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Fascicolo n° 126 Novembre/Dicembre 2017

copertina 126

Le potenzialità di sviluppo italiane: Pacchetto Industria 4.0 e Green Economy

Il PIL, prodotto interno lordo, non basta per capire lo stato di salute di un Paese. L’Italia aderisce ad Agenda 2030 dell’ONU, che fissa 17 obiettivi di “sviluppo sostenibile” in campo economico, sociale e ambientale da raggiungere entro 13 anni. Una rincorsa che vede il nostro Paese in affanno. Se continua così, l’Italia non riuscirà a raggiungere gli obiettivi: urge un profondo cambiamento culturale che preveda riforme, altrimenti il richio è di rimanere costantemente indietro.

Luci e ombre anche nelle infrastrutture: se la banda larga ad almeno 10 megabit ha superato per la prima volta il 50% delle abitazioni, la rete stradale è sostanzialmente ferma da anni e gli acquedotti sono vecchi. E continua l’espansione urbana nei comuni a rischio sismico nei 1.750 dell’Appennino la crescita è del 3% annuo.

Ci sono però potenzialità di sviluppo da non trascurare, come la strategia energetica nazionale e la quarta rivoluzione industriale: questo salto tecnologico può avere enormi effetti positivi anche per le sfide della sostenibilità ambientale e del miglioramento della qualità della vita. In questa fase storica si intravede un “grande potenziale di sviluppo” della Green Economy in cui l’industria italiana deve arrivare per prima.

Occorre fissare una lista precisa e trasparente di infrastrutture e semplificazioni che servono al Paese. Le sfide per l’ambiente possono diventare un’occasione per lo sviluppo.

L’avvento del nuovo Pacchetto Industria 4.0, la sfida ambientale e quella delle scienze delle vita richiedono che al centro ci sia un forte sviluppo degli investimenti. Per questo è necessario individuare i migliori strumenti agevolando interventi selettivi e mirati anche nel settore ambientale, come nel caso del pacchetto industria 4.0 dove ci sono il credito di imposta e gli ammortamenti.

Bisogna distribuire al meglio gli investimenti pubblici lavorando anche sui tempi della Amministrazione Pubblica che ancora oggi non è riuscita ad attuare la trasformazione digitale e la propria innovazione. Mancano persone competenti, i progetti sono portati avanti con ritardi inaccettabili, spesso non vengono nemmeno finiti e quelli portati a termine molte volte non aiutano i cittadini. Una assoluta arretratezza dell’Italia digitale, fatta di sprechi e disservizi che hanno come unica conseguenza lo scarsissimo utilizzo dei servizi online. Fino ad ora sono stati spesi 5,5 miliardi con pochissimi risultati.

Gli accordi internazionali ci chiedono risultati concreti sul fronte dell’impatto ambientale attraverso la Strategia energetica nazionale e se vogliamo arrivare alla decarbonizzazione della produzione elettrica entro il 2025 dobbiamo costruire infrastrutture. Non è una partita tra ambiente e industria: si gioca insieme per sviluppare le tecnologie del futuro, le sfide per l’ambiente che possono diventare una occasione di sviluppo per l’Italia.

Una bella notizia di questi giorni è che le dieci maggiori Multinazionali del petrolio al mondo si sono incontrate e hanno deciso di investire tanti, tanti Dollari per combattere il cambiamento climatico, fondando una Associazione (l’OGCI) per sviluppare e diffondere tecnologie innovative per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Alla fiera ECOMONDO 2017 a Rimini è stata formulata una proposta di programma per una transizione all’economia circolare rivolta a tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni, con l’obiettivo di far inserire lo sviluppo della Green Economy fra le priorità dell’agenda parlamentare e di Governo per la prossima Legislatura.

Confidiamo quindi nelle giuste strategie di sviluppo sostenibile per la nostra Italia che vorranno proporre i vari partiti per poter dar loro fiducia nelle prossime imminenti elezioni.

Con l’occasione, come di consueto in questo momento dell’anno, a Voi e alle Vostre famiglie auguriamo un sereno periodo natalizio e un ottimo 2018.

Claudio Capocelli

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