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Guida pratica alla Valutazione di Impatto Ambientale

Per ottenere un esito positivo nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ci sono molte variabili da considerare. Il Consulente che affianca i Committenti in questa fase ricopre un ruolo determinante per il successo di un progetto

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Il Consulente che affianca i Committenti nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ha il compito di sostenere e consigliare il proponente in tutte le fasi del progetto fino al conseguimento del parere di compatibilità, ma anche in corso d’esercizio dell’opera. Ecco tutti i dettagli riguardo alla procedura e come eseguirla in modo efficiente.

Che cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale

La procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) comprende una serie di fasi che hanno l’obiettivo finale di individuare, descrivere e valutare a scopo preventivo l’impatto di un’opera sull’ambiente e di identificare le misure atte a prevenire, eliminare o rendere minimi gli impatti negativi su di esso.

In particolare, comprende:

  • la fase di verifica di assoggettabilità alla VIA;
  • la preparazione dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) da parte del Committente;
  • lo svolgimento delle consultazioni con il pubblico e i portatori di interesse;
  • l’esame da parte dell’Autorità competente di tutte le informazioni presentate;
  • il parere di compatibilità ambientale.

Come si può facilmente dedurre, è un processo piuttosto complesso: per questo affidarsi a un partner esperto è fondamentale (https://www.nexteco.it/lab/la-procedura-completa-per-ottenere-la-valutazione-impatto-ambientale). Cerchiamo di chiarire le varie fasi nei prossimi paragrafi.

Verifica di assoggettabilità alla VIA

La fase di verifica di assoggettabilità è un passaggio preliminare necessario a chiarire se il progetto possa avere un impatto significativo e negativo sull’ambiente e quindi debba essere assoggettato alla VIA.

L’attivazione del processo dipende dalla tipologia di opera, più precisamente dalle sue caratteristiche dimensionali.
Avvalendosi di un partner esperto in materia, si ha il vantaggio di risolvere velocemente il dubbio sull’effettiva necessità della procedura e di avere un aiuto valido nella predisposizione dello studio preliminare che riporta contenuti simili a quelli dello studio di impatto.

Le tipologie di impatto ambientale

L’impatto ambientale di un’opera è il frutto dell’interazione tra le attività previste e il contesto territoriale nel quale si inserisce. Per riconoscere e valutare l’impatto, si procede con l’analisi del progetto e dell’ambiente. La cura con cui sono elaborate queste analisi è determinante per la qualità della valutazione e consente di incrementare la probabilità di superare con successo la procedura di VIA.

La metodologia

Il Consulente supporta costantemente il proponente del progetto e porta il suo valore aggiunto nel momento della valutazione dell’incidenza ambientale e della redazione dello studio di impatto.

Il partner deve quindi valutare gli effetti ambientali del progetto, considerando tutti i fattori di rischio. La criticità delle risorse ambientali e la pericolosità delle proposte progettuali sono i due elementi principali che determinano il rischio, a cui si aggiunge la valutazione degli effetti sulla popolazione.

Il monitoraggio ambientale

Il monitoraggio ambientale (PMA) rientra nei contenuti dello Studio di Impatto e consiste nell’insieme di azioni che consentono di verificare gli effetti generati dall’opera l’attendibilità delle previsioni effettuate in fase valutativa.

Il PMA è un documento di progetto che definisce le componenti ambientali da sottoporre al controllo, il tipo di verifica, i tempi e la cadenza delle misure. Per la sua redazione è necessario un approccio metodologico preciso che è illustrato in linee guida specifiche:

  • progetto di monitoraggio ambientale delle opere;
  • progetto di monitoraggio ambientale delle infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi;
  • linee guida per la predisposizione del progetto di monitoraggio ambientale delle opere soggette a valutazione di impatto ambientale (D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.; D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.).

Le funzioni chiave del monitoraggio sono due:

  1. fornire la reale misura dell’evoluzione dello stato dell’ambiente nelle varie fasi di attuazione dell’opera;
  2. consentire ai soggetti responsabili (proponente, autorità competenti) di individuare i segnali necessari per attivare preventivamente e tempestivamente eventuali azioni correttive.

Una volta che il progetto ha conseguito la compatibilità ambientale e che il piano di monitoraggio è stato condiviso con gli Enti competenti (ISPRA, ARPA, ecc.), è il momento di iniziare a raccogliere i dati che consentiranno di verificare lo stato dell’ambiente in relazione all’avanzamento dell’opera.

Secondo le linee guida, il periodo che precede l’avvio dei lavori di costruzione o di realizzazione di un’opera deve avere una durata minima di un anno. Nel momento in cui si avviano le attività di monitoraggio risulta indispensabile:

  • attivare un’organizzazione che ponga in stretta relazione le strutture incaricate del monitoraggio con le figure coinvolte nella realizzazione dell’opera (direzione di cantiere, capi-cantiere, ecc.);
  • attivare una comunicazione rapida ed efficace fra i principali attori dell’iniziativa (strutture incaricate dei lavori, organi di controllo) a beneficio di una corretta comunicazione con il pubblico;
  • dotarsi degli strumenti tecnologici più evoluti (connettività, software, tecnologie web, ecc.).

L’importanza della scelta del Consulente

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la scelta del Consulente è determinante per assicurare il successo del progetto e l’efficienza dal punto di vista autorizzativo.

Nella fase di selezione del Fornitore dei servizi ambientali, la valutazione deve essere fatta nella sua globalità, poiché un’esperienza diversificata in più settori, territori e attività è garanzia di una conoscenza più approfondita delle dinamiche che possono causare seri ritardi nella realizzazione di un’opera.