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Il processo come identità sostenibile

Quando il riciclo dell’asfalto diventa davvero sostenibile. Dalla gestione del materiale recuperato alla scelta delle soluzioni di trattamento, il “riciclo verde” può preservare la qualità del Rap, ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza operativa. È quanto emerso dal convegno dell’ing. Filippo D’Addato, COO di Cams e dedicato al ciclo green dell’asfalto all’ultima edizione di Asphaltica World.

1. Fresato d’asfalto

Nel mondo delle infrastrutture stradali, il riciclo dell’asfalto è ormai pratica consolidata, anche grazie ai Cam Strade che orientano fortemente verso questa direzione. Ma la sua sostenibilità reale – quella che tiene insieme qualità tecnica, efficienza economica e tutela ambientale – dipende dal modo in cui viene realizzato. Questo il messaggio emerso durante il convegno dedicato al ciclo green dell’asfalto organizzato da Siteb nell’ambito di Asphaltica World 2025, svoltasi a Bari lo scorso ottobre. Al centro del mio intervento, un concetto preciso: il riciclo può dirsi “verde” solo quando riesce a preservare il valore tecnico del materiale recuperato, riducendo al contempo consumi, emissioni e costi operativi.

L’ingegnere Filippo D’Addato, COO di Cams

Una visione che per l’azienda emiliana non è teoria, ma pratica industriale consolidata: ha costruito, infatti, la propria identità proprio attorno a tecnologie di trattamento a basso impatto, con particolare focus sulla triturazione a rotazione lenta.

Da fresato a risorsa ingegneristica

Il Rap – fresato d’asfalto – non è un materiale residuale, ma una materia prima seconda ad alto contenuto tecnico. Ha già dimostrato sul campo le proprie performance meccaniche e funzionali.

Per questo, sottolinea D’Addato, la qualità del riciclo comincia ben prima della macchina:

  • trasporto con mezzi idonei e puliti;
  • stoccaggio su superfici impermeabili;
  • separazione per provenienza (fresato stradale o sfridi di produzione);
  • protezione da contaminazioni e umidità.

Solo così il materiale mantiene le caratteristiche originarie che rendono possibile un riutilizzo efficace, conforme ai Criteri Ambientali Minimi e alle richieste sempre più stringenti delle stazioni appaltanti.

Il cuore tecnologico: i trituratori

Nel sistema proposto da Cams, il trituratore rappresenta il nucleo tecno-green dell’impianto. La scelta della rotazione lenta a doppio albero controrotante non è casuale: disgrega gli agglomerati per taglio, separando le particelle senza frantumare l’inerte e senza disperdere il bitume.

La differenza rispetto alla frantumazione ad alta velocità è sostanziale: il mulino a martelli genera filler e altera la struttura del materiale, la triturazione lenta invece conserva la granulometria e il rivestimento bituminoso.

La frantumazione a bassi giri, pertanto, produce un materiale con una curva granulometrica omogenea, adatto a svariate applicazioni. Il risultato è un Rap pronto per essere reimpiegato con minori necessità di integrazione di legante vergine. Un vantaggio tecnico che si traduce in beneficio economico e ambientale.

3. Impianto Fotovoltaico che alimenta impianto di triturazione e riciclo inerti
Numeri che confermano l’approccio

Le prove comparative presentate durante il convegno mostrano differenze significative:

  • produzione di frazioni fini fino a quattro volte inferiore rispetto alla frantumazione tradizionale;
  • drastica riduzione delle polveri;
  • livelli di rumorosità abbattuti fino a oltre il 90% in termini percepiti;
  • riduzione dei consumi di carburante che può arrivare al 55% nelle versioni ibride;
  • taglio delle emissioni di CO2 fino al 74%.

Non è solo una questione di performance meccanica, ma di sostenibilità operativa complessiva.

4. A sinistra il RAP da un trituratore CAMS, a destra quello da un mulino a urto, con più filler
Impianti su misura, visione di sistema

Un altro elemento distintivo di Cams è la proposta dell’alimentazione dei trituratori, disponibili in versione completamente elettrica o ibrida. Quando collegati alla rete di cantiere, i sistemi elettrici consentono di lavorare a emissioni locali zero. In modalità ibrida, i consumi restano significativamente inferiori rispetto alle soluzioni idrauliche tradizionali. A questo si aggiunge l’utilizzo esclusivo di oli biodegradabili, scelta che tutela il contesto operativo anche in caso di eventuali dispersioni accidentali. L’approccio Cams non si limita alla singola macchina. L’azienda propone configurazioni mobili, semimobili o fisse, progettate per integrarsi in modo coerente con le esigenze del cantiere e con i volumi produttivi richiesti. Fondamentale è l’integrazione tra triturazione e vagliatura: la separazione del rap in classi granulometriche distinte consente di ottimizzare il riutilizzo nelle diverse miscele, migliorando qualità e continuità operativa. Il riciclo diventa così un processo industriale completo, non una semplice fase accessoria. Dal confronto emerso ad Asphaltica World 2025 appare evidente che la sostenibilità nel riciclo dell’asfalto non è uno slogan. È una conseguenza tecnica di scelte precise. Per Cams significa progettare macchine che preservano il materiale, riducono consumi ed emissioni, migliorano le condizioni operative in cantiere e garantiscono performance costanti nel tempo.

In definitiva, il riciclo diventa davvero green quando tecnologia, processo e visione industriale lavorano insieme. E quando il cuore meccanico dell’impianto – il trituratore – è progettato non per distruggere, ma per conservare valore.

6. Malavasi MG-7 Super e
Due novità in anteprima mondiale

In termini di gamma, Cams è in procinto di lanciare diverse novità. La prima è il nuovo frantumatore mobile ibrido UTM 1500G, in mostra in anteprima mondiale a marzo al Conexpo di Las Vegas, nello stand del dealer statunitense GrinderCrusherScreen. La lettera G sta per “green”.
Si tratta di un impianto mobile per la frantumazione e il riciclaggio di inerti, asfalto, macerie, legno e altri materiali, che integra un trituratore FTR 1500 con bocca da 1.500 x 1.000 mm, tramoggia ribaltabile da 3 m³ e nastro di scarico da 800 mm. La produzione può raggiungere le 200 t/h, con dimensioni compatte (11.100 mm di lunghezza, 2.320 mm di larghezza, 3.100 mm di altezza) e peso operativo di 19.500 kg, ottimizzati per il trasporto. Elemento distintivo della serie UTM è l’alimentazione ibrida: l’impianto può infatti operare in modalità diesel-elettrica grazie al gruppo elettrogeno integrato, oppure completamente elettrica, eliminando l’impiego del motore diesel e abbattendo le emissioni.
La lenta rotazione degli alberi del trituratore contribuisce inoltre alla riduzione dell’inquinamento acustico e delle polveri, rendendo la macchina idonea anche a contesti operativi sensibili.
Tra le dotazioni: programmi automatici per materiali differenti, capacità di lavorare materiali bagnati, consumi contenuti e alta resistenza all’usura. Disponibile gruppo elettrogeno CAT C7.1 Stage V da 200 kW con alternatore MeccAlte da 350 kVA (serbatoio 200 l), oltre a optional quali sistema di pesatura, pompa abbattimento polveri, ingrassaggio automatico, GPS e spintori idraulici.

5. La CAMS UTM 1500 G in partenza per Conexpo

Altra novità, anch’essa presentata per la prima volta al Conexpo, nello spazio espositivo di un altro dealer a stelle e strisce, Hitek Equipment, è la vibrofinitrice stradale MG7 Super-e di Malavasi, storico marchio italiano, oggi parte del gruppo Cams. È una macchina compatta per interventi di manutenzione stradale e pavimentazioni di piccola scala, dotata di piastra riscaldata elettricamente per il controllo ottimale della temperatura e per una stesa uniforme del conglomerato. Il vibrante elettrico integrato migliora la compattazione e la qualità superficiale del tappeto. Il banco è regolabile in larghezza da 30 cm a 200 cm e in altezza di stesa da -5 cm a 25 cm, con inclinazione negativa fino a -10°, garantendo elevata adattabilità operativa. Tra i plus: riduzione significativa della manodopera, tempi di intervento più rapidi rispetto ai metodi tradizionali, velocità fino a 18 m/min e costi operativi contenuti. Disponibile serbatoio emulsione da 200 L con sistema di spruzzatura integrato.

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