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Gioia Tauro: più infrastrutture per andare oltre il transhipment

Giovanni Grimaldi, Presidente dell'Autorità Portuale Calabrese, spiega le strategie dell'Ente e le opere necessarie per raggiungere i mercati del Centro-Nord. A partire dal nuovo terminal intermodale

È il più importante porto container d’Italia, e uno dei più grandi del Mediterraneo. I suoi fondali profondi, le sue banchine estese e la sua collocazione al di fuori dei grandi centri cittadini lo rendono, dal punto di vista infrastrutturale, un’eccezione nel tribolato quadro della portualità italiana. Stiamo parlando del porto di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Eppure essere bravi non basta. Bisogna andare oltre.

Immagini

  • L’imbocco del porto di Gioia Tauro
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    L’imbocco del porto di Gioia Tauro
  • Giovanni Grimaldi, Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro
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    Giovanni Grimaldi, Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro
  • Il terminal delle automobili
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    Il terminal delle automobili
  • Un particolare delle banchine gestite dalla Società Medcenter Container Terminal, che fa parte del Gruppo Contship
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    Un particolare delle banchine gestite dalla Società Medcenter Container Terminal, che fa parte del Gruppo Contship
  • Il terminal automobilistico ha movimentato, nel 2013, oltre 200.000 veicoli
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    Il terminal automobilistico ha movimentato, nel 2013, oltre 200.000 veicoli
  • Una banchina del porto di Gioia Tauro
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    Una banchina del porto di Gioia Tauro
  • L’attuale terminal intermodale
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    L’attuale terminal intermodale

E “oltre”, nel caso di Gioia Tauro, significa “oltre il transhipment”. 

Sì perché gran parte dei container che via nave arrivano, via nave ripartono. Con il paradosso che il porto di Gioia Tauro è vicinissimo al mondo, ma relativamente lontano dalla Calabria e dal resto d’Italia. Il miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari da e per il porto comporterebbe non solo un incremento dei traffici sulle banchine, ma costituirebbe anche un’importante occasione di sviluppo per il territorio e un miglioramento generale dell’efficienza logistica del nostro Paese. Per andare oltre il transhipment occorrono però nuove infrastrutture: terminal intermodali, strutture per lo stoccaggio, raccordi stradali e ferroviari. Facciamo il punto della situazione assieme all’Ing. Giovanni Grimaldi, Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro.

“Strade & Autostrade”: “Cominciamo dai dati più recenti del traffico in porto. Che 2013 è stato per il porto di Gioia Tauro?”.
“Giovanni Grimaldi”: “A fine 2013 la crescita dei traffici del porto di Gioia Tauro sta confermando il trend positivo avviato a inizio anno. Con i dati relativi a Novembre, complessivamente, nel terminal container sono stati movimentati 2.830.000 TEU. È un trend consolidato che, nel corso dell’anno, ha registrato un graduale e costante incremento di trasbordo container, con + 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2012”. Eguale fotografia, se non addirittura migliore, è stata riconfermata dal settore delle autovetture. Con un incremento del 75,52%, sono state movimentate 211.787 automobili, dati quest’ultimi che risultano nettamente superiori ai 120.663 registrati nello stesso periodo del 2012. Si tratta, in entrambi i casi, di un dato rilevante che permette al nostro scalo di confermare il primato nazionale e la centralità nel Mediterraneo”.

“S&A”: “Qual è la sua strategia per lo sviluppo del porto?”.
“GG”: “La nostra attenzione è particolarmente rivolta ad avviare progetti che possano sostenere la crescita del transhipment e il suo superamento e completamento attraverso lo sviluppo della logistica nell’area portuale. In questa direzione va inquadrata la realizzazione del gateway ferroviario e la costruzione di un capannone da utilizzare per l’apertura dei container e lo smistamento della merci da trasferire sul mercato via terra, permettendo così le attese ricadute sul territorio”.

“S&A”: “Per andare oltre il transhipment servono però infrastrutture come il nuovo terminal intermodale”.
“GG”: “Esatto. Il terminal intermodale si estenderà nel territorio compreso tra i comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando. Si svilupperà in parte all’interno del porto, nell’area doganale e nella zona dell’interporto. Occuperà una superficie pari a 325.000 m2 e avrà una lunghezza complessiva dei binari di 6.200 m, con una lunghezza d’asta non inferiore a 750 m. Dati, quest’ultimi, che evidenziano le specifiche peculiarità del gateway ferroviario, che risulta essere in linea con i maggiori terminal europei. Il suo buon biglietto da visita è dato dalla centralizzazione delle operazioni ferroviarie che saranno affidate ad un unico gestore, appunto quello privato che vincerà la gara internazionale, e che poi potrebbe anche gestire il tratto di raccordo con la rete ferroviaria nazionale. Alla base della sua funzionalità vi è l’assenza di rotture di carico aggiuntive e le distanze porto-terminal adeguate agli standard internazionali”. 

“S&A”: “A che punto siamo con il progetto?”.
“GG”: Pubblicato lo scorso Aprile, il Bando per la sua realizzazione è andato deserto per motivazioni collegate alla congiuntura economica mondiale, che ha investito in modo vistoso il settore dei trasporti. In virtù di tale considerazione, abbiamo opportunamente rimodulato le condizioni del Bando, ricevendo anche l’approvazione dalla Commissione Europea, e lo stiamo ripubblicando proprio in questi giorni”.

“S&A”: “Il resto della rete ferroviaria è pronta ad accogliere i treni merci che faranno scalo nel nuovo terminal?”.
“GG”: “La linea cargo è quella adriatica, abilitata alla gestione del traffico delle merci via Gioia Tauro-Paola-Sibari-Taranto, e da qui il Nord Italia. A tale proposito la Regione Calabria ha sottoscritto con il Ministero dei Trasporti e con quello della Attività Produttive un Accordo di Programma Quadro (APQ) denominato “Polo logistico intermodale di Gioia Tauro” del valore complessivo di circa 460 milioni di Euro. Al suo interno, tra le varie misure, è previsto appunto il potenziamento della linea merci Gioia Tauro-Taranto-Bari con un impegno finanziario pari a 280,5 milioni di Euro che coinvolgerà RFI”.

“S&A”: “Dalla ferrovia alla strada. Con il completamento della Salerno-Reggio Calabria e, in futuro, della nuova Jonica, il porto ha sufficienti collegamenti stradali per raggiungere i mercati del Centro-Nord?”.
“GG”: “Il completamento della A3 è in dirittura d’arrivo, per la parte finanziata. Del resto, assistiamo mensilmente all’inaugurazione di nuovi tratti di autostrada che hanno già fatto notare agli autotrasportatori il cambio di rotta, garantendo una maggiore scorrevolezza del traffico e, di conseguenza, una diminuzione dei tempi di percorrenza”.

“S&A”: “Ritiene che sia necessario un nuovo raccordo tra il porto e l’Autostrada A3?”.
“GG”: “Recentemente è stato risolto il problema della rottura del traffico tra l’A3 e il raccordo stradale che conduce al porto, grazie al completamento di un breve ma essenziale tratto di strada. Ritengo, quindi, che non ci siano problemi di sorta per permettere agli autotrasportatori di raggiungere agevolmente il nostro porto”.

“S&A”: “Torniamo in porto. Quali sono i principali interventi in corso per il potenziamento delle banchine?”.
“GG”: “Le banchine del porto di Gioia Tauro hanno fondali con una profondità compresa tra i 16 e i 18 m. Allo stato, sono in corso i lavori di approfondimento per un ulteriore tratto di 650 m di banchina per una profondità pari a 18 m. Iniziati ad Agosto scorso, termineranno nella prima metà del 2014. Si tratta di condizioni vagliate e approvate con interesse dalla Maersk Lines, che in primavera ritornerà ad attraccare nel nostro scalo, in seno all’accordo P3 (l’accordo tra i tre principali armatori del mondo, Maersk, MSC e CMA-CGM, che ha recentemente deciso un ritorno in forze a Gioia Tauro, NdR)”.