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Il Punto di Vista: “Strade e ambiente: la grande responsabilità di chi si occupa di infrastrutture”

paola villani

Anche se non sono in molti a supporlo, il legame tra strade e ambiente è strettissimo.

Etimologicamente parlando, poi, è totale: in altre lingue, è più evidente (girare, cambiare direzione, andare, stare ai lati) e due lingue in particolare rimandano allo stesso concetto assegnando al termine caratteristiche ancora più esplicite: infatti, l’ambiente (tedesco Umwelt) si ricollega al mondo (Welt) e chiarisce che tutto ciò che ci circonda può essere fruito se siamo in mezzo (spagnolo medio ambiente).

Una bella responsabilità, quindi, per chi si occupa di infrastrutture.

Lo scontro tra Ambientalisti e Costruttori si può far risalire a tempi remoti ed è certamente ricollegabile alle diverse condizioni climatiche che ne hanno reso possibile la percezione, in termini di maggiore consapevolezza: se un cambiamento o una svolta fu la causa che ha innescato un miglioramento, l’ambiente si ricollega all’atto di procedere (lingue neolatine), mentre se la svolta ha determinato incidenti (per smottamenti, allagamenti, dissesti, frane) il termine – come dimostra l’anglosassone unwell (così simile al tedesco unwohl) – assume chiaramente una sfumatura negativa.

Spetta quindi a chi si occupa di governare, pianificare e utilizzare al meglio le risorse pubbliche far sì che l’ambiente abbia una sola accezione positiva.

Molto si sta facendo per garantire la fruizione del territorio nel pieno rispetto delle risorse naturali presenti, ma l’impegno deve essere costante e – inutile negarlo – maggiore di quello attuale.

Servono più risorse e finanziamenti costanti. Occorre investire nella ricerca di soluzioni innovative, impegno per la tutela ambientale e grande attenzione per i contesti nei quali si opera.

La massima attenzione all’ambiente si sposa sovente con la ricerca della riduzione degli incidenti. Abbiamo le capacità e le conoscenze tecniche per risolvere qualsiasi problema: serve coesione e visione comune su ciò che occorre all’umanità per progredire sulla strada dello sviluppo. Non soltanto in Italia ma in tutto il mondo.

Alcuni asseriscono che da Aristarco sino a Galileo nessuno sapesse che la terra ruotava intorno al sole, ma l’etimo anglosassone (Welt) racconta ben altro.

Impariamo quindi il rispetto per la diversità ma operiamo all’unisono per cogliere quanto di eccellente è stato progettato, cosicché non vi possa essere alcuna differenza di percezione sul lemma “ambiente” ma una tendenza comune alle magnifiche sorti e progressive (chilometriche).