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Fascicolo n° 123 Maggio/Giugno 2017

L’impegno per le infrastrutture: tante risorse, decisioni e pianificazione per investimenti

Rilevo ancora ottimismo e una visione più chiara sulle prospettive di rilancio delle opere pubbliche. Sulla questione infrastrutturale, le cifre di investimento che il Governo sta programmando e pianificando, con un cambio di passo, sono molto importanti. Per ora purtroppo, l’impegno non ha ancora raggiunto risultati concreti. Forse non si sono inizialmente valutate le difficoltà nella fase di avvio del nuovo Codice degli Appalti, ma la recente approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto correttivo certamente consentirà, per un periodo transitorio, un passaggio meno rigido tra vecchio e nuovo regime, favorendo sicuramente anche la ripresa dell’economia da troppo tempo attesa.

Il vero segnale che è in atto un’accelerazione è il “Fondo Unico di Investimenti” con una ripartizione della spesa. È stato proposto dal Ministro Graziano Delrio con un apposito Decreto, per una pianificazione a lungo termine di 23 miliardi di Euro fino al 2032. In modo particolare, per il prossimo quadriennio 2017-2020 il Fondo mette a disposizione la metà dell’investimento previsto, quindi saranno da subito disponibili le risorse per finanziare concretamente le opere.

Si potrà spendere in fretta, ma per quelle infrastrutture che avranno piani ben programmati e condivise con il territorio, soprattutto per le quali siano stati realizzati i progetti esecutivi con piani di qualità in grado di dare il via immediato ai cantieri. Tutto ciò per evitare lungaggini e contenziosi per varianti in corso d’opera. Potremo così superare quello che ritengo sia stato il più grosso freno e rallentamento alla realizzazione delle infrastrutture di trasporto in Italia sia di procedure esecutive, che per la progettazione non accurata e attenta che ha condizionato tutto il nostro settore. Per il riavvio delle opere è essenziale il consenso e la condivisione dei cittadini. Le infrastrutture devono essere utili e comunque realizzate nell’ottica di approfondite analisi di costi/benefici.

Anche il Piano operativo Ambiente FSC 2014-2020 da 1,9 miliardi, distribuiti in particolare alla tutela del territorio e dal rischio idrogeologico, sono risorse da utilizzare velocemente e bene, con progetti cantierabili per la mitigazione del dissesto e la messa in sicurezza: la prevenzione piuttosto che le spese in emergenza in caso di calamità. Dal Piano per il dissesto idrogeologico programmato nel 2015 per 650 milioni dal Ministero dell’Ambiente, le Regioni hanno però avuto solamente il 16% dei finanziamenti: perché l’erogazione dei fondi è così rallentata? A breve il Ministro Delrio presenterà un piano da 570 milioni per migliorare la viabilità e l’accesso alle zone terremotate in vista della bella stagione e per favorire il ritorno dei flussi turistici nei territori colpiti dal sisma.

Questo fascicolo contiene un focus sulla manutenzione e sull’ambiente: intervistando il Ministro dell’Ambiente Galletti è emerso l’impegno del Ministero alla strategia energetica nazionale, a quella per lo sviluppo sostenibile e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Unite, le tre strategie determineranno il piano industriale – non solo ambientale – del Paese per i prossimi decenni.

Claudio Capocelli

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