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Fascicolo n° 124 Luglio/Agosto 2017

Tanti soldi spesi e… i ponti si sbriciolano

In Redazione, stiamo affrontando come avviene da anni il fascicolo di “Strade & Autostrade” con focus su ponti e viadotti, ma lo stiamo preparando con uno spirito diverso: qualcosa è cambiato e siamo preoccupati. Troppi cedimenti di infrastrutture di scavalco si sono verificate in Italia negli ultimi mesi. Allora ci siamo concentrati maggiormente su temi di ripristino, controllo e monitoraggio delle infrastrutture esistenti nel nostro Paese, per capire e per comunicare agli addetti ai lavori quali siano le soluzioni tecniche più innovative per mettere in sicurezza il nostro patrimonio di ponti e viadotti.

Certamente sono tante le opere in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso realizzate negli anni Sessanta e Settanta, talora in fretta e senza attenzione, non tanto alla progettazione ma alla qualità e quantità del materiale impiegato per la costruzione. I ponti, i sovrappassi e i viadotti sono opere che devono costantemente essere monitorate sin dalla fase di messa in esercizio. Ci sono oggi moderne e sicure tecnologie innovative per la diagnostica, per mettere in atto campagne di indagine per il controllo quantitativo delle caratteristiche di resistenza o durabilità dei materiali di particolari tipologie di opere o su determinati itinerari. Anche per i trasporti eccezionali sulle strade italiane si impone una necessaria riflessione sulla disciplina in materia di autorizzazioni, dove si intrecciano competenze statali e locali che rendono poco chiara la normativa di riferimento e permettono trasporti sulle infrastrutture stradali ben al di sopra dei carichi di progetto e della loro resistenza ai carichi.

È necessario e urgente, quindi, che il Governo faccia effettuare un censimento sullo stato delle infrastrutture viarie sospese, che permetta di stabilirne lo stato di conservazione e adottare nuovi sistemi telematici “aperti”, come avviene già in molti Stati europei, che rendano possibile il monitoraggio dei veicoli e dei trasporti eccezionali e la relativa condivisione e la consultazione delle informazioni da parte dei soggetti interessati.

Occorre coinvolgere gli Enti territoriali interessati per produrre, in fretta, un sistema digitalizzato regionale controllato dal MIT, che raccolga i dati del censimento delle infrastrutture prevedendo che sia riportato l’anno di costruzione, la portata dell’infrastruttura, lo stato e lo storico degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che permetta l’inserimento di informazioni in tempo reale quali la possibilità di interventi emergenziali straordinari o programmati di manutenzione.

ANAS ad esempio, nell’ambito del progetto Smart Road, su 3.000 km di strade gestite sta sviluppando un sofisticato sistema di sensori per monitorare i ponti e i viadotti.
Il piano di controllo dei manufatti di scavalco serve a garantire il continuo aggiornamento ed incremento delle conoscenze sullo stato di conservazione e della funzionalità delle opere d’arte.

È fondamentale allungare la vita utile delle nostre infrastrutture di trasporto, non solo per non dover arrivare all’abbattimento della struttura con enormi costi di demolizione e successiva ricostruzione, ma soprattutto per garantire efficienza della rete e sicurezza di transito per tutti gli utenti della strada. L’Autostrada A2 del Mediterraneo, inaugurata a Dicembre, ha già bisogno di lavori, (per forza poiché le cosiddette nuove opere sono iniziate oltre trenta anni orsono) sono state preventivate spese per oltre un miliardo di Euro. Un disastro infrastrutturale? Di fronte a una simile situazione non esiste alcun Parlamentare o Senatore che voglia fare quello per cui è “deputato”, ovvero render conto ai cittadini, che pagano le tasse per avere dei servizi adeguati, di come vengono spesi quei denari.

Esponenti di partiti e movimenti sono innanzitutto obbligati a garantire che il denaro che milioni di persone e famiglie versano in tasse venga usato per far funzionare il Paese nel migliore dei modi. Evitando che un automobilista o camionista “rischi la pelle” perché un ponte è stato costruito con materiali scadenti e quindi risulti depotenziato già in origine. I Politici dovrebbero mettersi al lavoro per analizzare appalti, verificare conti, per scoprire, per esempio, se davvero un’opera, solo perché pagata con denaro pubblico, non è costata il doppio o il triplo di quanto sarebbe stata pagata se invece il Committente fosse stato un privato.

Claudio Capocelli

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