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Trasformare l’economia e la società dell’UE per concretizzare le ambizioni in materia di clima

La Commissione Europea ha reso note le sue proposte per lottare contro il cambiamento climatico

Auto elettrica in ricarica

UE – Foto in primo piano, photo credit: Mike da Pexels

Dal momento della sua istituzione nel 2019, la Commissione UE von der Leyen ha fatto della lotta al cambiamento climatico una delle sue priorità, lanciando un ambizioso piano, denominato “Green Deal europeo”, per far diventare l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

Grazie all’attuale Legislazione dell’UE in materia di clima ed energia, le emissioni di gas a effetto serra dell’UE sono già diminuite del 24% rispetto al 1990.

La nuova Normativa europea sul clima, entrata in vigore a Luglio 2021, sancisce in una Legislazione vincolante l’impegno dell’UE a favore della neutralità climatica e l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Le proposte legislative si fondano su valutazioni d’impatto dettagliate che tengono conto della loro interconnessione con le altre politiche comunitarie.

Il bilancio a lungo termine dell’UE per i prossimi sette anni sosterrà la transizione verde: il 30% del bilancio del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e del NextGenerationEU, dotati di uno stanziamento pari a 2.000 miliardi di Euro, è destinato a sostenere l’azione per il clima, così come il 37% dei 723,8 miliardi dello strumento per la ripresa e la resilienza, che finanzierà i programmi nazionali di ripresa degli Stati membri.

In questo contesto, la Commissione Europea ha adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a raggiungere gli obiettivi prefissati e presenta gli strumenti legislativi per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla Normativa europea sul clima, consentendo di imprimere l’accelerazione necessaria alle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra nel prossimo decennio.

Una rete di punti di ricarica
1. Una rete estesa di punti di ricarica è indispensabile per incentivare l’uso di veicoli elettrici (photo credit: Ahmed Muntasir da Pexels)

Queste proposte riguardano vari settori:

  • l’applicazione dello scambio di quote di emissione a nuovi settori e il rafforzamento dell’attuale sistema di scambio dell’UE;
  • un aumento dell’uso di energie rinnovabili;
  • una maggiore efficienza energetica;
  • una più rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture e dei combustibili necessari a tal fine;
  • l’allineamento delle politiche fiscali con gli obiettivi del Green Deal europeo;
  • misure per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;
  • strumenti per preservare e potenziare la capacità dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio.

Vale la pena dettagliare le misure che riguardano specificatamente il settore dei trasporti. 

Le quote di emissioni

Il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici.

La Commissione propone di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale e di includere per la prima volta le emissioni generate dal trasporto marittimo.

Per ovviare alla mancata riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, è istituito un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici.

La Commissione propone inoltre di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione. Per integrare la cospicua spesa destinata all’azione per il clima nel bilancio dell’UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia.

Una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo sistema per il trasporto stradale e gli edifici dovrebbe essere destinata ad ovviare all’eventuale impatto sociale per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. 

Tassare i carburanti per l’aviazione
2. La Commissione ha proposto di tassare i carburanti per l’aviazione (photo credit: Rathaphon Nanthapreecha da Pexels)

Le energie rinnovabili

La produzione e l’uso di energia rappresentano il 75% delle emissioni dell’UE, per cui è essenziale accelerare la transizione verso un sistema energetico più verde. La Direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l’obiettivo più ambizioso di produrre il 40% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.

Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l’uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti. Per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali, i criteri di sostenibilità per l’uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri devono elaborare regimi di sostegno alla bioenergia.

Per ridurre il consumo globale di energia, diminuire le emissioni e affrontare la povertà energetica, la Direttiva sull’efficienza energetica fisserà, a livello di UE, un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia, alla luce del quale si fisseranno i contributi nazionali, raddoppiando praticamente l’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri.

Le misure per contrastare l’aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali

Oltre allo scambio di quote di emissione, è necessario un insieme di misure per far fronte all’aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021.

Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni.

La Commissione non esclude la possibilità di vietare la vendita di nuovi modelli di veicoli a carburante fossile a partire da 2035 (bisogna però riconoscere che la proposta è osteggiata non solo dalle grandi Case costruttrici di autoveicoli, ma anche da alcuni Stati membri; servirà un gran lavoro diplomatico perché questa proposta possa concretizzarsi).

Per consentire ai guidatori di avere accesso a una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, la revisione del regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.

Il regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi

I carburanti per l’aviazione e il trasporto marittimo causano un inquinamento significativo e richiedono misure specifiche in aggiunta allo scambio di quote di emissione. Il regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi prevede che gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti.

L’iniziativa “ReFuelEU Aviation” obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l’aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell’UE.

Analogamente, l’iniziativa “FuelEU Maritime” incentiverà l’utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie a zero emissioni fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell’energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei. 

La tassazione dell’energia

Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati. La revisione della Direttiva sulla tassazione dell’energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell’UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite ed eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l’uso di combustibili fossili.

Le nuove Norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia, contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte “verdi”.

Un insieme di misure equilibrato

Tutte queste proposte sono collegate e complementari. C’è bisogno di questo insieme di misure equilibrato e delle entrate che genera per garantire una transizione che renda l’Europa equa, verde e competitiva, distribuendo le responsabilità tra i diversi settori e Stati membri e apportando, se del caso, un sostegno supplementare.

Mentre nel medio e lungo termine i benefici delle politiche climatiche dell’UE superano chiaramente i costi di questa transizione, le politiche climatiche rischiano di esercitare, nel breve periodo, un’ulteriore pressione sui cittadini e le PMI; le politiche contenute nel pacchetto presentato ripartiscono quindi equamente i costi della lotta e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

Viene proposto un nuovo Fondo sociale per il clima il cui obiettivo è assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell’efficienza energetica e in una mobilità più pulita.

UE - Frans Timmermans
3. Frans Timmermans, Commissario Europeo per il Green Deal (photo credit: Commissione Europea 2021)

Questo Fondo sarebbe finanziato dal bilancio dell’UE, utilizzando un importo equivalente al 25% delle entrate previste provenienti dallo scambio di quote di emissione dell’edilizia e dei carburanti per il trasporto stradale.

Consentirà di assegnare 72,2 miliardi di Euro agli Stati membri per il periodo 2025-2032, sulla base di una modifica mirata del quadro finanziario pluriennale. Con la proposta di ricorrere a finanziamenti  nazionali analoghi, il Fondo mobiliterebbe in totale 144,4 miliardi.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha dichiarato: “L’economia basata sui combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti. Vogliamo lasciare alla prossima generazione un pianeta sano, nonché buoni posti di lavoro e una crescita che non danneggi la nostra natura.

Il Green Deal europeo è la nostra strategia di crescita che si sta muovendo verso un’economia decarbonizzata. L’Europa è stata il primo continente a dichiarare l’obiettivo della propria neutralità climatica nel 2050 e ora siamo i primi a presentare una tabella di marcia concreta.

L’Europa guida il dibattito sulle politiche climatiche attraverso l’innovazione, gli investimenti e la compensazione sociale”.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “Questo è il decennio decisivo nella lotta contro la crisi climatica e la perdita di biodiversità.

Per arrivare a un futuro verde e sano per tutti saranno necessari sforzi considerevoli in tutti i settori e in tutti gli Stati membri. Nel loro insieme, le nostre proposte stimoleranno i cambiamenti necessari, consentiranno a tutti i cittadini di beneficiare quanto prima dei vantaggi dell’azione per il clima e offriranno un sostegno alle famiglie più vulnerabili. La transizione dell’Europa sarà equa, verde e competitiva”.

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