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Il mercato europeo dei veicoli elettrici

La Federazione europea per i Trasporti e l’Ambiente ha pubblicato un documento sul rapporto fra veicoli elettrici e ambiente

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Dopo anni di aumento delle emissioni di CO2 nel settore trasporti, è entrata in vigore la Norma UE 2020/21 sulle emissioni di CO2 delle auto e, quasi istantaneamente, le emissioni di CO2 delle nuove auto sono diminuite a partire dal Gennaio 2020.

Ma, proprio quando le vendite di auto elettriche stavano decollando, la pandemia Covid-19 ha causato un blocco dell’attività e ha portato a un arresto virtuale delle vendite di auto.

Dato che le Norme CO2 per il 2020/21 rimangono in vigore, nonostante i tentativi di posticipazione, e visto che le vendite di auto sono in ripresa, la domanda che bisogna porsi è se le Case Automobilistiche raggiungeranno l’obiettivo di quest’anno o saranno costrette a pagare multe? E questo cosa implica per il nascente mercato europeo dei veicoli elettrici?

In questo report si analizzano le performance delle Case Automobilistiche nella prima metà del 2020 e le loro strategie per raggiungere la conformità agli standard di CO2; in più si fornisce una previsione del mercato europeo dell’auto elettrica per il 2021.

Spinte dall’entrata in vigore delle Norme UE sulle emissioni di CO2 e a dimostrazione del loro successo, le auto elettriche hanno registrato un boom di vendite nella prima metà del 2020, raggiungendo una quota di mercato dell’8%.

Le vendite sono in costante crescita e hanno affrontato e superato meglio la pandemia rispetto alle auto diesel o a benzina. Gli incentivi all’acquisto in numerosi Paesi, concessi e finanziati a partire da metà estate, stanno indubbiamente confermando il successo della mobilità elettrica.

Le crescenti vendite di auto elettriche in tutto il mercato Europeo hanno portato a una notevole riduzione delle emissioni di CO2 delle nuove auto. Alcuni Produttori hanno già raggiunto i loro obiettivi di CO2 per il 2020, mentre molti altri li raggiungeranno presto.

Dai livelli del 2019 di oltre 122g/km, le emissioni di CO2 delle nuove auto sono scese a 111 g/km, il maggiore calo dall’entrata in vigore degli standard di CO2 nel 2008.

auto elettriche
1. Il mercato delle auto elettriche è in progressione in tutta l’UE

Dal 1° Luglio 2020, il Gruppo PSA, Volvo, il pool FCA-Tesla e il Gruppo BMW sono già conformi in base alle loro prestazioni nella prima metà dei loro obiettivi, mentre Renault, Nissan, il pool Toyota-Mazda e Ford hanno un gap di soli 2 g CO2/km, ovvero di appena l’1%-2%.

I Produttori che hanno ottenuto il minor miglioramento finora e che si ritrovano di conseguenza più lontani dai loro obiettivi sono Daimler e Jaguar-Land Rover, con un gap di 9 g/km (9%) e di 13 g/km (10%). Il Gruppo Volkswagen si trova a metà strada con un ulteriore sforzo richiesto di 6 g/km (o 6%), insieme a Hyundai-Kia con 7 g/km (8%).

T&E ha calcolato la probabile quota di auto elettriche in Europa nel 2020 e nel 2021, analizzando le strategie di conformità delle singole Case Automobilistiche, che possono raggiungere gli obiettivi tramite diversi strumenti: l’incremento delle vendite di plug-in; il miglioramento dell’efficienza del carburante dei motori convenzionali (compresi gli ibridi) o l’utilizzo delle flessibilità normative come il pooling (condivisione/raggruppamento).

Il modello di T&E usa come base la composizione delle vendite e le emissioni di CO2 della prima metà del 2020.

Successivamente, basandosi sulle previsioni di produzione, aggiusta rispetto alla relativa importanza delle vendite di auto a batterie, ibridi plug-in e ibridi e infine incorpora gli annunci dei singoli piani e lanci di veicoli elettrici.

Una constatazione fondamentale è che, per raggiungere l’obiettivo del 2020 in tutta l’UE, la metà del gap – più di 13 g/km – sarà colmato grazie alle flessibilità normative, principalmente i super-crediti, l’applicazione graduale della Norma al 95% della flotta, l’aggiustamento in termini di peso e i crediti per le innovazioni ecologiche.

Soltanto il 30% circa del divario di quest’anno dovrebbe essere colmato dalla vendita di auto plug-in, che raggiungerà quasi il 50% nel 2021, dato che alcune delle flessibilità saranno esaurite. Ipotizzando il totale raggiungimento degli obiettivi da parte delle Case Automobilistiche, le vendite di auto elettriche si sono attestate al 10% nel 2020 (considerando UE27, Regno Unito, Norvegia, Islanda e Liechtenstein), o il 9% per l’UE27.

Ciò equivale al triplo della quota di vendite del 3% rispetto al 2019 per l’UE28. Nel 2021, tale quota arriverà a un ancor più impressionante 15% (14% per l’UE-27). Le stime T&E prevedono che nel 2020 la maggior parte delle Case Automobilistiche avranno una quota di EV che andrà dal 10% al 14%.

Nonostante la crisi da Covid-19, si prevede che il numero totale di auto elettriche vendute in Europa sarà più che triplicato nel 2021 rispetto al 2019, passando da mezzo milione a 1,8 milioni di veicoli venduti nel mercato Europeo.

Grazie ai modelli full electric di punta del mercato di massa, le Case Automobilistiche sono in grado di ridurre in modo significativo le loro emissioni medie di CO2. Alcune marche (come Renault o Volkswagen) si affideranno a nuovi modelli “full electric” per raggiungere i loro obiettivi, mentre altre (come la Toyota) si affideranno principalmente al processo di “ibridazione” dei modelli convenzionali. Altre, infine, utilizzano il sistema del pooling per raggiungere i propri obiettivi (è il caso del Gruppo FCA e la sua collaborazione con Tesla).

L’elettrificazione è ora una parte fondamentale delle strategie industriali di diverse Case Automobilistiche. Sebbene sia stato concepito come un regolamento sul clima, gli standard EU 2020/2021 di CO2 per auto sono l’esempio moderno di una politica industriale che spinge le industrie automobilistiche a investire e a fornire tecnologie a zero emissioni e a prova di futuro in Europa.

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2. La mancanza di infrastrutture adeguate è uno dei principali freni all’acquisto di auto elettriche

Ma, malgrado tutto, le cifre mascherano i consecutivi fallimenti nel tagliare le emissioni di CO2 dei veicoli negli ultimi anni. Le emissioni di CO2 delle nuove auto sono aumentate tra il 2016 e il 2019, dato che le vendite di SUV sono sempre in crescita, fino a raggiungere il 39% nel 2020.

Inoltre, la metà di tutte le vendite di plug-in, ad oggi, sono ibridi plug-in (detti anche “finti elettrici”) che raramente vengono caricati alla presa elettrica ed emettono dalle due alle quattro volte più CO2 nel mondo reale rispetto a quanto mostrato nei test di laboratorio.

E, a fronte di un’impennata delle vendite di plug-in, Case Automobilistiche come Daimler e Audi continuano a vendere migliaia di auto di lusso con emissioni ben superiori ai 200 g/km, nonostante le tecnologie di elettrificazione siano disponibili anche per questi modelli di fascia alta.

Le previsioni di vendite di plug-in nel 2021 del 10-15% sottolineano l’inadeguatezza degli attuali target di CO2 per le auto al 2025 e al 2030. C’è il rischio reale che l’offerta di auto elettriche ristagni per tutto il decennio, proprio nel momento in cui la tecnologia diviene sempre più matura e la domanda del mercato aumenta.

Il mercato europeo dei veicoli elettrici, secondo l’attuale regolamento, crescerebbe soltanto del 7% nel periodo 2021-2025 e del 9% all’anno entro il 2030 rispetto al raddoppiamento annuale testimoniato e previsto per ogni anno nel periodo 2019-2021.

Invece di un mercato stagnante, nel decennio 2020-30 le vendite di auto elettriche dovrebbero entrare nella curva di diffusione della tecnologia, con un mercato di massa che si sta sviluppando in tutta Europa. Il caso della Norvegia dimostra quanto velocemente possa crescere il mercato: dal 6% delle vendite nel 2013 a quasi il 50% nel 2018.

Con le auto elettriche che raggiungeranno la parità di prezzo con le auto diesel e benzina a partire dal 2022, la crescita dovrà accelerare molto più velocemente di quanto previsto dall’attuale quadro normativo, in modo da poter vendere l’ultima auto con motore a combustione interna entro il 2035 e raggiungere le zero emissioni entro il 2050.

Di conseguenza, in sede di revisione degli standard in materia di CO2 prevista per la metà del 2021 sarà essenziale fissare obiettivi annuali ben più ambiziosi a partire dal 2025.

Il 2020 era atteso da molti come l’anno dell’auto elettrica in Europa. E, nonostante la pandemia, il mercato dei plug-in non ha deluso. Il diesel, in passato propagandato come la tecnologia per soddisfare gli standard di CO2 delle auto, ha mantenuto un basso volume di vendite (27%), segnando un punto di non ritorno con lo scandalo del dieselgate e dei numerosi divieti di circolazione all’interno delle città.

Ma la battaglia per una mobilità pulita è tutt’altro che finita: le vendite di modelli ad elevate emissioni, come i SUV, sono in pieno boom, e auto anche più grandi, tipo i pick-up, si stanno lentamente facendo strada sulle già congestionate strade europee.

Ancora peggio, la metà delle plug-in oggi vendute è costituita da ibridi plug-in “finti elettrici” che difficilmente possono essere considerate una soluzione alla crisi climatica.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui modelli elettrici cinesi hanno fatto l’ingresso nel mercato europeo, a testimonianza dell’incapacità delle Case Automobilistiche europee nel fornire un numero sufficiente di veicoli elettrici per soddisfare un mercato in espansione.

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3. Con le auto elettriche che raggiungeranno la parità di prezzo con le auto diesel e benzina a partire dal 2022, la crescita dovrà accelerare molto più velocemente di quanto previsto dall’attuale quadro normativo

Così, mentre l’auto elettrica sta finalmente diventando prioritaria nel mercato Europeo, c’è ancora molto da fare per raggiungere il Green Deal e la mobilità a zero emissioni promessa dai politici europei e nazionali.

Stante la situazione climatica odierna e la rivoluzione industriale in atto, l’Europa non può permettersi di lasciare indietro nessuno mentre entra nella nuova Era della mobilità elettrica.

La Federazione europea per i Trasporti e l’Ambiente

La Federazione europea per i Trasporti e l’Ambiente, meglio conosciuta con la sigla T&E (dall’inglese Transport and Environment), è un’Associazione internazionale con sede a Bruxelles che raggruppa più di 50 ONG attive nel settore dei trasporti e/o dell’ambiente di 24 Paesi europei (per l’Italia sono presenti Legambiente, Kyoto Club e Cittadini per l’aria).

Creata nel 1989, il suo scopo è “promuovere una politica dei trasporti fondata sullo sviluppo sostenibile, che minimizzi l’effetto negativo sull’ambiente e la salute e massimizzi la sicurezza e l’accesso ai trasporti per tutti”. È una delle Organizzazioni abilitate a partecipare ad alcuni lavori e studi della Commissione Europea in qualità d’esperti e figura nel Registro di trasparenza europeo per le Associazioni.

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