Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Il tratto salentino della ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

L’Acquedotto Pugliese rappresenta ancora oggi, a oltre un secolo dalla sua realizzazione, una delle maggiori infrastrutture di approvvigionamento idrico potabile del mondo: grazie a una capillare rete di condotte, distribuisce le acque dall’Appennino Irpino a buona parte del territorio pugliese

Il tratto salentino della ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Laddove si prevedono tratti di nuova costruzione, è stato adottato lo standard ottimo dell’all. 4 prevedendo una larghezza di 3,5 m con fondo pavimentato. Per garantire la sicurezza del cicloturista anche nelle intersezioni, si è prevista l’adozione di avvisi luminosi attivabili al passaggio del ciclista, nonché varie soluzioni di riordino della carreggiata stradale e di moderazione del traffico con l’adozione di segnaletica specifica.

Il tracciato principale del tronco salentino, lungo 157 km, ha origine a Monte Fellone. Da qui si dirige verso Grottaglie toccando la centrale idroelettrica di Battaglia. Attraversato lo storico quartiere delle ceramiche con tratte in sede propria, si collega alla stazione ferroviaria per l’intermodalità treno + bici e si prosegue verso Sud fino a costeggiare il lago Pappadai e il Santuario della Madonna della Grazie.

Superato San Marzano, su strade rurali si raggiunge Manduria e la stazione ferroviaria dove dopo circa 43 km si conclude il primo tronco. Da qui, tramite la strada di servizio del Consorzio dell’Arneo e quindi lungo il sedime dell’Acquedotto del Sinni (terzo lotto), toccato il serbatoio di Zanzara, si scende verso Nardò dove si conclude il secondo tronco di 48 km.

Dopo Nardò e il suo torrino pensile urbano, si tocca il Serbatoio di Seclì e l’impianto storico di sollevamento di Galatone e attraverso distese di ulivi e dolci saliscendi si arriva al serbatoio di Parabita e da qui a Ruffano. Si prosegue verso Specchia e il Villaggio di Cardigliano.

Fra campi di ulivi si raggiunge Montesardo e Solignano e con tratti in promiscuo nella campagna si giunge all’ultimo tratto in sede propria che apre la visione al Santuario di Santa Maria di Leuca, al faro, alla cascata monumentale e al mare.

Inoltre, sono previsti 32 km di diramazioni che garantiscono un facile accesso ai molti punti di attrazione del territorio e aumentano l’interconnessione sia con il sistema ferroviario, sia con la rete cicloturistica esistente e futura, e con le reti ciclabili locali.

La percezione dell’itinerario durante la percorrenza sarà garantita dall’adozione di elementi di facile lettura e riconoscibilità che rimangono invariati da Spinazzola a Leuca, riproponendo lo stesso logo e la stessa segnaletica di indicazione turistica.

Inoltre, alcuni elementi caratterizzanti si ripeteranno lungo il tracciato quali i cippi chilometrici, le fontane storiche AQP (previste in ogni area di sosta), una segnaletica di direzione specificatamente dedicata al ciclista, pittogrammi sulla carreggiata.