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Il micro-drenaggio delle acque meteoriche sulle strade

L’ambiente entra prepotentemente in strada: un approfondimento sul significato del micro-drenaggio, protagonista della trasformazione ecologica

Micro-drenaggio acque meteoriche

Oggi ci occupiamo di dotazioni di sicurezza della strada. In particolare, faremo il punto sul micro-drenaggio delle acque meteoriche al suolo, in assenza del quale la strada può divenire – in caso di ristagno di acque piovane – una fonte di rischi per l’utenza della strada, particolarmente per chi viaggia su due ruote.

In materia di Norme ambientali, si registrano profonde modifiche, rendendo la materia di primaria importanza nella Normazione delle Caratteristiche Minime Ambientali (CAM), quest’ultimo obbligatorio negli appalti pubblici di costruzione e opzionale nei lavori pubblici delle infrastrutture, in particolare sulle strade, come caratteristica premiante negli appalti alle condizioni più vantaggiose. Al di fuori dei lavori pubblici, la materia del micro-drenaggio delle acque meteoriche rimane al governo dello stato dell’arte, a discrezione di professionisti e progettisti.

La crescita del micro-drenaggio delle acque meteoriche, all’interno della cura ambientale del territorio, fa emergere questa materia da comparsa a protagonista della trasformazione ecologica e rende la materia più strettamente ed efficacemente protetta da disposizioni legislative ad hoc.

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1.

Gli effetti del passaggio dal puro stato dell’arte alla Legislazione ambientale comportano un mutamento profondo delle prestazioni in materia e degli obblighi ivi connessi, onde la materia si divide in tre filoni:

  1. caratteristiche minime ambientali obbligatorie in base al D.M. del Ministero della Transizione Ecologica dell’Ottobre 2017 obbligatorie in materia di costruzioni e loro pertinenze;
  2. prestazioni opzionali, ove richieste come caratteristiche premianti nelle gare alle condizioni più vantaggiose in materia di infrastrutture pubbliche, in primo luogo le strade;
  3. riferimento al puro stato dell’arte, senza obblighi giuridici se non quelli di ottemperare alla esistente Normazione tecnica per le prestazioni fra privati, che non richiedono la presenza del CAM, salve pattuizioni contrarie.

Così non solo questo mercato si divide in tre, ma ciò permarrà per tutto il periodo della durata della transizione ambientale, alla fine della quale si prevede che vi sarà una riunificazione a livello più vasto, cioè quello della obbligatorietà del CAM per tutte le contrattazioni pubbliche e private che siano afferenti prestazioni di beni, servizio e lavori.

Ma oltre la qualificazione legislativa, muta anche il modo di progettare ed eseguire la prestazione: nella accezione prevista dalle leggi ambientali, infatti, il micro-drenaggio delle acque meteoriche viene trattato non già in via isolata, come azione a sé stante, ma in filiera con altre attività ivi connesse, quali il recupero delle acque piovane, la loro separazione dalle acque reflue, il loro stoccaggio in piccoli invasi di prossimità multiuso e varie altre operazioni connesse.

Tale processo viene esaminato nel suo complesso dal CAM e dalle cinque disposizioni che determinano il suo funzionamento e, di conseguenza, si prevede che in futuro le gare di appalto verranno bandite con prestazioni in filiera, a cui gli appaltatori dovranno adeguarsi con lavorazioni coordinate.

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2.

Non basta: di recente si è aggiunta una ulteriore modifica in corso di elaborazione sul “drenaggio sostenibile”, cioè un’operazione a più partner (canalette per il deflusso dell’acqua piovana in eccesso al suolo, copertura del suolo con superfici autodrenanti e a “verde”). Questi ultimi due interventi sono volti ad alimentare la falda acquifera sottostante, unitamente alla necessità di deflusso garantito dalle canalette di adduzione dell’acqua. Tale partnership dovrà risultare operante in determinate percentuali di riferimento fra le relative azioni suddette, opportunamente coordinate, affinché sia eliminata l’acqua in eccesso.

Sia l’attività di filiera che quella di partnership si dovranno armonizzare fra di loro al fine di raggiungere lo scopo voluto, quello cioè di tutelare il territorio ed il sottosuolo, mantenendone i naturali equilibri in presenza di surplus di acqua sempre più spesso formatasi al suolo dall’incalzare dei mutamenti climatici.

In particolare, in un recentissimo D.M. del Ministero della Transizione Ecologica, afferente il CAM Strade, si precisa che il micro-drenaggio lineare delle acque meteoriche continuerà ad effettuarsi, sotto profilo tecnico, ai sensi della Norma UNI EN 1433, con l’obbligo di attenersi tassativamente all’elenco dei materiali indicati dalla Norma stessa (salve le eccezioni concordate formalmente con il ministero competente), senza deroga alcuna, neppure quelle previste in sede CAM circa l’uso in varie percentuali di materiali riciclati al posto di quelli originari.

caditoia intasata
3.

Insomma, con l’acqua non si scherza: quando essa si infuria la forza sviluppata è tale che occorrono i materiali più resistenti possibile per contenerla, quindi essi non possono essere materiali riciclati ma originari.

Pare evidente che queste modifiche di fondo del micro-drenaggio delle acque meteoriche al suolo abbiano degli effetti importanti sulle politiche industriali e commerciali.

Per quanto riguarda la gestione delle gare pubbliche, vedremo come il fenomeno si andrà a sviluppare nei prossimi mesi e ne faremo esperienza, giorno per giorno, al fine di raggiungere i risultati migliori, possibilmente nel comune interesse.

Molto altro avremmo da dire in argomento ma ci fermiamo qui. Ci piacerebbe però aprire, al riguardo, un dialogo con i lettori per conoscere le loro opinioni, le loro idee, i loro suggerimenti su questa nuova materia che ci vede tutti impegnati al massimo delle nostre possibilità.

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