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La A36 Pedemontana Lombarda raggiunge Lentate sul Seveso

Sviluppata in poco più di un anno, a Novembre è stata aperta al traffico la tratta B1 progettata da 3TI Progetti

Con il mese di Novembre, è stato ufficialmente aperto al traffico il tratto B1 dell’Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) di cui 3TI Progetti, primaria Società di ingegneria italiana, è stata la Capogruppo dell’ATI che ha seguito la progettazione per conto dell’Appaltatore Nuova Briantea.

Immagini

  • Lo svincolo di Lomazzo
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    Lo svincolo di Lomazzo
  • La galleria di Lomazzo
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    La galleria di Lomazzo
  • Il viadotto Lura
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    Il viadotto Lura
  • Lo svincolo di Lazzate
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    Lo svincolo di Lazzate
  • Il cavalcavia rampa L2 dello svincolo di interconnessione
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    Il cavalcavia rampa L2 dello svincolo di interconnessione
  • Un particolare dell’imbocco della galleria di Lomazzo
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    Un particolare dell’imbocco della galleria di Lomazzo
  • La galleria Copreno
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    La galleria Copreno

3TI Progetti aveva già fornito il proprio contributo progettuale alla Pedemontana con lo svincolo di Lomazzo – aperto in configurazione parziale nello scorso mese di Gennaio (si veda “S&A” n° 110) al fine di rendere funzionale l’apertura al traffico della tratta A. La realizzazione della tratta B1, che collega lo svincolo di Lomazzo a Lentate sul Seveso, è stata sviluppata in poco più di un anno, con grande impegno sia realizzativo che progettuale. Grazie all’intensa collaborazione tra Progettisti, Imprese e Committenza si è riusciti a completare circa 7 km di nastro autostradale, un viadotto autostradale, sei opere di scavalco e due gallerie artificiali in un tempo assolutamente da record.

Lo svincolo di Lomazzo

Con tre opere d’arte maggiori, tutte in sovrapposizione, l’interconnessione è stata concepita per consentire lo scambio fra la A9 Lainate-Como-Chiasso e la A36 in tutte le direzioni e compatibilmente con i vincoli preesistenti sul territorio. Il tracciato, di circa 2,65 km, si sviluppa in parte in rilevato e in parte in trincea con una configurazione assimilabile a uno schema a semiquadrifoglio che prevede il passaggio in viadotto sulla A9, e la maggior parte delle opere relative al delivellamento dell’intersezione realizzate in cavalcavia.

Sia per il viadotto, posto sull’asse principale, sia per i due cavalcavia sulle rampe (rampa C e rampa G), è stata adottata una sezione d’impalcato a cassone a struttura mista acciaio-calcestruzzo, che meglio si adatta ai condizionamenti plano-altimetrici imposti dal tracciato stradale. Infatti, le limitate differenze tra le quote di progetto delle rampe e dei due assi principali Est e Ovest e le quote del piano viabile dell’Autostrada A9 esistente, quest’ultima sovrappassata da tutte e tre le opere, hanno imposto di contenere al minimo l’altezza dell’impalcato dei due cavalcavia e del viadotto al fine di garantire ovunque un franco minimo di 5,50 m.

Le tre opere di scavalco sono realizzate tutte in acciaio Corten. Il viadotto A9 è costituito da due viadotti identici, uno per ogni direzione di marcia, riconducibili a uno schema statico di travata continua su tre campate, di lunghezza complessiva 133 m. L’impalcato ha una larghezza massima di 24,30 m ed è costituito da quattro travi principali con interasse di 5 m e soletta in calcestruzzo armato di 30 cm di spessore realizzata da predalles metalliche autoportanti e getto di completamento.

Il cavalcavia sulla rampa C, di larghezza complessiva 12,20 m, scavalca l’esistente Autostrada A9 e la rampa E dello svincolo di Lomazzo. L’impalcato è composto da un cassone metallico solidale alla soletta in calcestruzzo dell’impalcato. Lo schema statico del ponte è assimilabile a una trave continua composta da tre campate aventi la lunghezza rispettivamente di 48 m, 61 m e 48 m per una lunghezza complessiva di 157 m. L’impalcato è vincolato con appoggi multidirezionali sulle spalle e con isolatori elastomerici sulle pile. Il cavalcavia sulla rampa G scavalca l’esistente Autostrada A9 e la rampa C dello svincolo di Lomazzo.

L’impalcato del ponte, di larghezza complessiva 9,60 m, è composto da un cassone metallico solidale alla soletta in calcestruzzo dell’impalcato. Lo schema statico del ponte e assimilabile a una trave continua composta da 3 campate aventi la lunghezza rispettivamente di 48 m, 65 m e 48 m per una lunghezza complessiva di 161 m.

L’autostrada – tratta B1

Il tracciato si sviluppa per 4,6 km quasi completamente in trincea a una profondità media di 6-7 m sotto il piano campagna ed è costituito da due carreggiate, ciascuna composta da due corsie per senso di marcia entrambe di larghezza pari a 3,75 m e da una corsia di emergenza larga 3 m, separate da un margine interno minimo di larghezza pari a 4,14 m composto da uno spartitraffico di dimensione minima aumentata a 2,74 m e da due banchine interne di larghezza minima di 0,70 m.

La sezione minima della piattaforma autostradale prevede una larghezza pari a 25,14 m. Il margine esterno, sia per i tratti in rilevato che per i tratti in trincea, è largo 2,50 m e ha permesso la sistemazione degli elementi di completamento dell’arredo della sezione stradale (sistemi di ritenuta, cavidotti e trincee drenanti).

Il viadotto Lura

Il tratto B1 dell’APL presentava un’unica interferenza con il reticolo idrografico principale e secondario in corrispondenza con l’intersecazione del tracciato del torrente Lura, particolarmente inciso e fittamente boscato. Il progetto di 3TI Progetti ha previsto l’attraversamento con un viadotto lungo 220 m costituito da cinque campate con una quota di intradosso variabile: ampiamente superiore al massimo livello di piena del torrente. La sovrastruttura è costituita da un impalcato metallico realizzato con due travi disposte a interasse di 9,5 m e una longherina centrale in mezzeria, e soletta collaborante gettata su predalles.

Il progetto ha dovuto tener conto delle acque meteoriche, che allagano periodicamente il centro abitato di Lazzate e, non avendo uno sfogo naturale in un corso d’acqua superficiale, si infiltrano nel sottosuolo, per altro scarsamente permeabile, alimentando i torrenti delle Groane. Il torrente Lura a sua volta, data l’elevata urbanizzazione del suo bacino idrografico, presenta estesi e gravi problemi di insufficienza idraulica, per cui è apparso inaccettabile convogliare le acque di scorrimento superficiale del bacino in questione nel Lura senza adeguati e ampi volumi di laminazione.

Pertanto, al fine di contrastare il possibile allagamento della Pedemontana, è stato previsto un canale di gronda parallelo al tracciato stradale, lato Nord, che recapiterà in una vasca di laminazione permettendo di salvaguardare il centro abitato di Lazzate senza aggravare le condizioni idrologiche del Lura, che rappresenta l’unico recapito naturale possibile.

Lo svincolo di Lazzate

Lo svincolo di Lazzate, del tipo a losanga con quattro rampe di allacciamento al tracciato principale che convergono in un dispositivo di distribuzione a rotatoria, è stato collocato lungo il tracciato principale a cavallo del confine comunale che divide il comune di Bregnano da quello di Lazzate, e si collega alla nuova S.P. 133. Il tracciato principale è in scavo mentre la rotatoria è stata ricavata alla quota del piano campagna esistente, su rilevato di modesta altezza. Il delivellamento delle sedi stradali è ottenuto mediante due cavalcavia in acciaio, a due campate ciascuno. Tale soluzione ha permesso di sistemare la superficie dell’isola centrale come fosse una qualsiasi rotatoria a raso, limitando gli ostacoli interposti che possono limitare la reciproca visibilità fra rami consecutivi di rotatoria.

Lo svincolo di interconnessione ex S.S.35

L’interconnessione costituisce il punto di scambio del tratto B1 con la viabilità ordinaria a servizio dei principali centri urbani della zona (Lentate sul Seveso, Cermenate, Novedrate, Lazzate) e funge da collegamento con gli assi portanti della rete viaria (ex S.S. 35 in direzione Nord-Sud e S.P. 32 Novedratese in direzione Est-Ovest). Si tratta schematicamente di un trivio caratterizzato da rampe dirette o semidirette che raccordano la A36 nelle due direzioni opposte e la S.P. 32 nella terza direzione.