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Lavori in tempi da record all’aeroporto di Bologna

Riqualificati in soli quattro giorni, con una completa ricostruzione, un tratto di pista di 1 km di lunghezza e un intero raccordo

sfondo aeroporto bo

L’intervista al Responsabile Unico di Procedimento

La Redazione di “Strade & Autostrade” ha poi incontrato il RUP di Aeroporto di Bologna SpA, Ing. Paolo Sgroppo, al quale ha posto alcune domande.

“Strade & Autostrade”: “Per prima cosa, vuole parlarci del piano di manutenzione di cui è oggetto l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna? Da quali problematiche ed esigenze nasce e in quante fasi si articola?”.

“Paolo Sgroppo”: “L’intervento che si è appena concluso corrisponde al secondo step di un piano di manutenzione straordinaria decennale delle pavimentazioni di volo, determinato dai dati funzionali e strutturali contenuti nel sistema APMS dell’aeroporto G. Marconi di Bologna.

I lavori di riqualifica della pista vengono gestiti sfruttando un PMS (Program Management System), di cui ci siamo dotati da tempo, e che ci permette di avere una programmazione sulle attività da eseguire su tutte le aree operative. Basandoci sullo stato dell’infrastruttura e sull’acquisizione di dati anno per anno, e sfruttando l’inserimento di dati in un adeguato sistema di report, noi siamo in grado di individuare le carenze e predisporre il piano manutenzione, che si articola in diversi scenari: manutenzione straordinaria oppure ordinaria. In questo caso parliamo di manutenzione straordinaria”.

“S&A”: “Più nello specifico, cosa prevedeva la fase dei lavori recentemente conclusa e com’era strutturato il Capitolato?”.

“PS”: “La fase appena ultimata, denominata “Fasi A+D”, riguardava un tratto di circa 1 km di pista più un raccordo dall’ingresso dell’aeroporto fino all’uscita sulla taxiway, ed era la tappa intermedia, assegnata con una gara d’appalto separata, di un programma generale che è iniziato nel 2014 e che si concluderà nel 2020.

L’intervento di riqualifica, completato in 102 ore, ha interessato 1.011 m della pista di volo e il raccordo Golf, con il rifacimento dello strato di usura in SMA ad alto modulo per una superficie di circa 72.000 m2, di cui quasi il 40% di risanamento dell’intera sovrastruttura, con oltre 14.000 m3 di fresatura, 25.000 m2 di stabilizzazione a cemento della fondazione esistente di 30 cm, e 28.000 m2 di ricostruzione di due strati di base ad alto modulo di 10 cm ciascuno e di uno strato di binder ad alto modulo, anch’esso di 10 cm.

Il totale di conglomerato steso è pari a circa 29.000 t, ed è stato fornito da sette impianti, che sono stati oggetto di prequalifica nella fase preliminare”.