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Normativa e tecnologie per la riduzione del rischio idrogeologico

sfondo geosintex

Stabilito il coefficiente udometrico ante-operam, stabilito il tempo di ritorno di progetto e determinate le precipitazioni di progetto, occorre calcolare il volume degli invasi compensativi. A tale scopo, generalmente vengono utilizzati due approcci: il “metodo delle piogge o dei serbatoi” e il “metodo dell’invaso”.

In sede di progettazione di nuove trasformazioni urbane, noto il coefficiente udometrico ammesso in uscita, stimato il coefficiente di deflusso medio di progetto è possibile utilizzare le tabelle messe a disposizione dai Consorzi di bonifica per determinare i volumi di compensazione idraulica. Occorre infine tener conto del volume dei piccoli invasi (accumulo di portata nei manufatti presenti all’interno della rete quali pozzetti e caditoie, velo idrico di qualche millimetro che copre le superfici scolanti prima di raggiungere per ruscellamento la rete stessa), pari a circa 35-45 m3/ha, al fine di determinare il volume netto da realizzare. 

Il caso di studio presso il Comune di Padova

Nel comune di Padova è stata progettata la realizzazione di un nuovo centro di distribuzione merci ricadente su un’area classificata nel P.A.I. come P1 “Area a pericolosità moderata”. Per tale zona le Norme prevedono, tra le altre cose, di mantenere le condizioni esistenti di funzione idraulica o migliorarle e di non ridurre complessivamente i volumi invasabili delle aree interessate tenendo conto dei principi dell’invarianza idraulica e favorire, se possibile, la creazione di nuove aree di libera esondazione.

Stimato il coefficiente di deflusso medio pari a ϕ = 0,86, attraverso i dati messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive è stato possibile determinare il volume richiesto per l’invarianza, pari a V = 4.069,10 m3. Tale volume è stato laminato mediante la realizzazione di un bacino di accumulo a dispersione. Al netto dei piccoli invasi, il volume netto da necessario risultava pari a 3.590 m3.