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Lavori stradali: la centralizzazione ai soggetti aggregatori slitta di un anno

Lavori stradali

E’ stato raggiunto un compromesso sulla centralizzazione dei lavori di manutenzione stradale di importo superiore alla soglia comunitaria. Giovedì 10 maggio, in conferenza unificata Regioni, Comuni e Province hanno dato l’ok allo schema di Dpcm che attribuisce ai soggetti aggregatori 6 nuove categorie di beni e servizi per importi soprasoglia. L’intesa è comunque condizionata al rinvio di un anno ancora per la sola categoria della «manutenzione strade – servizi e forniture» dai 5,55 milioni di euro in su.

Sono escluse le programmazioni già avviate sulla base degli accordi stipulati nel Tavolo dei soggetti aggregatori e gli interventi già programmati dalle regioni alla data di entrata in vigore (del Dpcm, ndr) per la categoria 25 relativa ai lavori stradali.

L’accordo congela le cose allo stato attuale ancora per almeno 12 mesi, il business dei lavori stradali soprasoglia e sottosoglia resta in gestione degli 8mila comuni e delle 100 province. Il passaggio ai 32 soggetti aggregatori finora operativi – Consip più le centrali acquisti regionali e metropolitane – dovrà attendere un anno.

Dopo l’istruttoria tecnica in conferenza unificata, una volta arrivati alla decisione politica, sono emerse le «perplessità» delle Regioni. Il Ministero dell’Economia ha fatto osservare che, al di là dell’entrata in vigore del Dpcm, l’operatività della norma è comunque condizionata alla decisione delle Regioni (e relative centrali acquisti).

È ovvio però che sarà il prossimo governo a occuparsi di questa questione che è comunque stata rinviata, e che si inquadra nella più generale progressiva revisione della spesa pubblica.