nell’ambito di conferenze nazionali e internazionali di settore, con organizzazione di sessioni tematiche con responsabilità scientifica;
- pubblicazione di articoli scientifici per riviste di settore.
In ultimo, per consolidare le principali risultanze del progetto, il Gruppo di Ricerca ha predisposto la redazione e la pubblicazione di un libro illustrativo del Progetto VaGAre, che racconta le principali fasi del progetto, dal concepimento dell’idea iniziale, sino alla scelta dei casi-studio, alle applicazioni e ai risultati ottenuti. È possibile prendere visione della pubblicazione al seguente indirizzo: https://www.tabedizioni.it/shop/product/vagare-1343. I risultati del progetto “VaGAre” sono stati presentati durante l’evento conclusivo tenutosi il 15 aprile 2023 presso Palazzo Rospigliosi, nel comune di Zagarolo, uno dei casi studio esaminati in dettaglio dal Gruppo di Ricerca.

L’incontro, volto a illustrare le strategie di valorizzazione delle aree fragili del territorio, è stato coordinato dai professori Andrea Benedetto (Università Roma Tre) e Claudia Mattogno (Università La Sapienza).
La Sindaca di Zagarolo, Dott.ssa Emanuela Panzironi, ha partecipato evidenziando il valore strategico del progetto per il futuro del territorio e ringraziando la comunità per la partecipazione attiva. Nel corso dell’evento, cittadini, associazioni e imprese locali hanno preso parte ai tavoli di confronto, focalizzati su temi quali la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale, la gestione dei rischi idrogeologici e l’ottimizzazione delle risorse, contribuendo con proposte e idee per l’adozione di soluzioni innovative e sostenibili.
La notizia dell’evento è stata successivamente pubblicata sul sito ufficiale del progetto (progettovagare.it) e ripresa da numerosi notiziari locali, confermando il forte interesse suscitato dalle tematiche di ricerca affrontate. In conclusione gli obiettivi prefissati dal progetto sono stati complessivamente perseguiti, confermando il forte interesse di Pubbliche Amministrazioni, stakeholder e, in alcuni casi, coinvolgendo direttamente gli utenti finali rappresentati dalla cittadinanza. Ulteriore fattore non trascurabile, è la fruttuosa sinergia e la consolidata collaborazione di ricerca instaurata e perseguita nel progetto tra i Gruppi di Ricerca coinvolti.
La forte componente di multi-disciplinarietà dei gruppi ha permesso di affrontare gli ambiziosi obiettivi del progetto VaGAre, ottenendo molteplici risultati, confermando l’interesse delle due Università coinvolte a proseguire il percorso di collaborazione attiva instaurata nelle attività di ricerca sviluppate, anche su futuri bandi competitivi di ricerca, sia nell’ambito di future Call bandite dalla Regione Lazio e da Lazio Innova, sia in contesti internazionali nell’ambito di Call Europee.
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